L’assenza di Direzione Italia in un Consiglio fantasma

Questa volta nessuno degli otto consiglieri di Direzione Italia si presenta in Aula. Quasi tutti i consiglieri di Opposizione abbandonano il Consiglio.

Sindaco e Giunta in attesa dei consiglieri di direzione Italia 12 agosto
Il Sindaco Pasquale D'Introno e la sua Giunta aspettano i consiglieri

La seduta del Consiglio comunale ha inizio con un ritardo di  circa 30 minuti e con l’assenza di tutti i consiglieri di “Direzione Italia”. La situazione difficilissima non si è sbloccata nelle lunghe ore, anzi nei giorni, che hanno preceduto l’inizio della seduta del Consiglio comunale. Questa la scarna cronaca di fatti ancora più scarni. E le parole del Sindaco non contribuiscono a chiarire alcunché anzi a volte appaiono di difficile decifrazione. Una notizia dell’ultimissima ora ci mette del suo a rendere più ingarbugliata la matassa. Niccolò Longo ha invitato all’incontro di questa sera, che sarà tenuto in Largo plebiscito da lui stesso insieme con i consiglieri Vito Bovino e Emanuele Lenoci, il Sindaco Pasquale D’Introno.

Nei banchi dell’Opposizione risalta l’assenza di Vincenzo Labianca, UDC. La consigliera Graziella Valente presiede la seduta in qualità di consigliere eletto con più suffragi rispetto ai consiglieri presenti.

Paolo Loizzo dice poche parole e lascia l’Aula.

Vito Bovino chiede la parola per dirsi stanco di essere costretto a ripetere le stesse cose da troppe sedute di un Consiglio che non è in condizioni di operare a causa della guerra tra il Sindaco e la sua ex maggioranza. Lascia l’aula insieme con il consigliere Michele Bovino.

Giuseppe D’Introno rinnova il richiamo alla responsabilità dei consiglieri per permettere di discutere i punti all’ordine del giorno rimanendo in Aula.

Nicolò Longo: “Avevamo pensato che le sue dimissioni, Sindaco, preludessero al recupero di una Maggioranza, ma così non è. Io non risponderò alle prossime occasioni fino a quando la vostra crisi non l’avrete risolta e ora abbandono l’Aula”. Esce.

Emanuele Lenoci: “Direzione Italia in totale dispregio della cosa pubblica è assente mentre doveva procedere con una mozione di sfiducia o meglio ancora depositare le firme necessarie per far cadere il Sindaco. Sottolineo anche a nome di Vito e Michele Bovino che la situazione è tale che dovremmo soprassedere dal partecipare a questa Assise finché Direzione italia non deciderà una linea chiara”. Lascia l’Aula.

Il Segretario comunale pur in assenza del numero legale concede la parola al consigliere De Benedittis. Il consigliere D’Introno interviene rivolgendosi a De Benedittis con queste parole: “Questo è un segnale a te Corrado”. Il significato delle parole di Giuseppe D’Introno resta avvolto nel mistero, anche perché De Benedittis ad esse non risponde.

Corrado de Benedittis: “Quando ho saputo del ritiro delle dimissioni, come la città intera auspicava, pensavo che il problema interno alla maggioranza fosse risolto. Prendo atto che così non è. La mia percezione è di essere finiti in fondo all’abisso. Il consigliere Giuseppe D’Introno continua a richiamare il Consiglio al senso di responsabilità. Ma per le Minoranze in cosa consiste? Nel chiarire chi governa e chi controlla. Governa la Maggioranza, e controlla la Minoranza. I cittadini ci dicono di convergere sui punti importanti per la città ma qui stiamo discutendo di come far risalire il sommergibile dagli abissi in cui è sprofondato. Se andassimo in soccorso della Maggioranza in questo momento la città non capirebbe più chi è al governo e chi all’opposizione. Senso di responsabilità significa perciò mettere il Consiglio nella condizione della chiarezza. Mi auguro che il Sindaco possa governare per 5 anni e che la Maggioranza ritrovi compattezza, ma nessun trasformismo”. (Resta in Aula)

