DI DOMENICO (Voto 7, 5): La delicatezza della Disfida di Barletta, tra le favorite deluse all’esordio, spostava l’epicentro sulla lettura psicologica e della gestione gara. Pur con la massima attenzione e concedendo la norma ad una squadra forte ed affamata, l’impronta data è stata comunque propositiva ed a volte sfrontata. Azzeccato il cambio iniziale, con D’Arcante ad arginare nel centro e Quacquarelli che passa a destra e le altre di rinfresco. Se pur con otto palle gol, è sulla sufficienza per la sconfitta-Deghi, ieri si può affermare che si tratta di un capolavoro.
 TOP: ADDARIO (Voto 7,5): Nella Juve di Trapattoni, di cui non sono tifoso, molto spesso vincente di misura c’era un certo Zoff, che compiva una sola parata, ma decisiva, che valeva quanto un gol segnato. Ciò che ha fatto ieri il portierone neroverde in uno o due interventi ad inizio ripresa.
FLOP – QUARTA (Voto 6,5): Per il Re di Coppa, parlare di flop è offensivo. È stato infatti il “meno meglio”, permettetemi il neologismo. Se fu straripante contro il Molfetta, ieri è stato da ordinaria amministrazione, da impiegato statale. Non me ne vogliano….
FALCONERI (Voto 7,5): Ho l’impressione che lo troveremo spesso tra i Top. La giocata del gol può sembrare banale ma è di alta scuola delle vipere più velenose da area, come già detto, ricordandomi Tovalieri: protezione della palla, cattiveria, tecnica. È un prezzemolo in ogni minestra, sfiora il gol on 2 occasioni, egoista in una. Top morale.
 DI BARI (Voto 7+): Della serie “la classe non è acqua”, la sua è una disinvoltura che rasenta l’incoscienza. Ma anche nelle uscite complicate e a volte non capite, si può dormire su sette cuscini.
ZANGLA (Voto 7+): Lo premio per la bella cavalcata da cavallo di bagnoschiuma Vidal, per l’assist del gol. Onestamente un tantino in difficoltà, specie nel secondo tempo in fase difensiva.
QUACQUARELLI (Voto 7): Per chi avevo disputato pochi scampoli, farsi trovare pronto è già un successo, specie se spinge quando può e fa un lavoro oscuro, specie spostato nella seconda parte a sinistra a risistemare la corsia, con Zangla un tantino in difficoltà.
VERGORI (Voto 7): Parte subito con una sgommata di poco conto. Ma poi prende le misure e diventa padrone incontrastato degli spazi aerei, in area e fuori, pur con un elicottero quale Pignataro.
VICEDOMINI (Voto 7): La sventagliata di cambio gioco, con la benda di moscacieca, è da alti palcoscenici. Poi giostra con personalità, meglio della domenica precedente. Ma a pieni giri, la tendenza è in crescita esponenziale.
LEZZI (Voto 7): Si soffre meno sulla sua fascia, sia perché Gallo gli oppone l’Under mancino Lamacchia, sempre abituato a giocare a sinistra, davanti Bonasia, che scende poco; sia dopo l’espulsione di Caputo che, con il nuovo 4-3-2, gli libera la corsia.
LEONETTI (Voto 7 -): Il bomber si danna, fa a sportellate contro la difesa avversaria e crea spazi al collega di reparto. Cincischia con la sfera e manca la rete dello 0-2. Si sa che la differenza per un attaccante è il gol.
CAPUTO (Voto 7 -): Il centrocampista salentino non dà l’idea di un Under, ma lo è. E ieri si è ritrovato in una selva di “sceriffi”, calcisticamente, che a volte lo costringono a momenti di apnea.
SUBENTRATI:
DI FEDERICO (Voto 7): Sempre pronto e desideroso di imprimere il suo segno sulla gara, entra da leone spaziando a destra e manca.
D’ARCANTE (Voto 7): Rinforza la zona centrale del campo, molto trafficata, con aggressività e applicazione.
TOURAY (Voto 7): Entra a 20 minuti dal termine e trova le praterie sulla sua fascia, dove potrebbe osare di più, ma tiene comunque a freno le sortite avversarie.
AGODIRIN (S.V.): Pochi minuti di gioco, con una secca conclusione dalla distanza.

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