L’Italia alla ricerca della migliore gestione patrimoniale

Come tutelare i propri risparmi

L'Italia alla ricerca della migliore gestione patrimoniale
L'Italia alla ricerca della migliore gestione patrimoniale

Quando si parla di risparmi gli italiani sono sempre molto sensibili. Si tratta infatti di quegli euro racimolati nel corso di un’esistenza con grande fatica e molto spesso è difficile pensare che la via più facile per trasformarli in rendita o profitto sia investirli in azioni o fondi. Il rischio di perdere tutto è sempre dietro l’angolo, ma è pur vero che tenere i soldi in banca non assicura sicurezza, come testimoniano i recenti fatti di cronaca.

Per questo motivo si parla sempre più di frequente di gestione patrimoniale, ancor più all’indomani dell’introduzione della MiFid II che ha puntato i fari sulla trasparenza e sul contenimento dei costi. Da una parte, infatti, il cliente deve andare alla ricerca della gestione patrimoniale migliore secondo il rapporto qualità/prezzo, dall’altra le società di consulenza devono adeguarsi ai regolamenti e proporre prodotti semplici che puntino alla trasparenza.

La concorrenza da questo punto di vista è spietata e il quadro attuale in Italia non è certo confortante. Lo conferma la società di consulenza svizzera Zwei Wealth Experts, che analizza e confronta le gestioni patrimoniali evidenziando le proposte più interessanti sul mercato. Anche se il campione analizzato dal gruppo ellenico si basa su coloro che detengono patrimoni superiori al milione di euro, la situazione resta comunque preoccupante, dal momento che, come sottolineato dall’Amministratore Delegato per l’Italia di Zwei Wealth Experts, Peter Conrad, gli investitori riescono a portarsi a casa solo il 33% del rendimento derivante dall’investimento, mentre il resto del profitto si perde tra commissioni, costi e deficit di implementazione delle strategie. Il gruppo sconfessa anche la presunta relazione tra il prezzo della gestione patrimoniale e la sua performance.

Anche in materia di trasparenza, poi, l’Italia non se la passa meglio. Secondo una società italiana, la Refees, soltanto 15 case su 120 analizzate hanno ottenuto il Refees Trasparency Award, non riuscendo ad ottenere uno standard di trasparenza online in merito all’accessibilità dei prodotti da parte del risparmiatore italiano. La soluzione, come conferma Filippo Livorno, co-fondatore di Refees, sembra essere nell’innovazione: «Riteniamo che al giorno d’oggi la tecnologia debba essere utilizzata per portare un reale e concreto valore al risparmiatore, anche quando si tratta di cercare online informazioni in merito ai prodotti che egli intende sottoscrivere. Le case che offrono facilità di accesso ai prodotti e una totale trasparenza dovrebbero essere privilegiate».

Da questo punto di vista, la gestione patrimoniale di Moneyfarm è una delle poche in Italia a riuscire a conciliare trasparenza, personalizzazione e abbassamento dei costi mixando l’esperienza del consulente umano alla precisione degli algoritmi. Il potenziale cliente potrà infatti far valutare gratuitamente il profilo di investitore rispondendo a poche domande, che filtrate da un algoritmo saranno in grado di proporre al cliente la migliore soluzione di investimento, in linea con obiettivi temporali, budget a disposizione e propensione al rischio. Attraverso la reportistica e un attento monitoraggio, poi, il cliente avrà la possibilità di monitorare costantemente l’andamento del proprio investimento, tenendo sotto controllo i costi e decidendo in qualsiasi momento di disinvestire o di cambiare prodotto all’interno del portafoglio. A queste caratteristiche si aggiunge un abbassamento dei costi del 50%, che consente alla Gestione Patrimoniale Moneyfarm di ottenere uno dei rapporti qualità/prezzo più competitivi in Italia.

Lascia un commento

avatar
  Subscribe  
Notificami