Murge pattumiera radioattiva d’Italia? Finalmente si rompe un silenzio durato quattro mesi. EDITORIALE

Non è nostra abitudine dire “l’avevamo detto”, ma ad invitarci nuovamente all’analisi delle scelte politiche nazionali che rischiano di avere serie ripercussioni sul nostro territorio è il sindaco Massimo Mazzilli in persona, attraverso un post pubblicato non molte ore fa sul suo profilo Facebook.

Il post si riferisce all’eventualità che sulle nostre Murge possa essere collocato il maxideposito nazionale di scorie radioattive: il governo, infatti, ha individuato come sito idoneo a tale funzione proprio le Murge a cavallo tra la Puglia e la Basilicata, zone vicinissime al Parco Nazionale dell’Alta Murgia che annovera anche Corato tra i suoi comuni.

Post sindaco
Il post del Sindaco Massimo Mazzilli

Non si tratta, purtroppo, di una novità e l’indignazione del Sindaco, benchè assolutamente condivisibile, è però viziata da un clamoroso ritardo.

copertina settembre 2015
La copertina de Lo Stradone di settembre 2015

Già nel settembre 2015 Lo Stradone usciva con una copertina che non poteva passare inosservata: la denuncia era chiara; il timore che le murge potessero diventare una pattumiera nucleare era più che mai fondato, così come denunciato anche nell’inchiesta dello numero.

L’allarme era già stato lanciato nell’editoriale, in cui scrivevamo: «È recente la notizia che il territorio murgiano tra Altamura e Matera potrebbe essere ritenuto idoneo ad ospitare il maxi deposito nazionale di scorie radioattive. Se ciò accadesse sarebbe un atto di violenza inaudito nei confronti di un patrimonio dell’Italia intera, di fronte al quale non possiamo rimanere in silenzio. Anzi, nostro compito è quello di sventare l’attacco alla nostra terra, agendo in maniera preventiva, facendo sentire la nostra voce prima che sia troppo tardi. I rinvii del governo nell’individuare la zona di stoccaggio delle scorie non possono rimandare la nostra indignazione, la nostra mobilitazione. Bisogna far comprendere ai nostri governanti l’inestimabile valore della nostra terra e l’importanza che essa ricopre nella nostra cultura e nella nostra economia. Siamo già in ritardo. Ed appena abbiamo sentito la voce dei sindaci dei comuni prossimi all’eventuale cimitero radioattivo. Loro si sono ribellati, giustamente. Ma noi? Cosa aspettiamo? Il nostro Comune rientra tra i 13 del Parco dell’Alta Murgia e deve sentirsi parte di questa rete non soltanto quando si tratta di organizzare degustazioni o visite guidate. Si faccia fronte comune, si uniscano le voci. Il nostro consiglio comunale, che spesso approva ordini del giorno sulle più disparate questioni anche di respiro internazionale, non sorvoli su questa eventualità ma prenda nette e serie posizioni».

Quando ancora non era stata ancora diffusa la possibile mappa dei territori “a rischio selezione”, sono sorti movimenti spontanei e aggregazioni di associazioni che hanno unito le loro voci, formando comitati territoriali. Un presidio territoriale per monitorare tutta la fase di selezione delle aree ed eventualmente organizzare una mobilitazione per ribadire il proprio “no” al maxi deposito delle scorie sulle Murge. Le varie associazioni, tra cui anche la Caritas cittadina di Corato e l’associazione coratina CollettivaMente, si erano già riunite a fine giugno ad Altamura per stilare un documento con cui si invitavano gli enti locali, le associazioni, i sindacati ed i cittadini ad «esprimere il loro netto dissenso contro la scellerata ipotesi di trasformare i nostri territori nella più pericolosa pattumiera d’Italia».

Dispiace dirlo, ma l’avevamo già detto e non eravamo stati i soli; solo che la nostra denuncia si è andata a schiantare contro il muro dell’apatia e dell’indifferenza difficile da scalfire confermando la predisposizione del cittadino (e del politico) medio a non interessarsi delle faccende sin quando non lo toccano da vicino. Inutile ribadire che quanto scritto a settembre è un invito ancora valido.

Mettiamo a disposizione, a beneficio di quanti non abbiano avuto occasione di leggerla, l’inchiesta ospitata sul numero de Lo Stradone di settembre 2015. È possibile scaricare l’articolo cliccando QUI[su_document url=”http://www.lostradone.it/wp-content/uploads/2016/01/Inchiesta-Lo-Stradone-Settembre-2015.pdf” width=”440″]

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