Marina Labartino premiata come Editorialista dell’anno

Nell'ambito del concorso "I Fatti, le Idee, le Opinioni – Michele Palumbo” sono stati considerati meritevoli gli editoriali scritti dalla giornalista ex direttore dello "Stradone" di Corato, in particolare lo stile con il quale ha affrontato gli argomenti ritenuto in perfetta linea con quello del giornalista Palumbo

Marina Labartino premiata come Editorialista dell'anno
Marina Labartino premiata come Editorialista dell'anno

La giornalista Marina Labartino, ex direttore dello “Stradone”, è tra i premiati della prima edizione de concorso “I Fatti, le Idee, le Opinioni – Michele Palumbo”. A lei il Premio “Editorialista dell’anno”.

Sono stati considerati meritevoli gli editoriali scritti dalla giornalista Marina Labartino durante tutto l’anno 2018, in particolare per lo stile con il quale ha affrontato, mese dopo mese sulle pagine della storica testata, gli argomenti. Stile ritenuto in perfetta linea con quello del giornalista Michele Palumbo.

Esemplari sono l’editoriale di Agosto 2018 “Sempre meno verde” a commento del verde cittadino, e quello di Novembre 2018 “Occhio non vede, cuore non duole” sul tema dell’immigrazione.

Emozionata, Marina Labartino ha ritirato il premio dedicandolo alla sua famiglia, ma anche a Padre Emilio D’Angelo che «ha creduto nelle mie capacità, definendomi “pianta d’alto fusto”, e a tutti i collaboratori avvicendatisi nella redazione dello “Stradone” , all’interno della quale sono stata per 25 anni presenza fissa, assidua e attiva», ha dichiarato.

Marina Labartino premiata come Editorialista dell'annoNella stessa sezione, premiato anche il giornalista Lino Patruno.

Promosso e organizzato dal circolo della stampa BAT “San Francesco di Sales” il concorso è stato dedicato al giornalista Michele Palumbo, prematuramente scomparso 2 anni fa, corrispondente ed opinionista per quasi 30 anni della Gazzetta del Mezzogiorno, e tra l’altro, primo presidente del circolo.

Piero Ricci, presidente dell’ordine dei Giornalisti della Puglia, presente alla serata di premiazione, tenutasi ieri nella sala conferenze della biblioteca Comunale di Andria “G. Ceci”, ha valutato questa prima edizione «confortante sia sotto il profilo numerico degli elaborati pervenuti (45 per l’esattezza), che sotto il profilo qualitativo, a conferma della professionalità delle colleghe e dei colleghi. Elaborati che in qualche modo hanno focalizzato l’attenzione su fatti e opinioni dal respiro essenzialmente locale, che era anche il settore di competenza sul quale Michele Palumbo si muoveva nella sua attività di pubblicistica».

Non tutti i premi previsti sono stati assegnati: «Abbiamo premiato i lavori meritevoli. Siamo stati quindi fedeli anche alla professione di Michele: abbiamo fatto i professori!» ha rimarcato ironicamente Ricci.

Michele Palumbo è stato docente di Filosofia e Storia al Liceo Scientifico “Nuzzi” di Andria e ha pubblicato numerosi saggi filosofici e storici.

Il Premio giornalista emergente a Chiara Rutigliano. Nella stessa sezione premiata anche Paola Lacatena.

A Michele Marmo una menzione della giuria per l’incisivo rilievo dato al problema dell’inquinamento delle falde acquifere nell’agro di Andria. Premio per la sezione web a Michele Cotugno e radio e televisione a Paola Russo. Premio sez. “carta stampata” a Luciana D’Oronzo.

Il concorso è diventato anche valido pretesto per fare il punto sullo stato di salute del giornalismo ai tempi del web: «Oggi tutti possiamo fare i giornalisti. Non è sempre così perché fare giornalisti comporta dei doveri e delle regole da rispettare – ha sottolineato il presidente dell’OdG della Puglia – quindi il nostro compito oggi devi fare un po’ di strada al contrario: mentre il web ha condizionato i giornalisti, io credo che adesso il giornalismo dovrebbe condizionare web e quindi metterci un po’ di notizie vere, di riflessioni… quelle che, ovviamente, un’informazione locale come quella che esercitava Michele Palumbo, oggi più che mai necessaria».

Ricci, citando anche Pinuccio Fava (giornalista e vittima di mafia), ha esplicitato il suo concetto etico del giornalismo: «Ritengo infatti che in una società democratica e libera quale dovrebbe essere quella italiana, il giornalismo rappresenti la forza essenziale. Un giornalismo fatto di verità impedisce molte corruzioni, frena la violenza la criminalità, accelera le opere pubbliche indispensabili. Pretende il funzionamento dei servizi sociali. Tiene continuamente all’erta le forze dell’ordine, sollecita la costante attenzione della giustizia, impone ai politici il buon governo».

A conclusione della serata i ringraziamenti della famiglia Palumbo.

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