Le PAURE de “I Dialoghi di Trani” al centro della tappa a Corato

Dalla paura verso i migranti, per mancanza di conoscenza, al timore di vedere limitata la libertà di stampa in alcuni Paesi dell’Unione Europea, o alla sensazione di non sentirsi più sicuri nella propria nazione di appartenenza, perché non tutelati dallo Stato

Le PAURE de
Le PAURE de "I Dialoghi di Trani" al centro della tappa a Corato

Ne abbiamo tante e spesso, e in una fase politica segnata da populismi, non fanno che aumentare e provocare disorientamento. Si tratta delle paure, tema scelto dall’edizione 2018 de “I Dialoghi di Trani”, che ieri sera ha fatto tappa a Corato, nel teatro comunale, dove hanno partecipato anche Massimo Mazzilli, sindaco dimissionario, e l’Assessore alla Pubblica Istruzione, Tina Leo.

A dare un respiro internazionale all’incontro, due giornalisti, Marco Ansaldo, corrispondente in Turchia per il quotidiano La Repubblica, e Dirk Kurbjuweit, scrittore e vice direttore del settimanale tedesco Der Spiegel, che hanno passato in rassegna quelle che considerano le paure del momento storico che stiamo vivendo.

Dalla paura verso i migranti, per mancanza di cultura, di conoscenza, al timore di vedere limitata la libertà di stampa in alcuni Paesi dell’Unione Europea, o alla sensazione di non sentirsi più sicuri nella propria nazione di appartenenza, perché non tutelati dallo Stato.

Due i punti di vista nell’incontro dal titolo “La Germania e l’Europa tra sfide e paure”: quello del cittadino tedesco, che giudica la “paura” un sentimento che determina la stessa vita di chi abita in Germania, e quello del giornalista italiano che vive in un Paese, la Turchia, immerso nella paura, a causa della sua complicata situazione politica.

Se da un lato appare comprensibile lo stato di timore che assale i cittadini turchi, vista la “politica imperiale” del presidente Erdoğan, appare confutabile la tesi secondo cui la Germania possa essere avvolta da un sentimento di paura. Perché?

«È proprio così invece – spiega Dirk Kurbjuweit – I cittadini hanno paura dei flussi migratori, hanno paura di perdere lo stato di democrazia liberale, sentono che la democrazia è minacciata, non si sentono più al sicuro. Ma si tratta di un sentimento, non di uno stato di fatto che, tuttavia, va controllato e che invita a una riflessione, induce ad agire prima che sia troppo tardi. Come? Difendendo e tutelando la democrazia, principio che sembra scontato ma che spesso è messo a dura prova».

Ma è pur vero, secondo Marco Ansaldo, che la paura possa rappresentare un’opportunità, una risorsa, se gestita a livello pubblico così come a livello personale. In un’Europa complessa, notevolmente cambiata rispetto agli anni della sua costituzione, la convivenza fra culture molto diverse fra loro – determinata dai flussi migratori dai Paesi del Mediterraneo verso il centro Europa – anziché generare paura non può che rappresentare un arricchimento da cui tutti possono trarne beneficio: «Affrontiamo le nostre paure per poterle vincere» ha concluso Marco Ansaldo.

 

 

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