Stupor Mundi: un’armonia di colori differenti

Al Liceo Artistico Federico II "Stupor Mundi" si parla di disabilità e inclusione, in una mattinata dedicata all'orientamento in ingresso

Dettaglio di un'opera d'arte realizzata nel 2006 da uno studente disabile dello Stupor Mundi
Dettaglio di un murales realizzato da uno studente disabile dello Stupor Mundi con le punte delle matite

Nella mattinata di giovedì 22 novembre, il Liceo Artistico Federico II “Stupor Mundi” di Corato ha aperto le porte all’integrazione e all’armonia.

Dalle ore 10, infatti, l’auditorium dell’istituto ha accolto alunni diversamente abili, genitori, dirigenti scolastici, docenti specializzati di sostegno e operatori del settore per una giornata dedicata all’orientamento. In seguito a un’introduzione musicale realizzata da Luigi Quercia e Michelangelo Torquato, alunni della classe III D, in presenza di due scuole secondarie di primo grado di Corato, Santarella e Giovanni XXIII, allo “Stupor Mundi” si è parlato, emozionandosi, di inclusione, integrazione e di storie che hanno attraversato le porte del Liceo.

La differenza dei colori crea armonia”, questa la metafora utilizzata dalla professoressa Filomena Tommasicchio per presentare la mattinata. Perché le infinite tonalità che ognuno porta dentro sé possono diventare vive nel contatto con l’altro, generando infinite nuove sfumature.

Sono portavoce di un fantastico team di lavoro di docenti specializzati di sostegno. Ed è importante sottolineare che questi ultimi posseggono una preparazione a trecentosessanta gradi. Sono docenti dell’intero gruppo classe, non solo degli alunni con disabilità”, ha affermato la Tommasicchio, docente di Lettere e Funzione Strumentale dell’Area inclusione e BES, introducendo e moderando l’incontro. La diversità, infatti, è una risorsa. E va coltivata e accolta all’interno della comunità scolastica, con lo sguardo sempre rivolto al mondo del lavoro.

L’inclusione è l’obiettivo prioritario che ci poniamo come istituzione scolastica – ha dichiarato il Dirigente Scolastico Savino Gallo – ed essa deve realizzarsi assieme allo sviluppo delle potenzialità di ogni alunno. Credo davvero che l’arte, la manipolazione, siano strumenti che più di ogni altra cosa consentono ai nostri ragazzi la piena manifestazione delle proprie capacità”.

La fragilità, le differenze, la disabilità, nel senso più generico del termine, sono condizioni costitutive dell’essere umano. Ogni individuo è, nella sua unicità, manifestazione di processi di crescita e sviluppo irripetibili. Dietro di sé cela una storia che vive di vita propria, desiderosa di essere raccontata. Ed è attraverso l’arte, il campo della libertà e dell’armonia, che ogni barriera si dissolve. Attraverso l’esperienza artistica è possibile tradurre le parole che ancora non sono state dette.

Ed è proprio la specificità dello “Stupor Mundi” a incontrare le esigenze dei ragazzi disabili, configurandosi come percorso per l’espressione dell’io più profondo. L’Arte non conosce differenze. Sfida, stimola, porta a volersi costantemente migliorare.

In questa scuola ci sentiamo parte di un’unica grande famiglia – ha raccontato la professoressa Donatella Di Bisceglie, F.S. per l’Orientamento in ingresso – Qui cerchiamo, attraverso l’esperienza artistica, di lasciare che ognuno esprima la propria unicità”.

In un commosso intervento del professor Aldo Addario, docente di sostegno, si è sottolineato come si possa fare ancora di più in materia di inclusione con la collaborazione e la comunicazione di realtà scolastiche ed extra-scolastiche: “Questa scuola offre tante opportunità agli studenti diversamente abili. E questo grazie anche alla continuità e alla comunicazione coi docenti delle scuole secondarie di primo grado e con le famiglie. Elaboriamo adattiamo e modifichiamo, ogni giorno, il progetto di vita di ogni nostro studente. E con il supporto attivo di tutta la comunità, potremmo fare di più, per introdurre i ragazzi diversamente abili nel mondo del lavoro”.

E dopo un emozionante momento di danza che ha visto Emilia Maggiulli e Claudia Michenzi, sua compagna “tutor” ballare sulle note de “Il regalo mio più grande” di Tiziano Ferro, è intervenuta la professoressa Monterisi, da poco arrivata nella scuola: “Come elemento facente parte del Dipartimento di Inclusione, vorrei aggiungere che è compito di ciascun docente prendersi cura di ogni singolo alunno. Integrando un ragazzo con disabilità, si include l’intero gruppo classe”.

Lo “Stupor Mundi” da anni investe in materia di inclusione. Attraverso progettualità, giornate dedicate a queste tematiche, spettacoli teatrali, realizzazione di opere d’arte, la scuola dà valore alla disabilità, donandole armonia. Lo ha raccontato la professoressa Annamaria Amorese: “Questo è stato, nel tempo, un obiettivo che non abbiamo mai perso di vista”.

L’incontro, inoltre, si è declinato non solo mediante le voci di chi opera nella scuola, ma anche attraverso i racconti di chi l’ha vissuta in passato. “Mi chiamo Gianluca Vernice e sono un ex alunno di questo Liceo. Posso affermare che, grazie al supporto che mi è stato dato dai docenti, questa è stata l’unica scuola che ha dato valore all’inclusione, alla mia inclusione”.

Non è mancata, infine, la testimonianza di un genitore, il professor Eliseo Tambone: “Mia figlia, viste alcune sue difficoltà, ha sempre vissuto la scuola negativamente. L’ambiente dove si studia, dove ci si mette in gioco, è fondamentale nella crescita. E qui ho davvero trovato dei docenti capaci di leggere e interpretare i segnali di mia figlia, professori e professoresse altamente e profondamente umani”.

A chiosare una mattinata che non si è configurata solo come un’introduzione del percorso di orientamento in ingresso ma che ha rivestito un importante valore sociale, il dono di manufatti realizzati da alunni con disabilità, guidati dal professor Franco Leo.

A questo punto, è necessaria e dovuta una riflessione. Ci sono pensieri, sentimenti, esperienze, speranze, sogni, paure, ideali dietro a ognuno di noi. La costruzione della propria identità passa, anche e soprattutto, dalla scuola.

Inclusione è scrivere una storia comune, coagulando tra le pagine persone, gruppi, istituzioni e realtà sociali. Tutti spinti dal desiderio di partecipare attivamente a progetti di vita non puramente assistenziali, ma di reale e concreta integrazione delle diverse, meravigliose, abilità. Affinché tutti possano colorare la tela bianca della vita con le uniche, proprie, meravigliose sfumature, in armonia, senza limiti, inibizioni o barriere. E senza mai smettere di emozionare ed emozionarci.

Lascia un commento

avatar
  Subscribe  
Notificami