Inizia il mese di settembre. Con il sole e con il caldo, con le mandorle a seccare e i fichi d’india pronti per la raccolta, gli scenari in questo spicchio di Puglia si ripetono quasi rituali. Era così anche 76 anni fa, in quella calda fine estate del 1943, rovente non solo per le temperature (una delle stagioni più calde del secolo), ma ancor più per vicissitudini storiche che hanno collocato la Puglia, per qualche giorno, al centro degli equilibri del mondo.

Immediatamente dopo l’8 settembre, si sa, fu tutto un fuggi fuggi e un si salvi chi può. E la nostra terra, sciaguratamente trovatasi a essere un’improvvisata linea di confine, ha vissuto sulla propria pelle tutte le contraddizioni di una guerra assurda, ustionandosi al calore infernale delle bombe e disperandosi davanti alle disumanità più atroci. Murgetta Rossi a Spinazzola, Valle Cannella a Canosa, Caposaldo Crocifisso e l’Ufficio Postale a Barletta sono alcuni dei luoghi chiave di una storia che non può essere dimenticata e che è passata anche per Corato con le tragiche vicende dei 12 ostaggi, del bombardamento cittadino e delle razzie nelle masserie. Per questo motivo ogni anno, dal 2000, il comune di Barletta e l’Archivio della Resistenza e della Memoria, nel mese di settembre propongono un variegato calendario di iniziative esteso a tutto il territorio limitrofo. Eccolo nel dettaglio:

Mese della Memoria 2019 - il programma ufficiale degli eventi
Mese della Memoria 2019 – il programma ufficiale degli eventi
Il prof. Luigi Di Cuonzo e la vice sindaco di Spinazzola

«La storia consumata qui nel nostro territorio non è stata solo urbana, ma territoriale, in una stretta concatenazione di eventi che rende tutt’oggi complesso sbrogliare la matassa del settembre 1943 nelle nostre zone – spiega il prof. Luigi Di Cuonzo, responsabile dell’Archivio Resistenza e Memoria di Barletta – Per questo bisogna mantenere viva la fiammella della ricerca e non stancarsi mai di approfondire. Il nostro compito è ammettere e ricordare che esiste una storia fuori dai libri di scuola, spesso si tratta di pagine di storia locale, vitale per il territorio in cui viviamo ma frequentemente manipolata e distorta. A noi e alle future generazioni il compito di riscoprirla con la lucidità di analisi critiche».

L’edizione 2019 del “Mese della Memoria”, a cura dell’Archivio della Resistenza e della Memoria, realizzata con la collaborazione istituzionale del Comune di Spinazzola e dell’82° Reggimento Fanteria “Torino”, prenderà ufficialmente il via giovedì 5 settembre con un incontro di approfondimento storico presso l’auditorium della Caserma Stella a Barletta (82° Reggimento fanteria “Torino”). Numerosi gli eventi in città a Barletta per commemorare le battaglie a difesa dei capisaldi e il successivo eccidio per rappresaglia. Conclusione il 25 settembre con la cerimonia nell’entroterra, a Murgetta Rossi, per ricordare i 22 martiri delle Murge. Un’iniziativa che Lo Stradone ha seguito anche lo scorso anno e alla quale non potrà mancare.

Perché ricordare? Perchè continuare a ricercare a distanza di tre quarti di secolo? L’importanza della ricerca storica come presidio del territorio ce la spiega in questa video-intervista il prof. Di Cuonzo, con uno speciale invito ai cittadini di Corato:

Quanto accaduto a Barletta nel settembre del 1943 con l’eccidio dei netturbini e dei vigili urbani, la battaglia feroce al caposaldo Crocifisso e l’uccisione dei soldati italiani in piazza Conteduca ha prodotto per anni assuefazione a una “verità” pre-costituita, secondo la quale le truppe tedesche in ritirata sarebbero state assalite dalla popolazione e dalle truppe di Barletta. Vi era stata invece una prolungata e feroce aggressione per la riconquista di Barletta come caposaldo: questa è la verità storica che ha portato, con ritardo, ma pur sempre in tempo, a una revisione critica dei fatti, che è valsa l’assegnazione alla città di Barletta della Medaglia d’Oro al Valor Militare e al Merito Civile e che spiega l’attualità estrema della continua ricerca.

Alle attività del Mese della Memoria partecipa attivamente anche l’Esercito, con l’82° Reggimento Fanteria “Torino” e l’Ufficio Storico

«Talvolta si può pensare che questo tipo di iniziative possa essere anacronistico – spiega Marcello Lanotte, vice sindaco di Barletta – ma oggi è necessario mantenere viva un’idea di condivisione e fratellanza tra tutti i popoli. La città di Barletta e tutto il territorio delle Murge sono stati uno dei primi presidi in una guerra di Liberazione che ha gettato le basi per la nostra democrazia, generando un primo, vivace, incontrollato sussulto di dignità. Per questo è necessario continuare a ricordare quegli eventi, pur con sacrifici ma con tante risorse, specialmente quelle che provengono dal mondo della scuola».

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