Marika Baorto così ricorda le vittime dell’incidente ferroviario del 12 luglio 2016

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© Giuseppe Di Tacchio

Sulla mail di redazione giunge la richiesta di pubblicare una poesia quale messaggio di solidarietà e addolorata partecipazione alle famiglie delle vittime della tragedia ferroviaria che ha colpito la nostra popolazione appena un mese fa. L’autrice, di origini campane ma residente a Roma, si è immedesimata all’istante nel dolore dei pugliesi. Una insegnante di lingua e civiltà spagnola, musicista e scrittrice, nata a Mugnano di Napoli «nella complicata provincia di Napoli» come lei stessa afferma «anche se per la gran parte ho poi vissuto a Salerno».

Questa è la prima volta che propone una sua poesia per una pubblicazione. Una lirica che in noi ha suscitato una grande emozione e che proponiamo ai nostri lettori certi che sapranno apprezzarla.

[quote font_style=”italic”]Sali sul treno, ch’è normale sognare.

Come viaggiare.

 

Non soffermarti a guardare gli ulivi, ch’è tardi.

Continua ad andare.

 

Ma questa mattina, chissà, proprio

vorresti restare

qui dritto, in piedi, in abito blu,

a contemplare.

Tu, spettatore muto su questo piazzale.

 

Che strana, stamane,

l’inaudita insistenza delle cicale.

E poi ieri non hai più visto il mare.

Poterci tornare…

 

Fende, d’un lampo, la mente assonnata

l’impossibile, indisciplinato pensiero!

Sarà l’ora, ancora giovane e bianca,

l’andirivieni banale…

Sarà lo spingere di questa folla

che ondeggia già stanca.

 

Salire sul treno e partire. Lo sai,

è come sempre. È normale.

 

È un senso alternato di vite,

di incroci, di incontri,

di baci.

Lo sai che si corre su un solo binario…

 

E incollato all’orario

sempre lì, in uniforme un po’ stretta,

il capostazione, mago cieco

con la paletta,

dirige ogni giorno la folle alternanza.

 

È tutto così, fin dagli anni Sessanta.

È rimasto uguale anche lui

tra gli ulivi.

E anche treni e rotaie son sempre quelli.

E anche diversi, che grande magia…

sono sempre gli stessi.

 

Ora sali sul treno, che così è se ti pare.

Lascia che cantino le cicale,

e al loro verde lascia gli ulivi.

 

Lo sai già da quando, più giovane, udivi:

“In carrozza! Si parte, signori!”

Da allora lo sai che qui al Sud,

in mezzo a ruggine e promesse (a milioni!)

con un sì vivi e con un no muori.

Marika Baorto

Da Sud a Sud, 23 luglio 2016

[/quote]

[su_box title=”Chi è Marika Baorto” style=”glass” box_color=”#ed8e8a”]Dopo gli studi di Lingue e un Master in Traduzione Letteraria, la dott.ssa Marika Baorto ha scoperto l’amore per l’insegnamento. Così, dopo la Specializzazione, si è trasferita a Roma e attualmente insegna al Liceo” Sandro Pertini” di Ladispoli «convinta che la mia prima “missione” sia quella di far scoprire ai ragazzi l’amore per la lettura.

Per il resto, dedico il mio tempo libero a due grandi passioni: la musica e la scrittura. Con il mio violoncello partecipo a corsi e prendo parte a concerti di musica barocca. Per quanto riguarda la scrittura invece, nonostante io scriva più di quanto suoni, ho cominciato solo da poco tempo a credere che anch’essa sia un sogno possibile».[/su_box]

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