Michaela Di Gennaro, una coratina all’Arnold Classic Europe

Michaela Di Gennaro sale sul palco del Arnold Classic Europe di bodybuilding, una manifestazione multisportiva tenutasi a Barcellona dal 22 al 24 settembre.

bodybuilding Michaela Di Gennaro corato
Michaela Di Gennaro.

Un brillante esempio di tenacia, caparbietà, coraggio e grande determinazione. Un connubio perfetto tra bodybuilding e passione per la storia dell’arte che trovano il loro punto comune nella perfezione e nella bellezza fisica accompagnato da uno stile di vita sano. Michaela Di Gennaro, classe ’93 è una rivelazione per il bodybuilding coratino salita sul palco dell’Arnold Classic Europe a Barcellona, una manifestazione multisportiva tenutasi dal 22 al 24 settembre, dopo essersi classificata terza ai Campionati Italiani di bodybuilding tenutesi lo scorso 2 luglio.

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Michaela Di Gennaro

Raccontaci la tua esperienza.

«Si trattava di una gara a cui potevi accedere solo se arrivavi sul podio dei Campionati Italiani che si sono gareggiati il 2 luglio. Infatti, io mi sono classificata terza. Ho partecipato all’Arnold Classic Europe assieme agli altri atleti della nazionale azzurra de IFBB, nonché la Federazione Internazionale di Bodybuildng e Fitness.

Pensavo di non farcela ad arrivare lì, ho pensato che il livello fosse molto alto, per cui non sarebbe valsa la pena partecipare. Tuttavia, parlando con il mio allenatore ho capito che era importante provare e vivere questa esperienza, per incontrare e confrontarmi con grandi esperti del bodybuilding. Mi sono sentita motivata. Anche se non sono arrivata in finale, salire su quel palco mi ha fatto rivivere il percorso fatto in questi mesi e senza dubbio mi sento soddisfatta».

Come si è svolta la gara?

La categoria in cui gareggio è prettamente femminile, perchè purtroppo si tende ad associare la donna che pratica bodybuilding, ad una donna molto virilizzata, muscolosa ecc.. Negli ultimi anni sono state introdotte categorie più soft, in cui viene esaltata e premiata la tonicità, la bellezza del viso, i lineamenti, a parte il corpo tonico, non deve esserci una muscolatura eccessiva.

Io appunto, gareggio per la categoria Wellness, nata per promuovere uno stile di vita sano e avvicinare quante più ragazze a seguire un’alimentazione sana. La gara con tutti i suoi sacrifici, impegno e determinazione rappresenta l’apice di questo percorso.

Hai avuto difficoltà a formarti nel bodybuilding a Corato?

Più che difficoltà non sono mancati i pregiudizi. Se provi a dimagrire partendo da una situazione di sovrappeso, la gente ti giudica: “ti sei montata la testa”, ma mai pensa che hai voluto impegnarti. Figuriamoci, i giudizi che ho dovuto ascoltare quando ho deciso di mettermi in gioco per competizioni come questa. Però posso anche dire, che soprattutto negli ultimi tempi, ci sono stati molti giudizi positivi, da parte di ragazze che mi stimano e chiedono consigli sul tipo di alimentazione. Dunque, la mentalità sta cambiando e ne sono contenta. Qui a Corato ci sono molte palestre in cui molte persone promuovono questo sport, anche se è molto latente la situazione. Vivendo a nord per diversi mesi, ho notato quanto la situazione sia decisamente diversa, la mentalità è molto più aperta e gli atleti del bodybuilding sono sostenuti dagli sponsor, perchè è uno sport molto dispendioso, la dieta ha il suo costo, a livello estetico ci sono tante spese di preparazione soprattutto per le gare. Qui è questo il problema maggiore. I giovani lo praticano con passione, ma a Corato è già difficile avere sponsor per le grandi manifestazioni sportive e per gli sport di squadra, figuriamoci per uno sport individuale come questo.

