Mobilità sostenibile a Corato: presentato il progetto per la Velostazione

Disegno della futura Velostazione

Ieri sera è stato presentato, nella sala consigliare del Comune, il progetto della Velostazione, un impianto che sorgerà nella piccola pineta adiacente viale Diaz e delimitata dalle vie Ardigò, Mercalli e Bernini, a 250 metri dalla stazione, finalizzato al noleggio e alla manutenzione di biciclette, sia tradizionali che elettriche. Si tratterà di un manufatto edile costruito con materiali ecocompatibili e con  attenzione all’estetica del luogo in cui sorgerà, e in paritcolar modo al patrimonio arboreo della piazza (anche se a tal proposito non è mancata una nota polemica, vedi sotto): il progetto infatti non prevede abbattimenti di alberi. Al progetto si è arrivati, come ha spiegato l’architetto Pasquale Casiero, ex responsabile dell’ufficio tecnico del comune e coordinatore del progetto, con la vittoria del comune nel 2018 (giunta Mazzilli) di un bando regionale -con relativo fondo di 300.000 euro-dedicato alla mobilità sostenibile. L’aspetto innovativo e partecipativo del progetto è stato a più riprese sottolineato tanto da Casiero quanto dall’architetto Giuseppe dell’Aquila, a cui è stato affidato il progetto. “La Velostazione”-ha affermato il primo-“potrebbe essere l’inizio di un percorso dedicato alla mobilità sostenibile e quindi al risparmio energetico e alla rigenerazione della città”. Affinché ciò sia possibile “è fondamentale” come ha sottolineato dell’Aquila “Che ci siano inclusione e partecipazione”. Un primo modo per poter favorire la partecipazione cittadina deriverà dalle occasioni di lavoro che si creeranno: la Velostazione infatti è costituita da una serie di capannette-la cui parte strutturale è realizzata in pannelli di  compensato bio-compatibile denominato X-lam- in cui saranno presenti le rastrelliere con le biciclette, collegate, tramite un passaggio pedonale coperto, alla ciclo officina. L’accesso alle biciclette sarà  gestito online tramite app o QRcode; il Comune dovrà quindi redigere un bando per affidare la gestione tanto del servizio online quanto della ciclo officina.

Angolazioni della pineta che ospiterà l’impianto.

Ciò non è che un primo passo ovviamente finalizzato al coinvolgimento dei cittadini; questo è stato uno dei temi che ha avuto banco nel dibattito seguito alla presentazione. A Corato esiste una pista ciclabile che-anche per il modo in cui è stata fatta-, non ha incentivato la mobilità a due ruote: l’unica soluzione-adottata già in molte città europee-è la diminuzione della velocità automobilistica. Ma, a proposito di mobilità sostenibile, ci sono problemi che riguardano anche altri aspetti logistici, relativi al trasporto pubblico. Come ha ricordato l’architetto A. Varesano, presente tra il pubblico, a Corato esistono otto linee di autobus pressoché sconosciute ai cittadini e i cui orari sono disarticolati rispetto agli orari di punta quotidiani (p.es. gli orari scolastici). Sempre l’architetto Varesano ha proposto un modo innovativo di usare l’estramurale ” Se vogliamo davvero incidere sulla mobilità di Corato dobbiamo ripensare alcune infrastrutture, per esempio l’estramurale. Per la sua forma circolare potrebbe diventare un viale alberato, percorso ad orario continuo da una navetta elettrica.” Ciò permetterebbe di ottimizzare il sistema di trasporto pubblico (che come detto adesso è disfunzionale) e incentiverebbe i cittadini a non usare l’auto per i tratti di strada coperti dalla navetta.

Dunque la sfida da vincere in contemporanea con la realizzazione del progetto sarà quella di riportare in auge la bicicletta, altrimenti la Velostazione-come ha chiosato qualcuno amaramente “sarà una ciliegina su una torta che non c’è” A tal proposito non sono mancati rilievi critici da parte di alcuni dei presenti al dibattito. Si è fatto notare infatti che la posizione scelta non è delle migliori, poiché, per stabilire una maggiore connessione bicicletta-treno, si poteva utilizzare la piazzetta terminale di via Mercalli ( conosciuta con il poco promettente nomignolo di “Piazza dei drogarti”) sito che necessita di una rivalutazione. Inoltre agendo sulla pineta si andrebbe a distruggere quello che è già un luogo di aggregazione (ma su questo i pareri trai presenti sono stati contrastanti) senza peraltro offrire una soluzione ai probabili episodi vandalici  di cui la Velostazione sarebbe oggetto; inoltre è stato lamentato da un cittadino l’abbattimento di 5 pini ad opera dell’ ASIPU (presumibilmente per far posto all’impianto).

A queste obbiezioni i progettisti hanno risposto sostenendo che il punto terminale di via Mercalli non ha la visibilità necessaria per un’infrastruttura che avrà bisogno di essere conosciuta dai cittadini ; inoltre la pineta  che ospiterà l’impianto- impianto che tra l’altro è reversibile, ovvero potrebbe all’occorrenza essere smontato -otterrà comunque valore aggregativo, se non da coloro che adesso portano i cani a farci i bisogni da coloro che la frequenteranno per usare le biciclette. Quanto al timore-motivato- per atti vandalici si è fatto notare che nel progetto sono previste recinzioni e un sistema di video sorveglianza. L’abbattimento degli alberi è poi una coincidenza dovuta all’azione dell’ ASIPU. Il progetto, come detto, non prevede abbattimenti.

Dunque siamo ad un bivio: se la futura amministrazione comunale riuscirà a veicolare il messaggio della sostenibilità, magari redigendo un P.U.M.S (piano urbanistico per la mobilità sostenibile) che faciliti una mobilità senza auto-almeno in centro dova la cosa crea problemi ai residenti-allora la Velostazione sarà potrebbe essere il cardine di un’evoluzione nella mobilità cittadina. Se così non sarà,  avremo la ciliegina su una torta inesistente.

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