Crisi politica: dalle Opposizioni prove tecniche di ribaltone?

Le Opposizioni in soccorso del Sindaco

Le Opposizioni divise
Le Opposizioni a una svolta?

L‘incontro di ieri tra il Sindaco e tutti i capi gruppo di Maggioranza e Opposizione ha partorito il topolino della continuità. Il Sindaco Pasquale D’Introno ha ottenuto che le Opposizioni, oltre che una parte della sua ex Maggioranza, ovvero “Fratelli d’Italia” e “Idea”, partecipino alla nomina dei revisori dei conti, sorteggiati dalla Prefettura, restando in Aula.

In sé la cosa non sembra avere un grande significato politico perché è da maggio che i revisori sono lì, pronti a entrare in carica, ma il Consiglio comunale di Corato non riesce a dare l’ultimo crisma dell’ufficialità alla loro nomina. Questo atto di ordinaria amministrazione -seppure essenziale per le funzioni di controllo rivestite dai revisori- acquisterebbe però un significato di forte valore politico se fosse l’atto di nascita di una esperienza di appoggio tecnico all’Amministrazione comunale, che potrebbe consentirle di andare avanti ancora per molto pur non disponendo di una reale Maggioranza politica.

E infatti, «Come Sindaco -ha comunicato con soddisfazione D’Introno sulla sua pagina social- ho chiesto ai capigruppo presenti di esercitare responsabilmente il proprio ruolo di eletti con la presenza in aula dei propri consiglieri e con l’approvazione dei punti tecnici in discussione così da consentire al nostro comune di proseguire nell’azione amministrativa in favore dei cittadini. Questo è un nuovo modo di interloquire con l’intero Consiglio comunale e che voglio portare avanti perché credo che solo attraverso il confronto con tutti si può costruire la Corato che vogliamo».

Appare del tutto sconcertante che le Opposizioni soltanto oggi decidano un approccio di responsabilità -come ormai lo chiamano- alla crisi amministrativa del Comune di Corato, dopo avere prima tentennato, poi deriso il tentativo di Giuseppe D’introno di allungare la vita all’Amministrazione comunale con la richiesta di parere al ministero dell’Interno, e infine deciso di abbandonare l’Aula del Consiglio comunale fino a quando non fosse stata fatta chiarezza sulle ragioni delle dimissioni del Sindaco.

Definire ondivago questo atteggiamento sembra, allo stato delle cose, un eufemismo. La seduta di Consiglio di questa sera potrebbe dunque inaugurare la fase dell’appoggio tecnico con due esiti possibili: costringere “Direzione Italia” a decidersi e a riconoscere il proprio Sindaco, oppure tenere in vita il più possibile il governo della città che non esprime nemmeno più la volontà degli elettori. Certo è -e con il massimo rispetto per l’antica balena bianca- che sembra di risentire come un flebile soffio quel “turatevi il naso ma votate DC” di montanelliana memoria.

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