Rosa e tricolore. In meno di una settimana il guardaroba ciclistico di Ettore Loconsolo si è arricchito di quattro nuovi colori. Che poi, per intenderci, sono gli stessi identici dello scorso anno, solo rinvigoriti. Sì perché per il quindicenne biscegliese in forze al team Eurobike Corato si è ripetuta la doppietta Giro d’Italia Ciclocross – Campionato italiano.

Il podio con Ettore Loconsolo e il CT Scotti
Il podio con Ettore Loconsolo e il CT Scotti

IDROSCALO DI MILANO – Sull’insidioso quanto tecnico e veloce tracciato disegnato dal pugliese due volte iridato Vito Di Tano per Selle Italia Guerciotti Elite il biscegliese, in spedizione congiunta Eurobike-Ludobike, ha concesso il bis nella categoria allievi (nello specifico quella dei secondo anno – classe 2003) al termine di una gara al cardiopalma e ricca di colpi di scena. Dopo un’ottima partenza, requisito necessario per evitare pericolose insidie, era già nel gruppo di testa con Gioele Solenne (team Bramati) avversario storico. Il forcing del team Bramati, tuttavia, ha finito per consumare i suoi atleti e così a metà del secondo giro, nella zona più tecnica, Loconsolo ha tentato la fuga, salvo ritrovarsi inaspettatamente a terra per una banale scivolata. Ne ha approfittato Gabriel Fede (Cadrezzate verso l’iride Guerciotti) per involarsi tutto solo verso la vittoria. Dietro, senza perdersi d’animo il biscegliese si è messo all’inseguimento e senza leccarsi le ferite ha infiammato il folto pubblico dell’idroscalo, guidando in prima persona una rincorsa estremamente difficile. Meno 8” al terzo giro, meno 2” al quarto. Il ricongiungimento all’inizio dell’ultima tornata e con lo stesso impeto con cui è rientrato è ripartito, involandosi nell’ovazione generale verso il suo secondo tricolore tra gli allievi. Una prova di coraggio e tenacia d’altri tempi, uno dei pochi nella storia a fare il bis nella categoria 15-16 anni.

Loconsolo in azione agli ostacoli artificiali
Loconsolo in azione agli ostacoli artificiali

Questo il commento di Loconsolo a caldo: «Il mio percorso di crescita, maturato durante tutto il Giro d’Italia Ciclocross, mi ha portato ad avere il picco di forma esattamente qui a Milano. Il circuito di gara era molto veloce, con un elevato tasso tecnico. C’è stato da divertirsi e nello stesso tempo abbiamo dimostrato che giù al sud si pedala forte e adesso stiamo ricrescendo. Oggi abbiamo corso veramente con le gambe, con il cuore e con la testa. Sono felice di questa vittoria. La dedico a tutti quelli che credono in me, alla mia famiglia e a tutta la squadra e agli sponsor». Da sottolineare che il sodalizio Eurobike risulta il team più numeroso alla prima giornata dei campionati italiani 2019, con ben 11 unità, alle quali vanno sommate le 5 della Ludobike. Eccellenti le prestazioni degli altri ragazzi in neroverde nella stessa categoria di Loconsolo. Se Vittorio Carrer si è presentato leggermente in sotto tono, patendo il poderoso avvio iniziale, ma chiudendo 8° a 41 secondi dal vincitore, decisamente in crescita le prestazioni di Fabio Di Stefano (13°) e Alessandro Ricchiuti (15°). L’immagine più bella e significativa di giornata, in fondo, è quella che ritrae una nuvola neroverde avvolgere Loconsolo subito dopo il traguardo, letteralmente travolto dalla gioia dei suoi compagni di squadra.

Sotto gli occhi attenti del CT Scotti

Loconsolo premiato da Scotti
Loconsolo premiato da Scotti

Durante tutta la gara vigile e attento è stato lo sguardo scaltro di Fausto Scotti, il CT della Nazionale di Ciclocross, particolarmente interessato ai ragazzi che dal prossimo settembre potrebbero far capolino in maglia azzurra. CT, La gara degli allievi, in particolare quella del 2° anno si rivela la più emozionante tra le giovanili. Tra questi ragazzi ci sono tanti che il prossimo anno saranno juniores. Come li vede e come ha vissuto una gara così emozionante? «È stato molto emozionante vedere questi ragazzi, quanto stanno crescendo e quanto sono cresciuti. Sta di fatto che il ciclocross non è più una specialità che si può improvvisare. Questi allievi sono 4/5, li seguiamo da qualche anno, sono ragazzini che stanno crescendo moltissimo – ha osservato fiero il tecnico romano – Loconsolo ha dimostrato di essere molto brillante, oggi il più in forma in assoluto, scaltro e coraggioso. È caduto al secondo giro ma ha tenuto duro, ha recuperato la testa della gara e l’ha fatta sua. Sfortunato Masciarelli per la brutta partenza e il grande recupero in 4^ posizione. Fede anche è andato molto forte, ha attaccato non appena ha avuto l’occasione, ha tenuto la testa della gara per un giro e mezzo ma contro un Loconsolo di oggi era impossibile farcela, ha dimostrato di andare fortissimo. Vittorio Carrer non era in giornata, in due avanti avrebbero fatto la differenza. I complimenti li voglio fare ai loro team manager, a Maurizio Carrer che sta credendo nel futuro della gioventù del sud, come sta facendo anche Masciarelli. Il ciclocross è diffuso ormai in tutta Italia e sono sicuro che verranno fuori tanti altri atleti interessanti come questi».

