L’interessante visita agli scavi archeologici di “San Domenico” – Foto

La docente ed archeologa Serena Petrone ha illustrato e spiegato ai partecipanti dell’evento ciò che emerso dagli scavi, ovvero una cisterna d’acqua poi diventata luogo di sepoltura, una moneta aragonese ed un anello in metallo

L'interessante visita agli scavi archeologici di
L'interessante visita agli scavi archeologici di "San Domenico"

Particolare consenso ha riscosso “La storia riemersa: gli scavi archeologici del complesso di S. Domenico”, secondo appuntamento dei due in programma in occasione del V centenario dei domenicani a Corato.

Le visite guidate si sono tenute ieri in due turni, alle 19.30 ed alle 20, e si sono concentrate sugli scavi archeologici effettuati durante la recente ristrutturazione della parrocchia “San Domenico”, ex convento domenicano, in origine monastero benedettino. La docente ed archeologa Serena Petrone ha illustrato e spiegato magistralmente ai partecipanti dell’evento ciò che emerso dagli scavi, ovvero una cisterna d’acqua poi diventata luogo di sepoltura, una moneta aragonese ed un anello in metallo contenente tracce di cobalto.

La spiegazione  ha preso in considerazione diversi elementi esplicativi delle conclusioni a cui sono arrivati gli esperti, dalla morbidezza del terreno ai materiali utilizzati per la creazione della forma circolare rinvenuta. Il pozzo è stato datato grazie a queste caratteristiche tra il XII e il XIII secolo d.C., risalente quindi all’epoca in cui la struttura era adibita a convento per poi cadere in uno stato di completo abbandono a seguito del trasferimento delle suore a S. Benedetto. In seguito, questo pozzo è stato utilizzato come sito di sepoltura di adulti e bambini, secondo il ritrovamento di diverse calotte craniche e parti di torace rinvenute.

Le delucidazioni a cura della docente Petrone hanno permesso di comprendere come gli esperti riescano a datare i rilevamenti ossei, capire il genere e l’età delle persone a cui erano appartenute. Particolarmente interessante il ritrovamento delle ossa di bambini, in quanto la posizione dei corpi e le pietre di riconoscimento poste al loro fianco fanno intuire che il peso dato a tali avvenimenti era importante per la comunità dell’epoca. Purtroppo le tombe, ritrovate quasi del tutto prive di elementi aggiuntivi di sepoltura, non sono state ancora collocate in un arco temporale esatto.  Gli unici  due oggetti trovati durante gli scavi delle tombe, sono stati una moneta aragonese risalente alla metà del ‘400 e un anello in metallo.

La lezione si è conclusa con una visita guidata sul luogo degli scavi che hanno suscitato stupore e fibrillazione tra coloro che hanno partecipato all’evento.

Articolo e gallery fotografica a cura di Nancy Nicole Falco

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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