Maxitruffa alle compagnie assicurative. 62 denunce e tre arresti. Corato non è coinvolta

La città di Corato non risulta in nessun modo coinvolta nella faccenda così come ci ha confermato il comandante della Guardia di Finanza di Andria.


Creare incidenti stradali a tavolino, ovvero alterare nelle dinamiche e nelle conseguenze sinistri stradali realmente accaduti: questa era l’attività dell’agenzia di infortunistica stradale “STUDIO CAR CRASH” con sedi in Andria e in Canosa di Puglia, “competenza specifica” che ne aveva fatto il punto di riferimento per quanti intendevano truffare le compagnie assicurative.

La città di Corato non risulta in nessun modo coinvolta nella faccenda così come ci ha confermato il comandante della Guardia di Finanza di Andria.

Un’articolata e complessa indagine intrapresa nel 2010 dalla Tenenza Guardia di Finanza di Andria e coordinata dalla Procura della Repubblica di Trani, che ha consentito di sgominare un’associazione per delinquere, composta dai responsabili delle due sedi delle agenzie e da un medico ortopedico, tutti tratti in arresto su ordinanze dell’Ufficio G.I.P. di Trani.

Nel dettaglio, l’organizzazione “creava” un incidente stradale mai avvenuto, oppure ne alterava uno realmente accaduto, magari con il concorso di soggetti che, a loro volta, attestavano falsamente di essere passeggeri dell’automezzo o testimoni oculari dell’incidente. Inoltre, lo specialista ortopedico connivente, D.G. di anni 37, dietro compenso, emetteva certificati medici falsamente attestanti prognosi o aggravamenti di patologie.

I responsabili delle due sedi dell’agenzia di infortunistica stradale, Z.R. e D.A., rispettivamente di 43 e di 42 anni, in alcuni casi, contattavano direttamente le persone, concordando le modalità della condotta truffaldina; in altri, si mettevano a disposizione di terzi che si recavano in agenzia manifestando la volontà di realizzare un falso incidente stradale. Riscossa la loro parte di illecito profitto, da parte della compagnia di assicurazione, riconoscevano ai correi una somma di denaro pari, generalmente, al 25% della somma incassata.

Gli arrestati dovranno rispondere di “associazione per delinquere”, “falsità ideologica in certificati commessa da persone esercenti un servizio di pubblica necessità” e “fraudolento danneggiamento dei beni assicurati e mutilazione fraudolenta della propria persona”.

Nella truffa, quantificata in circa 100 mila euro, sono coinvolti altre 59 persone denunciate, a loro volta, a piede libero, per truffa alle compagne di assicurazione e falsità ideologia in atti, mentre le due sedi dell’agenzia di infortunistica stradale sono state sottoposte a sequestro preventivo ex art. 321 c.p.p.

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