L’unione fa la forza, per il DS Loconsolo il segreto è «lavorare sull’intero gruppo»

L'abbraccio tra Loconsolo e Di Stefano
L’abbraccio tra Loconsolo e Di Stefano

La soddisfazione più grande per un direttore sportivo non è solo veder vincere uno dei suoi ragazzi ma veder trionfare un intero gruppo. Piero Loconsolo, DS di questo gruppo (Eurobike e Ludobike), come si lavora per tenere un team così unito? «È un lavoro fatto con molta costanza, abbiamo creduto in un progetto, l’abbiamo messo su, e abbiamo lavorato sin da inizio stagione con dei piccoli ritiri mettendo insieme tutta la squadra, motivando tutto il gruppo, dal più debole ai più promettenti. L’aspetto positivo è di voler far stare insieme tutto il gruppo, lavorando tutto il mesociclo per farli arrivare insieme sulle corse. Questi ragazzi, anche con la loro grande allegria, possono dimostrare a tante persone di essere tanto uniti, affiatati e lavorano bene insieme. Questo è lo sport, questo dovrebbe essere il compito dei direttori sportivi, non lavorare sull’individuale, ma sull’intero gruppo, per il bene del ciclismo e del ciclocross».

Tanta sfortuna nelle altre gare, si salva solo Carrer (2° M5)

L'argento di Maurizio Carrer nella giornata di Loconsolo
L’argento di Maurizio Carrer nella giornata di Loconsolo

Certe volte va, altre no. Qualche anno fa ha conquistato a Milano il sesto titolo tricolore, in questo 2019 l’idroscalo non è stato particolarmente amico del portacolori neroverde. Il capostipite dei Carrer, in gara negli M5 nella congelata mattina milanese (temperatura di – 2° C per la prima gara master) è stato in testa per quattro dei cinque giri previsti, guidando la corsa senza troppe preoccupazioni. All’ultimo giro la stessa nuvola che impediva alla luce del sole di riscaldare il campo gara ha raggelato gli animi dei tifosi pugliesi. Come Schumacher mandò all’aria il mondiale ’98 tamponando il doppiato Coulthard sotto il diluvio di Spa così nella Francorchamps del ciclocross sono i doppiati ad allontanare Carrer dalla decima maglia rosa. Cade, si rialza con il cambio indebolito, rilancia, scivola e perde il tubolare dalla ruota anteriore. Viene ripreso e superato da Gianni Panzarini, dà l’anima per tentare lo sprint ma all’ultima curva un doppiato si mette ancora una volta di traverso. È argento, un metallo mai così amaro.

«È una giornata che è iniziata bene, avevo una bella pedalata sin dai primi giri, mantenendo la testa della corsa e distanziando Gianni Panzarini di 15 secondi almeno. All’ultimo giro sembrava fatta, ma è successo di tutto – commenta con un pizzico di mestizia il veterano Carrer – Sono scivolato in fase di doppiaggio, su un successivo sorpasso ha ceduto il tubolare anteriore e Panzarini mi ha raggiunto. Ho provato a rifarmi sotto per giocarmi tutto allo sprint ma all’ultima curva un doppiato mi è caduto davanti. Mi accontento di un podio di quelli che fanno un po’ male, bene lo stesso. Mi sono divertito». Al via eravate oltre 150, il movimento cicloamatoriale nel cross è cresciuto parecchio. Quale è secondo te il segreto? «È una delle discipline più belle e affascinanti, fuori dal traffico e in mezzo alla gente. Bisogna solo crederci! Occorre trovare delle soluzioni perché ormai siamo in tanti, penso che per un percorso di 2,5 km è più che sufficiente partire in 60 corridori. Ma su questo ci sarà modo di lavorare».

Ivan Carrer in azione: una grande rimonta per lui
Ivan Carrer in azione: una grande rimonta per lui

Quella di Carrer è stata solo il preludio a una serie di disavventure alle quali la vittoria di Loconsolo ha messo fine. In un clima di crescente tensione Daniele De Feudis (Ludobike) ha dovuto rinunciare ai sogni di gloria nella gara degli esordienti 1° anno per una carambola mentre era nell’avanguardia del gruppo. Stesso copione per il tricolore uscente Anthony Montrone tra gli esordienti secondo anno. Partito con i favori del pronostico vista anche la fisionomia del percorso, il giovane esponente della Andria Bike è stato tamponato mentre affrontava, a piedi, una delle tre collinette nella parte tecnica del percorso. Il contatto deve avere intaccato il cambio, che al primo utilizzo si è spezzato di netto. Montrone ha dovuto dire addio ai sogni di gloria, che visti dalla sua terza posizione in testa al gruppo, sembravano molto più realtà che bagliori onirici. Dopo un tratto a piedi verso i box, sostituita la bici e ritrovatosi in coda al gruppo, l’andriese ha dato il cuore per rimontare e chiudere in 43esima posizione. La malasorte non si è arrestata nemmeno davanti il viso sorridente di Ivan Carrer, partito in prima fila tra gli allievi primo anno. O meglio, partito sarebbe già un parolone, perché dopo 20 metri dallo start un contatto con il corridore adiacente ha danneggiato la sua bici, costringendolo a ripartire dal fondo del gruppo. Ciò nonostante il piccolo coratino non si è perso d’animo e ha cominciato a inanellare giri record. Inutili per la vittoria (chiuderà 22esimo a 2’25” da Filippo Borello), ma ottimi per ripetere a tutti, come ad El Alamein: “Mancò la fortuna, non il valore”.

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