Quando facevo basket, notavo le difficoltà delle società durante il campionato, nell’affrontare le varie spese.

Un esempio di tenacia, caparbietà volti a realizzare un sogno sportivo. Che messaggio senti di trasmettere ai tuoi coetanei che si avvicinano alla realtà del bodybuilding o comunque ad uno sport agonistico?

Sicuramente non è facile, può sembrare una passeggiata o qualcuno può pensare che si è solo portati geneticamente. Sicuramente la genetica è importante per una determinata prestazione fisica, ma sono i sacrifici e l’impegno costanti che fanno la differenza. Poi, non ho mai tralasciato gli studi e ho messo anche in conto che da qui a cinque o sei anni non farò questo, quindi sto cercando di portare avanti una carriera universitaria e lavorativa, totalmente differente dalla passione del bodybuilding. Se quest’ultimo mi darà la possibilità di lavorarci, ben venga, perchè quello del fitness è un settore molto in espansione. Tuttavia, le energie investite nel mio percorso che parte dal liceo, alla laurea in beni culturali non voglio che siano vanificate. Non mi precludo nessuna possibilità, sia in ambito sportivo, che in ambito artistico.

È molto impegnativo conciliare le tante cose, però basta voler fortemente qualcosa e organizzarsi la giornata.. La mia è totalmente scandita. Ovviamente ho anche io i miei momenti no, in cui penso di non farcela o arrivo a fine giornata in cui ho fatto poco e niente, però il giorno dopo riesco a rimboccarmi le maniche e recuperare. Sono motivata, è il fatto di avere degli obiettivi chiari nella mia vita che mi permette di andare avanti in maniera determinata.

Molti pensano che il bodybuilding sia uno sport estremo, sotto vari punti di vista. Cosa ne pensi?

Aldilà dei pregiudizi, penso che il bodybuilding stia facendo molto per avvicinare diverse categorie di persone. L’obiettivo più importante è trasmettere l’idea di perseguire un stile di vita sano.

È estremo perchè comporta molti sacrifici, nei pre-gara la dieta è molto rigida, e lo scoraggiamento che ne deriva è tanto, però è anche vero che a parte questo la dieta è molto libera durante l’anno, magari senza strafare.

Ambizioni future?

Con l’Arnold Classic Europe ho avuto la possibilità di confrontarmi con ragazze di un livello sicuramente superiore, per cui per me la vera vittoria è stata questa. Mi sono guardata intorno e ho capito come deve essere un’atleta della mia categoria. Sicuramente sono molto soddisfatta, pronta a migliorare e affrontare nuove gare. Inoltre, è stato un periodo di completo stravolgimento nella mia vita privata, per cui sto lottando per ripristinare i miei equilibri e gli obiettivi che mi pongo, dal punto di vista sportivo e universitario mi permettono di restare concentrata. La determinazione non mi manca per cui se voglio qualcosa vado a prendermela.

Credo tanto nelle mie passioni, spesso penso che questo sport mi piace perchè rivedo la bellezza dell’arte, la perfezione della fisicità delle statue, i loro lineamenti sinuosi. Quello è il mio ideale di bellezza.

Può essere il bodybuilding una metafora della tua vita?

Certo. Il bodybuilding mi ha insegnato che per avere qualcosa devi lottare, quando ce la fai, sei soddisfatta perchè te la sei sudata. Che siano anche le più piccole cose, come un pasto libero dopo una dieta rigida, una pizza con gli amici, che magari per gli altri è un’abitudine, invece per me no. Per cui ho imparato a dare valore alle piccole cose. Lottare con se stessi, che non è come lottare in una squadra, in cui si vince o si perde insieme. Qui se vinci la vittoria è esclusivamente tua, così come la sconfitta. E riparti da quella, magari, per poi partire da te stessa. Per cui ho imparato la costanza nell’impegno, la misura e l’autocontrollo. Il bodybuilding mi ha migliorato come persona, perchè rifletto questo atteggiamento, in tutte le cose che fanno parte della mia vita.

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