Legambiente: la velostazione, un’opportunità ambientale

A margine dell'incontro tenutosi presso la sala consigliare, le considerazioni di Legambiente Corato.

velostazione corato
Il progetto della velostazione

Il Comune di Corato ha ottenuto i finanziamenti regionali destinati a sostenere il progetto, nell’ambito del POR Puglia 2014-2020, Asse IV “Energia sostenibile e qualità della vita”, Azione 4.4 “Interventi per l’aumento della mobilità sostenibile nelle aree urbane e sub-urbane”.

A margine dell’incontro tenutosi presso la sala consigliare, le considerazioni di Legambiente Corato.

Una ciclostazione o velostazione è una struttura mobile destinata al parcheggio biciclette e dotata di alcuni servizi. Le ciclostazioni vere e proprie svolgono un ruolo di interscambio fra bicicletta e trasporto pubblico, e per questo sono spesso dislocate presso stazioni ferroviarie o fermate del trasporto pubblico.

Questo tipo di intermodalità “passiva”, che prevedere l’uso della bicicletta solo per arrivare o partire da un punto di accesso al trasporto pubblico, è talvolta in alternativa, o più spesso ad integrazione, dell’intermodalità “attiva”, che prevede invece il carico delle biciclette sui mezzi di trasporto.

Le ciclostazioni sono molto diffuse nei Paesi Bassi, Germania, Danimarca ed in modo crescente in altri Paesi; non rappresentano una semplice alternativa alla sosta biciclette in spazi liberi come rastrelliere o tettoie nelle immediate adiacenze di stazioni e capolinea, ma rappresentano un servizio “a valore aggiunto” che rafforzi i vantaggi della mobilità combinata fra bicicletta ed altri mezzi di trasporto e la incentivi.

Il progetto presentato della velostazione a Corato è un punto di partenza con l’obiettivo di creare anche pochi, mirati e strategici posti di lavoro: tuttavia, preliminarmente a questo va creata una serie di strategie per rendere la bicicletta un mezzo di trasporto più pop e più diffuso. A questo punto non è solo utile la progettazione della struttura mobile ed il relativo bando di assegnazione ad un soggetto, ma la creazione di una vera propria strategia all’interno di una rimodulazione del piano del traffico.

Nel corso del dibattito sono emersi vari punti di vista da parte di alcuni tecnici presenti e di cittadini interessati. Il circolo cittadino di Legambiente è stato presente all’incontro per conoscere il progetto di realizzazione dell’opera non solo per il suo impatto socio-ambientale, ma anche per ribadire che è necessario sicuramente diffondere e massificare l’uso della bicicletta. Ricordiamo che già l’istituzione delle piste ciclabili aveva portato ad un dibattito sull’utilità o meno della struttura, che è stata, nel tempo, estremamente limitata per una serie di motivi.

Crediamo sia invece necessario creare innanzitutto la domanda nell’uso della bicicletta con una serie di piccole strategie: individuare stakeholders che possano attivare un processo pro-sociale dell’uso della bicicletta non solo come strumento di aggregazione sporadico o occasionale, ma soprattutto come mezzo di trasporto abituale con infrastrutture diffuse come parcheggi e rastrelliere dislocati presso tutte le scuole e gli uffici; organizzare periodici eventi con l’uso della bicicletta con l’ausilio di associazioni e scuole o in modo integrato. Purtroppo, per tantissimi è un mezzo di trasporto da usare solo d’estate.

Ma, in realtà è sufficiente per chi è in buona salute coprirsi bene e può essere usare anche d’inverno, nei paesi nordici questo avviene,al contrario del nostro contesto. Ci sono ulteriori strategie che esporremo nel caso verremo invitati ad un tavolo tecnico.

Affinché la velostazione non finisca per diventare una struttura a tempo e sia invece utile a rendere più diffusa la cultura della sostenibilità, è necessario renderla attiva su più aspetti socio-culturali.

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