L’antichissimo “Padre Eterno” di Vico Lobello nelle mire dei vandali

padre eterno onnipotente pantocratore (2)La preziosa e rara scultura dell’Onnipotente Pancreatore, conosciuta come Padre Eterno, sita in vico II Lobello, è stata oggetto di un increscioso atto vandalico probabilmente con l’intento di trafugarla o sfregiarla.

Il bassorilievo, che pare risalga alla stessa epoca della Chiesa Matrice, ha un valore inestimabile e non è la prima volta che rientra nel mirino di malintenzionati. Lo confermano i cittadini che risiedono nei dintorni e che hanno assistito più volte alla sostituzione del vetro blindato messo a sua protezione, quello stesso che è stato colpito violentemente con un grosso e pesante oggetto contundente durante la notte di qualche giorno fa. La lastra fortunatamente ha resistito ma è evidente la breccia centrale e le crepe che si aprono a raggiera. Verosimilmente potrebbe essere stato anche un colpo d’arma da fuoco, sparato per “goliardia” e a sfregio da qualche giovanotto nullafacente e nullasenziente.

Già da alcuni anni il reperto (unico a Corato nel suo genere) era stato sottratto all’azione corrosiva del trascorrere del tempo e delle condizioni climatiche dal suddetto vetro antisfondamento che, però, ne aveva celato a lungo l’immagine, in quanto all’interno si era sviluppato un microclima tale da aver fatto germogliare una folta vegetazione, come appare dalla foto in nostro possesso risalente al 2010.

Qualche tempo fa, dopo aver provveduto al restauro dell’arco e della facciata su cui si trova, qualcuno lo aveva ripulito dal fogliame, riposizionando al suo posto la protezione corazzata, ma non aveva previsto i gesti di inciviltà o l’ingordigia di beni artistici regnanti sovrani nel nostro paese.

Il bassorili
Il bassorilievo prima di essere ripulito dalla vegetazione

Su LO STRADONE di Ottobre 1998, a pag. 36, l’avvocato Antonio Dell’Accio segnalava e consegnava all’attenzione e responsabilità del Municipio e delle associazioni culturali coratine tale pregiatissima opera, anticipando l’eventuale trafugamento. Cosa che si è puntualmente verificata e che per fortuna non è andata a buon fine. «Meriterebbe certamente di venire rimossa con ogni precauzione – scriveva 18 anni fa l’avvocato – e posta degnamente al sicuro, come si è fatto per il simulacro della Madonna del Latte», oggi custodito nel Museo della Città e del Territorio.

Come allora, anche adesso LO STRADONE condivide l’urgenza di sottrarre la scultura del Padre Eterno a eventuali furti o danneggiamenti favoriti dalla sua attuale collocazione.

Non si vuole che subisca lo stesso destino dell’effige della Madonna Addolorata, risalente ai primi decenni del XX secolo, sita in via Santa Rita (traversa di via Luisa Piccarreta), depredata lo scorso giugno e finita chissà dove, oggi sostituita con un simulacro simile, privo però di pari valenza storica e affettiva.

Chiediamo a gran voce che, per l’Onnipotente Pancreatore, si prendano urgenti provvedimenti, nella speranza che il nostro appello non cada nel vuoto, come purtroppo accade di frequente.

Occorre rimuoverlo subito oppure proteggerlo doppiamente aggiungendo al vetro anche una massiccia grata in ferro. Una soluzione che però potrebbe non essere sufficiente ad arginare la barbarie della zoticaggine e limiterebbe ulteriormente la visione del cimelio, ignorato dai passanti perchè posto piuttosto in alto, ma non certo dai rozzi individui adusi a compiere azioni dissennate .

Meglio quindi il Museo, perlomeno è frequentato solo da chi ama l’arte e la cultura. Ciò che resta del nostro già limitato patrimonio artistico va attentamente custodito e valorizzato e non lasciato in balia di vandali o ladri o, peggio ancora, alla mercè della più becera canaglia.

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