Lo sport per tutti, lo sport fra tutti

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Avviso pubblico per il finanziamento di progetti pilota per incrementare la partecipazione ad attività motorie e sportive da parte delle persone con  disabilità. Scadenza: 9 febbraio 2012

Considerare lo sport e il suo esercizio come un diritto civile, come mezzo per rendere attuabili i fondamentali diritti al benessere fisico, alla salute, al tempo libero, è riuscire a conferire allo stesso una dimensione e una rilevanza sociale in grado di esaltare valori come il rispetto della persona, la democrazia, la solidarietà, la giustizia sociale. Le associazioni e le società sportive vengono classificate come ‘agenzie educative primarie’, assieme alla famiglia e alla scuola, in quanto hanno la grande responsabilità dell’utilizzo corretto del potenziale educativo e formativo dello sport.

Lo sport spesso è avvilito da eventi che finiscono per smontare la funzione educativa, culturale, sociale, ludica, sanitaria: il doping, la frode sportiva, lo sport spettacolarizzato dalle copertine del gossip, la logica del profitto e del lucro, divengono elementi di devianza e di criticità dell’attuale sistema, che rischiano di annullare valori e ideali che nello sport troverebbero terreno fertile. Un esempio non certo costruttivo per il patrimonio associativo sportivo che diviene, nei piccoli centri urbani, un’alternativa salvifica per la dispersione giovanile, l’isolamento e l’emarginazione sociale. La partecipazione a una squadra impone la correttezza, l’osservanza delle regole del gioco, il rispetto degli altri, la disciplina, e laddove il gioco si svolga fra giocatori dalle diverse abilità, la solidarietà, la comprensione dell’altrui difficoltà motoria e l’acquisizione della consapevolezza, attraverso il confronto con gli altri, della fortuna che si ha nell’essere fisicamente sani, fa dello sport una palestra di vita insostituibile.

Quando infatti alla mission dello sport di contribuire al benessere psicofisico, di sostenere la motivazione e la disponibilità a compiere sforzi personali, a spingere sempre più avanti l’asticella dei propri limiti mentali e quindi fisici, si garantisce l’accessibilità di tutti, non solo si spinge l’acceleratore sulle best practice dell’integrazione ma si sostituiscono le procedure terapeutiche convenzionali con attività ludico- ricreative in grado di rafforzare le ‘abilità residue’ delle persone diversamente abili e restituire allo stesso la dignità sociale con la quale giornalmente combatte.

L’attenzione della Regione Puglia verso i principali obiettivi dell’associazionismo sportivo attraverso tali forme di ‘divertimento’ si manifesta recentemente, dapprima con la legge regionale 19/2010 di istituzione del ‘fondo regionale per lo sport di cittadinanza’, uno strumento idoneo ad agganciare strettamente le istituzioni e le associazioni sportive, attraverso le risorse finanziarie, alle potenzialità umane del territorio, e poi con l’Avviso pubblico ‘Attuazione e gestione della promozione dello sport per tutti’.

Il provvedimento in questione, con lo stanziamento di una cifra che può definirsi quantomeno simbolica, essendo di soli €100.000,00 complessivi, intende sostenere la realizzazione di progetti pilota per incrementare la partecipazione ad attività motorie e sportive di persone con disabilità psichica, fisica, motoria, sensoriale proposti da associazioni di promozione sociale, al fine di incrementare il numero di disabili coinvolti in attività fisico-motorie, di promuovere la collaborazione fra partner pubblici e privati interessati da tali tematiche (associazioni di promozione sociale, aziende sanitarie, enti locali), di dare slancio agli sport meno usuali e soprattutto praticati affianco a  soggetti normodotati, e trarne le valutazioni in base alla percezione dei risultati avuta dagli attori stessi.

La contribuzione verrà effettuata:

  Al 60% all’avvio delle attività;

  Al 40% a saldo, nel rispetto della presentazione della documentazione di rendicontazione e con l’invio di relazione conclusiva dei risultati raggiunti e delle valutazioni fatte dai fruitori.

Sarà possibile presentare progetti, della durata massima di 8 mesi, in nome delle sempre ricorrenti caratteristiche di organicità e funzionalità delle progettazioni a contributo pubblico, che ricomprendano spese diverse:

  Prestazioni di operatori;

  Spese assicurative;

  Acquisto o noleggio di materiale e attrezzature sportive finalizzate alla realizzazione del progetto;

  Spese di viaggio;

  Spese generali.

Ai progetti verrà attribuito un punteggio variabile, sulla base di determinate caratteristiche:

      Coerenza con gli obiettivi dichiarati;

      Adeguatezza delle dimensioni finanziarie, organizzative e gestionali alla dimensione territoriale e al numero dei destinatari;

      Contenuto innovativo;

      Capacità di coinvolgimento e collaborazione intersettoriale e territoriale di partner pubblici e privati;

      Efficacia nel raggiungimento degli obiettivi;

      Eventuali risorse aggiuntive individuate.

Questo primo approccio alla pratica sportiva come strumento di riabilitazione e integrazione, non manca di alimentare le future speranze di rimpinguamento da parte dell’ente regionale, che potrà giustificarsi innanzitutto dall’utilizzo totale della dotazione finanziaria attuale e poi dal fermento di iniziative che attorno al bando si produrrà.

Per eventuali approfondimenti è possibile contattare i nostri esperti all’indirizzo mail opportunitasviluppo@lostradone.it

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