Lo sviluppo del capitale umano e la scuola

“Fra le righe” è la nuova rubrica de Lo Stradone in collaborazione con l’Associazione Culturale FORUM DEGLI AUTORI di Corato e si pone l’obiettivo di disquisire e riflettere su letteratura, cultura e società assieme ad eccellenze del nostro territorio quali i membri del Forum degli Autori, creando un filo diretto di discussione e condivisione col lettore.

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di Annunziata Bevilacqua

Per conseguire un tale  sviluppo  occorre  sapere  che  le  conoscenze,  le  abilità,  le  competenze  ed  altri  aspetti, che  consentono  agli  individui  di  contribuire  al  benessere  personale,  sociale,  economico,  dovranno  essere  sempre  valutati,  sia  a  livello  di  singola  istituzione  scolastica,   sia  a  livello di  contesto  sociale,  sia  a  livello  internazionale.

Chi  si  occupa  di  scuola,  e  la  sottoscritta  lo  ha  fatto  per  45  anni,  è  chiamato  ad  occuparsi  di  insegnamento,  di  processi  di  formazione,  di  gestione  delle  risorse  da  quelle  umane,  a  quelle  finanziarie,  a  quelle  strutturali  a  disposizione.

Oggi  i  “sensi  centrali”  di  una  scuola  autonoma  hanno  almeno le  seguenti  9  caratteristiche:

  1. costituzione di  un  gruppo-classe,
  2. scelta dei  bisogni  formativi  essenziali  degli  alunni,
  3. scelta dei  contenuti  delle  unità  di  apprendimento,
  4. rispondenza dei  bisogni  e  dei  contenuti:  una  scelta  coerente  stabilizza  le  conoscenze  di  base  del  curricolo  di  base,
  5. scelta delle  attività  laboratoriali  per  gli  alunni,
  6. individuazione puntuale  del  piano  dell’offerta  formativa,
  7. scelta di  progetti per  caratterizzare  il  curricolo  di  ampliamento,
  8. ricercare la  chiarezza  nei  rapporti  e  nelle  comunicazioni  con  le  famiglie  e  il  contesto  di  appartenenza,
  9. esposizione valutativa  dei  punti  di  forza  e  di  debolezza,  come  prova  di  coraggio  e  di  responsabilità.

Le “richieste  sociali”  richiedono  risposte  puntuali,  per  cui  nella  scuola  si  dovranno  incontrare  il  soggetto  che  apprende,  l’oggetto (il  sapere)  nel  quale  i  due  si  incontrano  per  generare  apprendimento, ma  vi  è  anche  il  terzo  elemento (adulto,  insegnante,  pedagogo) che  avrà  il  compito  di  sviluppo  della  società  di  appartenenza,  attraverso  il  recupero  di  identità,  di senso  dell’accoglienza,  di  tentativi  di  contenimento,  di  riduzione  del  disagio  sociale.

Si  pone  così  il  problema  del  rafforzamento  dell’apprendimento  permanente,  che  rivesta  un  ruolo  chiave  nel  raggiungere  gli  obiettivi  di  nuovi  e  migliori  posti  di  lavoro  e  di  una  maggiore  coesione  sociale. Il  quadro  di  riferimento  dei  programmi  di  studio  ha  un  approccio  ampio  che  riflette  i  cambiamenti  in  atto, richiedendo una  presa  in  considerazione  dell’obiettivo  di  servirsi  delle  conoscenze  per  affrontare  le  sfide  della  vita  quotidiana,  per  continuare  ad  apprendere  per  tutta  la  vita, valutando  le  proprie  scelte   nel  prendere  decisioni. Sono  le  competenze  nei  precisi  ambiti  disciplinari,  come  lettura,  matematica,  scienze che  dovranno  intrecciarsi  con  competenze  trasversali,  altrettanto  prioritarie.

Errori  di  valutazione  sono  stati  i  ritardi  nell’applicazione  del  tempo  pieno a  Corato,  in  un  contesto  sociale  largamente  analfabeta,  dove  una  quantità   maggiore di  tempo  scolastico  avrebbe  potuto  fare  la  differenza culturale.

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