Lo sport nelle carceri minorili, la proposta della sen. Piarulli

«Nei 17 istituti penitenziari minorili d’Italia ci sono attualmente 453 i ragazzi, per i quali istruzione, sport e cultura possono rappresentare un aiuto impor­tante, uno stru­mento di crescita culturale e soprattutto umana» si legge nella nota

Lo sport nelle carceri minorili, la proposta della sen. Piarulli
Lo sport nelle carceri minorili, la proposta della sen. Piarulli

Un disegno di legge sulla promozione dell’attività fisica e sportiva negli istituti penitenziari minorili. Lo ha presentato la senatrice coratina Angela Bruna Piarulli.

«L’assetto della riforma dell’ordinamento penitenziario è volto all’attuazione del principio contenuto all’articolo 27 della Costitu­zione, che prevede un rapporto inseparabile tra la pena e la rieducazione del condannato.

Un problema pressante nelle carceri italiane e soprattutto negli istituti minorili è costituito dall’occupazione del tempo da parte dei giovani reclusi.

La limitazione della libertà, soprattutto nei giovani, produce profondi segni di sofferenza psicofisica, fa aumentare notevolmente i livelli di stress, in quanto richiede un incessante autocontrollo sull’auto­gestione della pena e sull’osservazione del proprio comportamento.

I disturbi maggiormente riscontrati sono: claustrofobia, irritabilità permanente, riduzione del tono dell’umore, sintomi allucinatori, abbandono difensivo, disturbi psicosoma­tici, disturbi della personalità ed estraniamento.

L’attività motoria e sportiva è universalmente riconosciuta come un mezzo insosti­tuibile per la prevenzione di molte patologie o disfunzioni legate alla sedentarietà. Inoltre le sono riconosciute capacità terapeutiche. La pratica sportiva inoltre è in grado di stimolare la socializzazione, lo spirito di gruppo, il rispetto e la condivi­sione delle regole.

Il mio disegno di legge ha come finalità quello di rendere effettivo lo sport all’interno degli istituti minorili (circa 17) affinché la risocializzazione del detenuto passi attraverso la concretizzazione dei valori dello sport.

L’insegnamento di una disciplina sportiva da parte di tecnici qualificati, in maniera continuativa e strutturata e non estemporanea diventa prevenzione alla criminalità. In questo modo potranno aversi campioni abbattendo le barriere dei pregiudizi. Si raggiungerà il macro-obbiettivo della legalità.

Nei 17 istituti penitenziari minorili d’Italia ci sono attualmente 453 i ragazzi, per i quali istruzione, sport e cultura possono rappresentare un aiuto impor­tante, uno stru­mento di crescita culturale e soprattutto umana; un momento di confronto con per­sone diverse, di origini, culture e nazionalità diverse. Perché lo sport è in grado anche di abbattere ogni barriera.

Le attività di gruppo svolgono un ruolo fondamentale nella socializzazione tra persone che condividono una situazione di «convivenza forzata» contribuendo alla creazione di un clima pacifico e sull’abbassamento del rischio di recidiva che, soprattutto in ambito di esecuzione penale minorile, rappresenta il pericolo maggiore. Trattandosi, inoltre, di iniziative già attive all’esterno, la loro estensione all’interno de­gli istituti risponde al principio di non discriminazione ed evita la marginalizzazione del detenuto in relazione al suo futuro reinserimento sociale».

Da ieri questa proposta di legge è stata caricata sulla piattaforma Rousseau, nella sezione Lex Parlamento. Gli iscritti avranno perciò 30 giorni di tempo per proporre modifiche e miglioramenti al testo e tali proposte verranno poi presentate e discusse in Senato.

 

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