Nicola Pansini lascia la guida della Asl Bari

Sono irrevocabili le dimissioni presentate nella giornata di giovedì 16 giugno dall’ormai ex direttore generale della Asl Bari Nicola Pansini.

Insieme a lui hanno deciso di lasciare l’azienda sanitaria i due assistenti amministrativi Rossella Porfido e Gianfranco Lippolis.

Nonostante l’assessore regionale Fiore avesse voluto respingere le dimissioni, Pansini è stato categorico non lasciando prospettive di ripensamento.

Motivo delle dimissioni, come dichiarato dallo stesso Pansini ad alcuni giornale, sarebbe l’impossibilità a gestire la situazione sanitaria regionale «vivendo alla giornata».

«Non si può tenere il management di una Asl così importante e in un momento tanto delicato nell’incertezza. Non è serio e di conseguenza non è serio il nostro lavoro, non siamo in grado di garantire serietà alle richieste che vengono dalla popolazione in materia di sanità» ha dichiarato Pansini alla Gazzetta del Mezzogiorno

Le dimissioni saranno effettive a partire dal 1 Luglio, nonostante il contratto del medico barese scada nel 2012.

Il Presidente della Provincia Francesco Schittulli, nella mattinata di ieri ha incontrato l’ex direttore generale in occasione della sigla di un protocollo di intesa  fra la Provincia di Bari, la Asl di Bari e l’associazione onlus “Un sorriso per la vita”, presieduta da Dionisio Rotunno, per l’avvio di una campagna di igiene, cura e riabilitazione dentale che prevede l’apertura di uno studio medico odontoiatrico a Toritto presso l’ex ospedale rivolto ad extracomunitari, persone in situazione di disagio economico e sociale e cittadini disabili non collaboranti.

L’incontro è stato anche momento per il presidente Schittulli di dimostrare la propria solidarietà al prof. Pansini.

«La sanità in Puglia è andata oltre il fondo e lo testimonia questo gesto estremo del direttore Pansini»  afferma Schittulli.

«Esprimo tutta la mia personale, incondizionata e piena solidarietà a Nicola Pansini, sia come stimato collega, sia come manager che ha dimostrato una coscienza libera dalle logiche politiche e partitiche e di essere solo dalla parte dei malati e dei sofferenti. Le persone serie gettano la spugna di fronte al disastro in cui versa la nostra sanità. Rivolgo, dunque, un invito al presidente Vendola e all’assessore Fiore affinchè non lascino sfuggire una così valida risorsa per il bene comune dei pugliesi». 

Intanto anche il parlamentare terlizzese on. Gero Grassi, vicepresidente Commissioni Affari Sociali della Camera, si esprime sulla vicenda.

«Quanto sta accadendo in Puglia in questi giorni, in merito alle nomine dei vertici Asl, è una bufera che rischia di travolgere il cerchio più debole della catena: i pazienti. Il Presidente Vendola, l’assessore Fiore, i segretari di Partito, gli attuali Dirigenti Asl, hanno la responsabilità di trovare una soluzione, che riporti serenità nella sanità pugliese. Non si può sempre cominciare da capo, non si può gettare alle ortiche ogni esperienza maturata, non si può cancellare con un colpo di spugna, tutto ciò che potrebbe essere ridisegnato, migliorato, ma allo stesso tempo salvato».

Il vicepresidente della Commissione Affari Sociali della Camera continua: «Il braccio di ferro che sta mettendo a confronto forze contrapposte, rischia di indebolire tutto il sistema sanitario pugliese. Le dimissioni del Direttore Generale dell’Asl di Bari Nicola Pansini, lanciano un segnale chiaro, c’è una resa incondizionata, perché mancano le garanzie per lavorare serenamente. A fronte di enormi responsabilità, si sommano poi, i tagli alle indennità, che non aiutano di certo. La situazione è complicata. Ci vuole pazienza, ma non si può indugiare. Il malessere si protrae ormai da mesi, tanto che lo stesso assessore Fiore aveva preannunciato le sue dimissioni. Andando via non si risolvono le cose. Ricominciando da zero si allungano i tempi per tutto. Allora, bisogna usare il defibrillatore e riportare la situazione alla normalità, cercando soluzioni che mettano d’accordo tutti, privilegiando il rapporto paziente-sanità pubblica. Tutte le posizioni oltranziste su una materia così delicata sono sbagliate. La discontinuità non passa attraverso la decapitazione delle persone, ma attraverso la revisione di metodi impropri. Ogni posizione manichea in una situazione come questa, è sbagliata. Chiedere la sostituzione di tutto il management, significa eliminare tutto ciò che di positivo, fino ad oggi, è stato fatto». 

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