Simona Miscioscia: (legge) “Il Polo di Centro addebita la responsabilità a lei Sindaco di questa paralisi causata dalle sue dimissioni del 22 luglio senza spiegazioni. Ancor più grave è stato poi il ritiro delle dimissioni, anch’esso rimasto senza spiegazioni. Il nostro ruolo sarà quello di opposizione. Il sistema di cui oggi è vittima D’Introno come lo è stato il Sindaco Mazzilli, noi lo abbiamo denunciato nel 2017. Lei Sindaco ha rivolto un appello alle forze politiche perché intraprendano un percorso con lei. Lei sarebbe pronto a 60 giorni dalle elezioni a prendere le distanze dalla coalizione che l’ha fatta eleggere? E con quale programma? Eviti questa farsa e tragga le estreme conseguenze di questa situazione”.

Il Segretario fa l’appello: 10 presenti.

Sindaco: “Grazie ancora tutti per la pazienza. A me ora tocca riepilogare una serie di passaggi poco chiari. Le posizioni assunte da me nei confronti di Direzione Italia sono spiegate con le prerogative del Sindaco di nominare la Giunta. Le mie dimissioni sono state un atto di forza, politico, per cercare soluzioni dopo 45 giorni di attesa dei nominativi per la Giunta e dopo che ho espresso il mio mancato gradimento per alcuni nomi che mi erano stati proposti. In questi ultimi 20 giorni sono stato lasciato solo perché le posizioni non si conciliano malgrado i numerosi incontri che non hanno sortito nulla. Con l’incontro della sera del 21 si volle dare a Corato un adeguamento della Tari ma il nostro Regolamento comunale impediva lo svolgimento dei lavori in Consiglio. Il 6 agosto incontro la coalizione con un altro nulla di fatto, e il 7 arriva il parere del Ministero dell’Interno che ammette che sia il consigliere anziano in caso di assenza del Presidente del consiglio comunale, o in caso di assenza del consigliere anziano, quello che dopo di lui abbia il maggior  numero di suffragi, a condurre i lavori. Noi siamo perciò in condizione di proseguire il lavoro ma Direzione Italia diserta l’Aula. Sono i cittadini che mi hanno chiesto di ritirare le dimissioni. Io non voglio stampelle ma desidero soltanto superare l’empasse del primo punto all’ordine del giorno per poter discutere degli altri. Mi sembra che il destino di questa Amministrazione sia la sfiducia a causa del commissariamento più che per chiara volontà della maggioranza. Vorrei solo mandare avanti una amministrazione ordinaria”.

Il consigliere Graziella Valente esce ed è sostituita dal consigliere Mastrodonato. La nuova conta dei consiglieri presenti impedisce di proseguire. E finisce nel nulla anche questa seduta di Consiglio.

A caldo, conclusasi la seduta, il consigliere Paolo Loizzo fuori dall’Aula rilascia al nostro Guido Catalano questa dichiarazione: “È un momento in cui bisogna assumere posizioni rigorose. Devono essere prese decisioni anche gravi ma necessarie per la città. Non si può continuare a convocare Consigli comunali sterili, inefficienti, in una situazione di assenza delle commissioni, e in generale delle possibilità stesse di lavorare. Ogni consigliere comunale è paralizzato. Bisogna restituire la democrazia a questo Consiglio. Per far questo occorre che il Sindaco assieme alla parte di Maggioranza che ancora lo sostiene decida di liberare l’Aula attraverso serie dimissioni oppure bisogna che la parte della Maggioranza che non vuole più sostenere il Sindaco deve assumersi la responsabilità di proporre una mozione di sfiducia. Questi sono gli unici passi che si possono oramai compiere nel rispetto di una città in ostaggio di giochi delle condizioni della democrazia consiliare, io non politici. Alle prossime sedute, in mancanza del ristabilimento della democrazia consiliare non sarò presente”.

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