Leonardo tra sacro e profano a piazza Abbazia

La Pro Loco omaggia il genio del Rinascimento italiano con la poesia di Franco Leone e le note del M° Catucci

pendio 2019 serata leonardo in Largo Abbazia
Franco Leone, Gerardo Strippoli e Pietro Catucci ieri sera per Leonardo in largo Abbazia

Fino ad una decina di anni fa Largo Abbazia poteva considerarsi una zona depressa, circondata da abitazioni emaciate tra i cui muri crescevano erbacce. Una volta resa fruibile la Pro Loco Quadratum l’ha trasformata nello scenario ideale in cui allestire diversi eventi a sua cura.

«Non c’è violenza o degrado che non possano essere combattuti con la cultura», questo il messaggio lanciato dal presidente Gerardo Strippoli -riferendosi all’increscioso episodio accaduto qualche giorno fa- nella quarta serata che ha fatto da corollario alla Mostra d’Arte Il Pendio nella quale, da 51 anni a questa parte, trovano un posto al sole molti giovani talenti del nostro mezzogiorno d’Italia.

In queste sere di fine agosto a Largo Abbazia tutto è possibile. Non solo correre il rischio di soffrire della sindrome di Stendhal ma anche assistere ad una lectio magistralis tenuta dal poeta/scrittore Franco Leone che così ha reso omaggio a Leonardo Da Vinci, in occasione del 500mo anniversario della morte del genio indiscusso del Rinascimento italiano.

Un racconto tra parole e immagini suddiviso in due parti.

Nella prima, Leone ha esaminato alcuni capolavori che narrano della vita di Gesù: L’Annunciazione, La Vergine delle Rocce, Il Battesimo di Cristo, L’ultima Cena.

Lasciato lo spazio del sacro è entrato in quello del profano: La Dama dell’Ermellino, La Gioconda, Il ritratto di Musico, L’autoritratto di Leonardo.

Per ogni opera, commentata e descritta declamando liriche composte dallo stesso Leone in versi endecasillabi, lo studioso d’arte si è soffermato non solo sui personaggi, entrando nei dettagli degli stati emotivi di ciascuno, ma anche sui paesaggi italiani che fanno da sfondo alle scene, rivelando particolari inediti che hanno conquistato l’attenzione della nutrita platea.

Ad esempio: il ponte che si intravede a destra del ritratto della Gioconda corrisponde a quello di Buriano, sito nel paese di Quarata, distante sei chilometri da Arezzo.

Il M° Pietro Catucci con il suo violino, tra una esposizione e l’altra, ha acceso la piazza di atmosfere uniche e inimitabili, aggiungendo il suo tocco di classe alla già di per sé interessante serata.

CONDIVIDI
Articolo precedenteSuccesso a Corato del KRONOS PIANO FESTIVAL
Prossimo articoloFeroce polemica sul caso del giovane con distacco della retina
Maria Labartino (nota come Marina) - Ex Direttore Responsabile. Esordisce su LO STRADONE nel 1986. Laurea in Scienze della Formazione. Iscritta all'ODG dal 1998. Presentatrice occasionale. Da oltre 30 anni scrive di tutto e su tutto con sete di verità, consapevole di "sapere di non sapere" (cit. Socrate). Vincitrice del Premio Michele Palumbo 2019 come "Editorialista dell'Anno" al concorso dell'Ordine dei Giornalisti di Puglia "I fatti, le idee, le opinioni" organizzato dal Circolo della Stampa BAT

Lascia un commento

avatar
  Subscribe  
Notificami