Corato: stamattina cade questa Amministrazione comunale

Allo stato delle cose appare tecnicamente possibile solo un'altra Amministrazione, a carte completamente rimescolate

Sindaco Pasquale D'Introno di una Amministrazione che non c'è
Il Sindaco Pasquale D'Introno

L’accordo non c’è stato e l’Amministrazione che non c’è mai stata oggi cade. E siccome è tempo della speranza nei miracoli, i verbi al presente possono essere tutti coniugati al passato. Potere della lingua ma anche della politica. È fallito il tentativo di ricucire, svolto fino all’ultimo momento nella giornata di ieri dalle sfere provinciali e regionali dei partiti che a Corato sono l’un contro l’altro armati.

L’accordo sulle nomine degli assessori per “Forza Italia” e “Lega” non è stato raggiunto e poco contano i nomi -sia scritto con rispetto- di Lorena Mangione per la prima e di Tina Leo per la seconda: il problema non sono i nomi ma sono le poltrone che D’Introno vuole assegnare a persone di sua strettissima fiducia o non assegnare. Superata forse anche la questione relativa al nome di Pasquale Pomodoro, il quale sarebbe stato capace di fare l’auspicato passo indietro, un passo avanti verso la fine ha invece fatto la risicata pattuglia -sulla carta solo i 4 rappresentanti di “Fratelli d’Italia”- stretta intorno al generale D’Introno e destinata a capitolare sotto l’attacco dei pellerossa di “Direzione Italia” in questa coratina Little Big Horn.

La migrazione del consigliere Cosimo Damiano Zitoli verso “Forza Italia” passando dal Gruppo Misto ha o aveva il significato di “scoprire” che -guarda un po’!- anche “Forza Italia” possiede il consigliere. Sembrava non fosse stata neppure in grado di presentare la lista elettorale, e invece si ritrova dentro il Consiglio comunale. E dunque c’è chi è pronto a giurare sulla irrefutabilità dell’argomento logico secondo il quale, avendo “F.I.” il consigliere, le spetta anche l’assessore. Come concordato prima delle elezioni. Più logico dell’argomento ontologico sull’esistenza di Dio. Pure questo è un miracolo di quelli che solo la politica sa fare.

In un miracolo crede infine il Sindaco dimissionario che sulla sua pagina social rinnova l’ennesimo appello ai consiglieri comunali per il bene della città e dei cittadini: “Confido -ha tra l’altro scritto- nella responsabilità di tutti affinché si possa andare spediti con la discussione dei punti all’ordine del giorno”.

Tanta ostinazione, da una parte e dell’altra, non si spiega in nessun altro modo che in rapporto a una guerra combattuta in queste ore più nascosta, più cattiva: quella per le prossime elezioni regionali. La  combattono -lo abbiamo già scritto- segreterie e livelli politici superiori a quello cittadino, e gli obiettivi sono la leadership della Destra e del Centrodestra in Puglia e giù giù fino alla gestione del potere politico a Corato. I morti di questa guerra -perché ce ne saranno- non dimenticheranno e cercheranno la vendetta in ogni modo: si, questo è un altro miracolo della politica nella cui orbita i morti resuscitano.

Dunque l’Amministrazione comunale cade, è caduta, cadrà, sempre in anticipo su tutto. Cade infatti prima di riuscire a eleggere il presidente del Consiglio comunale, prima della elezione della Commissione Elettorale, prima di formalizzare la nomina della Giunta, prima della nomina del Collegio dei Revisori, e di quella dei rappresentanti del Comune presso Enti, Aziende e Istituzioni, e prima dello stesso giuramento del Sindaco. Prima di tutto, insomma.

Questa Amministrazione non la salva neppure un miracolo. Forse il Sindaco potrà ancora salvare se stesso. Ma ci vuole un miracolo.

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