Legambiente: «Piazza Vittorio Emanuele è abbandonata a se stessa»

Una nota del circolo coratino di Legambiente

Molti non lo sanno ….. Lo scorso primo febbraio è entrata in vigore la legge del 14 gennaio 2013, n. 10 (GU n.27 del 1-2-2013) riguardanteNorme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani. In particolare la legge ha istituito la giornata nazionale degli alberi, il catasto del verde urbano ed una disciplina specifica per la tutela degli alberi monumentali e le vie alberate urbane. È stata individuata come Giornata nazionale degli alberi la data del 21 novembre, che già da circa 20 anni è la data della Festa dell’Albero di Legambiente (scelta da Lega perché il 21 novembre è la data di approvazione della Convezione Internazionale ONU sui diritti dell’Infanzia) con l’intento di istituire una vera è propria giornata istituzionale dedicata proprio alla valorizzazione ambientale del patrimonio arboreo e boschivo, in riferimento anche alle questioni legate all’attuazione del protocollo di Kyoto ed alle politiche di riduzione delle emissioni, alla prevenzione del dissesto idrogeologico, alla protezione del suolo, ed infine, alla tutela e diffusione delle specie arboree autoctone. Inoltre la legge prevede un forte impegno sul fronte delle nuove piantumazioni che dovranno essere realizzate dalle istituzioni scolastiche, in collaborazione con gli Enti Locali ed il Corpo Forestale dello Stato, chemetteranno a dimora in aree pubbliche piantine di specie autoctone messe a disposizione anche dai vivai forestali.

L’obiettivo chiaro è quello di promuovere la nascita di polmoni verdi urbani e l’adozione degli stessi da parte delle scuole e dei cittadini.

Altra novità importante è la modifica alla legge 113/92 (ogni neonato un albero – detta anche Legge Rutelli). La modifica rafforza l’obbligo per i Comuni, con popolazione superiore a 15mila abitanti, quindi per la nostra città, di piantare entro e non oltre 6 mesi un albero per ogni nuovo nato e ogni minore adottato residente. Entro lo stesso periodo, l’ufficio anagrafico del comune dovrà fornire le informazioni sulla tipologia dell’albero e il luogo dove l’albero è stato piantato. Entro un anno dall’entrata in vigore della legge, i Comuni dovranno, inoltre, censire e classificare gli alberi piantati, nell’ambito del rispettivo territorio, in aree urbane di proprietà pubblica, che potranno divenire a loro volta aree verdi e parchi urbani pubblici.

Importante è l’obbligo per i Sindaci di redigere un vero e proprio bilancio arboreo di mandato che consiste nell’indicare quanti alberi sono stati piantati durante il mandato e qual è lo stato di consistenza e manutenzione delle aree verdi urbane di propria competenza. Tale documento sarà quindi un importante strumento che consentirà ai cittadini di valutare il comportamento dei propri amministratori ed il loro grado di attenzione verso il verde e la natura.

Inoltre, la Legge prevede la promozione da parte degli enti locali dell’incremento degli spazi verdi urbani, delle cinture verdi periurbane, dell’adozione di misure per favorire il risparmio e l’efficienza energetica, l’assorbimento delle polveri sottili, la riduzione dell’effetto isola di calore estiva nelle nuove costruzioni e negli edifici esistenti attraverso le coperture a verde e il rinverdimento delle facciate. Inoltre, i Comuni sono chiamati a particolari misure per contenere il consumo di suolo nelle aree non urbanizzate e attraverso la contabilità ambientale, ed insieme alle Province, dovranno dare annualmente conto del contenimento o della riduzione delle aree urbanizzate e dell’acquisizione delle aree destinate a verde pubblico (una sorta di conservatoria delle aree verdi urbane).

Ulteriore novità introdotta dalla legge, è la tutela specifica per gli alberi monumentali, per i quali viene fornita la definizione, i principi ed i criteri per il loro censimento e periodico aggiornamento degli elenchi, istituendol’elenco degli alberi monumentali d’Italia gestito dal Corpo Forestale dello Stato. Questi sono, in estrema sintesi, i tratti salienti della nuova legge di cui auspichiamo una pronta attuazione anche nella nostra città.

Per quanto riguarda la situazione del verde a Corato, dobbiamo segnalare almeno due questioni: la prima è quella relativa allo stato di conservazione e manutenzione dei cipressi del viale del cimitero il cui degrado è stato oggetto di nostre numerosi segnalazioni a partire dal 16/09/2009 fino all’ultima dello scorso 3 dicembre senza che mai una volta, l’amministrazione si sia degnata non solo di risponderci, ma anche di prevedere qualche forma di tutela ad un patrimonio arboreo ormai centenario; la seconda questione è quella relativa allo stato di manutenzione di Piazza Vittorio Emanuele: di fatto ormai abbandonata a se stessa. Infatti, non è stato fatto nessun intervento sia per quanto riguarda gli alberi sia per quanto riguarda la pavimentazione, in particolare quella di fronte al Monumento ai Caduti (come documentano le nostre foto allegate), ormai del tutto sollevata con il conseguente aumento del rischio per i pedoni di inciampare e cadere. Ricordiamo che Piazza Vittorio Emanuele nel 2009 è stata al centro di un articolato dibattito riguardante la realizzazione di un parcheggio interrato, che vide la forte opposizione, non solo nostra, ma anche di altri soggetti socio-politici, che poi non si sa bene il perché, è stato abbandonato dall’Amministrazione, con una dura coda polemica, anche all’interno del consiglio comunale.

Auspichiamo che la prossima amministrazione, prenda in seria considerazione le questioni da noi sollevate impegnandosi ad intervenire per la soluzione delle criticità evidenziate con la convinzione che il verde è un bene comune che va tutelato, valorizzato, incrementato anche con la partecipazione e la disponibilità degli stessi cittadini. In quest’ottica, suggeriamo l’attuazione di forme di “devoluzione del verde”, ossia l’affidamento a gruppi di cittadini e/o comitati di quartiere e/o scuole di aree verdi, favorendo da un lato l’abbassamento dei costi di gestione e di manutenzione, dall’altro rendendo protagonisti gli stessi cittadini, in questo processo di conservazione e di cura. Queste forme di partecipazione sono state costantemente proposte dal nostro circolo anche nelle varie forme indicate dal consiglio comunale, come le consulte alla cultura e all’ambiente (quest’ultima mai effettivamenteattivata) ma, purtroppo, istituzionalmente inibite nelle espressioni e nelle prassi, come più volte abbiamo pubblicamente evidenziato.

E’ necessaria una vera e profonda svolta culturale per orientare la città verso un futuro sostenibile.

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