Aldo Moro: il politico che sapeva ascoltare

A 40 anni dalla sua morte, Corato ricorda l'assassinio di Aldo Moro, grazie al materiale fornitoci dal coratino Felice Curatella. Il 21 gennaio 1967 Moro inaugurò il Pastificio Granoro

Aldo Moro Corato
40 anni dalla morte di Aldo Moro

A distanza di 40 anni dall’assassinio di Aldo Moro anche Lo Stradone vuole ricordarne la figura di un politico che sapeva ascoltare, perchè forse è questo che manca nella politica di oggi.

Il professor Aldo Moro restava per ore dietro la sua cattedra a contemplare e ascoltare i suoi ragazzi, così pieni di sogni ed ambizioni interessanti, soprattutto per il progresso del nostro paese, ma poco ascoltati. “[Nell’età in cui viviamo] tra i dati nuovi, è una gioventù che ha acquistato un alto grado di maturazione, di tensione e di potere. (…) La vostra umana e civile consapevolezza dimostra che voi appunto potete e dovete contribuire a risolvere la crisi che investe il nostro Paese. Ed io sono qui, per dirvi che sentiamo questa vostra maturità e presenza, che abbiamo fiducia in voi, che cogliamo i tanti problemi che i giovani propongono, che siamo pronti a lavorare in ogni campo, perché si dia risposta ad ogni interrogativo e sia soddisfatta, nei limiti delle nostre possibilità, ogni vostra legittima esigenza. (…) E’ segno questo della crescente partecipazione dei giovani, in posizione di responsabilità, alla vita culturale, sociale e politica del Paese. Essi non sono più solo destinatari di provvidenze, passivi beneficiari di una iniziativa burocratica dello Stato, in questo caso veramente inconcepibile. Invece, secondo una concezione moderna e democratica della società e dello Stato, i giovani sono, per la loro parte, protagonisti, gestori dei propri interessi, custodi dei propri ideali, liberi creatori del proprio avvenire e, in definitiva, di quello del Paese.”

Un grande uomo, prima che un magnifico politico, attento al popolo, distintosi per la sua grande capacità di mediazione, di composizione dei contrasti, insieme all’attenzione delle realtà popolari del paese. Quello di Moro è stato un costante richiamo ad un’azione politica che non può procedere per strappi, ma deve andare avanti per gradi, con il consenso di forze molteplici. Lui è stato  il monitor di una grande fermezza di principi ed insieme ad un’intelligente duttilità dell’azione politica, l’invito a considerare la democrazia non solo come tangibile patrimonio del nostro vivere civile, ma anche come un fatto morale, uno straordinario esempio di coerenza interiore ed apertura al dialogo, l’insegnamento di una sapiente  fonte di coraggio, rigore e serietà.

Grazie al ricco materiale sulla figura di Aldo Moro, in particolare un supplemento al n 112 adn kronos, offertoci dal maestro di musica coratino Felice Curatella, abbiamo ripercorso e rivissuto la strage di quel 9 maggio 1978, quando il corpo dell’Onorevole Moro fu ritrovato in una Renault 4 rossa nei pressi di Via delle Botteghe Oscure, dopo esser stato rapito il 16 marzo dello stesso anno, mentre si recava a Montecitorio  per il primo dibattito parlamentare sul nuovo governo Andreotti.

Ma per sentire più vicina a noi la figura di Aldo Moro, basta ritornare al lontano 21 gennaio 1967, all’evento che ha lasciato il segno indelebile nella storia di Corato: l’inaugurazione del Pastificio Granoro.

Cassa del Mezzogiorno, Isveimer, Banco di Napoli  nella prima metà del 1900 furono istituite come enti per finanziare iniziative tese al progresso economico e sociale dell’Italia meridionale al fine di colmare il divario con l’Italia del Nord. Se ne sentiva parlare frequentemente in quel periodo. Ed è con questo obiettivo che Aldo Moro, Presidente del Consiglio dal 1963 al 1968 (per ben cinque volte) inaugurò a Corato il Pastificio Granoro, il 21 Gennaio 1967.  Per Moro ogni iniziativa industriale in quel periodo, dominato dal boom economico, dalle proteste studentesche, dalle lotte operaie e dai conflitti sociali violenti,  rappresentava un simbolo per la rivendicazione della dignità e dell’uguaglianza del Sud, poichè credeva fortemente nel proficuo impiego dei fondi della Cassa del Mezzogiorno, per risollevare le sorti del meridione, con la formazione di un ceto autonomo imprenditoriale.

Con queste parole  lo ha ricordato sua figlia la senatrice Maria Fida Moro ospite a Corato in occasione del 50° anniversario del Pastificio Granoro lo scorso 21 gennaio 2017:

“E’ bello quando vengono ricordate le persone. Se si vuole tramandare una memoria bisogna farlo attraverso i giovani, perchè il futuro è dei ragazzi. Sono qui a testimoniare che il legame con una persona travalica nel tempo e lo spazio. Perchè niente dell’amore va perduto. Mio padre è nel sorriso dei bambini della Puglia, nei cieli azzurrissimi dell’Italia, in tutti quelli che provano dolore e che non prevaricano quello altrui, aspetto che l’umanità fa fatica a recepire. Dare voce ai giovani significa permettere loro di sapere e la saggezza fa parte di quello che noi dobbiamo imparare per essere felici.”

L’incredulità di quel 9 maggio che cade sulla sua mitezza e la sua moderazione riecheggia ancora oggi, dopo 40 anni. Aldo Moro ha sbagliato a fin di bene, nel definire l’indirizzo della sua vita e scriveva così, nell’addio a sua moglie e ai suoi figli, quando ormai il suo triste destino era già segnato:

“Vorrei restasse ben chiara la piena responsabilità della DC con il suo assurdo ed incredibile comportamento. Questo va detto con fermezza così come si deve rifiutare eventuale medaglia che si suole dare in questo caso. E’ poi è vero che moltissimi amici, o ingannati dall’idea che il parlare mi danneggiasse, o preoccupati delle loro personali posizioni, non si sono mossi come avrebbero dovuto. Cento solo firme raccolte avrebbero costretto a trattare (…)Tutto è inutile quando non si vuole aprire la porta”.

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Concetta Lapreziosa
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Concetta Lapreziosa

grandi uomini sono morti per amore della patria, con grandi valori morali e di giustizia. La il loro sacrificio non è servito a nulla siamo in mano a politici che lottano solo per una poltrona senza preoccuparsi che chi paga e il popolo. Dalle loro morti non si è costruito nulla di positivo ma solo rovina. Resteranno sempre nei cuori di chi ha creduto in loro e nei loro valori che erano anche i nostri.