LE PAGELLE DI NICO COMO. SAN MARCO IN LAMIS-CORATO 1-0

Una sconfitta per ricordare che si può vincere

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Le pagelle di Nico Como relative al recente match giocato dal Corato.

DI DOMENICO (Voto 5,5)

Nel corso di una stagione, si scelgomo dei mini-cicli di carichi di lavoro. Ed in previsione di 2 prossimi impegni gravosi, si optò per la scorsa settimana. All’uscita dal Pit-Stop, la macchina è sempre un pò pesante e poco brillante. Ma si sa, che nella sconfitta, rientra sempre la scuderia. come si suol dire: “chi è la zoccola? Maria Felicia”

IL TOP – DI BARI (Voto 6+)

Nel grigiore di San Marco, è lui Heidi a cui sorridono i monti e le caprette gli fanno ciao, in segno di apprezzamento, della classe con cui sbroglia la matassa, in un paio di situazioni ingarbugliate.

IL FLOP – ADDARIO (Voto 5)

Il suo conto economico è sempre attivo, perché con 2 prodigi a Barletta, ibernò  la vittoria, domenica ha lasciato per strada 1 punto che sembrava molto accessibile. L’errore fa parte del gioco, l’eccesso di sicurezza, del suo repertorio.

LEZZI (Voto 6)

Autore prima di un buon anticipo e di un paio di incursioni per un tandem andriese, la prima per Quacquarelli, la seconda per la inzuccata di Leonetti, concluse spente.

Finchè non alza bandiera bianca per infortunio, prestazione positiva.

VICEDOMINI (Voto 6)

Parte bene e sembra ispirato come un poeta del calcio. Poi si appanna anche lui, mischiandosi alla mediocrità generale.

TOURAY (Voto 6)

Non si correva in una selva propriamente della savana, ma in un piccolo ranch con poco campo aperto. e con fitta vegetazione. Una gazzella come lui imvece, ha bisogno di ampi spazi. A volte si intestardiva con improbabili giochini, riusciti a sprazzi. Ma è sua una delle più ghiotte occasioni.

VERGORI (Voto 6)

Dopo 30″ mostra ad un avversario i suoi denti, anzi i piedini, creando subbuglio sugli spalti. Il papà del ragazzo locale se la ride e snobba l’episodio. Ma deve sempre far attenzione sulle conseguenza. E’ comunque uomo di temperamento.

DE VIVO (Voto 6-)

Un pò come una lanterna che si accende ad intermittenza. Pur applicandosi, va rare volte all’1 vs 1, a volte tentenna nelle decisioni. L’aria di casa sua non gli porta bene perché è anche jellato, scheggiando la traversa e cogliendo il palo.

CAPUTO (Voto 6-)

Nulla di eclatante, ma non dispiace sia in fase di contenimento che di appoggio. L’infortunio di Quacquarelli, con conseguente ingresso di Touray, crea un posto in più di Under. E sembra proprio un riequilibrio anagrafico e di routine, la sua sostituzione.

D’ARCANTE (Voto 6-)

Classica sostituzione in mezzo al campo, non sbaglia, ma ogni tanto ci si aspetta un pò di iniziativa in più.

DI FEDERICO (Voto 6-)

Entra in scena nel momento clou del film, ma anche per il poco tempo a disposizione, non riesce ad espletare la parte dell’attore protagonista, ma di rincalzo.

FALCONIERI (Voto 5,5)

Il contratto che l’ex Catania, ha stipulato con la corte celeste, prevede che ogni tanto si possa esentare dal compiere miracoli. Questa è di quelle giornate, in cui trova pochi spiragli per far partire le frecce sante dal suo arco

SANTORO (Voto 5,5)

Poco incisivo e spesso in ritardo, pur non avendo di fronte il colosso di Rodi. Manca nelle sue solite proposizioni, un pò in ombra, con gli occhiali da sole

LEONETTI (Voto 5,5)

Una Ferrari, con tanti cavalli nel suo motore, andato in terza. Un bravo ragazzo, anche caratterialmente, cui puoi spezzare il cuore con un grissino, in periodo personale delicato. Forse una sosta al Pit-Stop potrebbe giovarlo.

ZANGLA – CAMASTA (SV)

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