La scuola elementare Tattoli ancora invasa dall’acqua. EDITORIALE ed IMMAGINI

Ancora una volta l’uomo sfida la natura e la natura si ferma soltanto dinanzi alla casualità.

Non più di un anno, il 14 giugno 2014, nell’editoriale scritto a seguito di un violento temporale che si abbattè sulla città provocando un grave allagamento della scuola elementare Tattoli,riflettevamo sul fatto che solo una fortunata casualità aveva evitato un triste epilogo. Se le attività scolastiche fossero state in atto al momento di quel forte acquazzone avremmo scritto una delle più terribili pagine della cronaca cittadina.

Lo stesso copione si è ripetuto oggi. Domenica.

Scuola TattoliL’unico giorno della settimana nel quale i bambini non sono presenti a scuola. L’unico giorno in cui non ci sono attività all’interno dell’istituto Tattoli. Anche in questo caso una fortunata casualità ha voluto che la pioggia torrenziale abbattutasi sulla nostra città oggi non abbia provocato danni ben più gravi di quelli materiali.

Ma non possiamo continuare a sfidare la sorte. L’abbiamo già sfidata nel 2005, nel 2008, nel 2014 ed ancora oggi. È arrivato il momento in cui prendere un serio ed importante impegno per mettere in sicurezza quella scuola.

Nessun genitore, nessun bambino, nessun operatore scolastico può non sentirsi al sicuro in un luogo in cui dovrebbe invece sentirsi protetto.

«Qui in ballo c’è un bene ancora più grande: la vita di centinaia di bambini e di coloro che lavorano all’interno di quella scuola.

E nessuno venga a dire che occorrono ingenti risorse: la vita delle persone vale molto di più di qualsiasi capitolo di bilancio; di qualsiasi prassi burocratica. Ora la situazione di quella scuola è divenuta emergenza, e deve essere trattata con estrema solerzia.

scuola tattoliE se occorrerà l’amministrazione provveda ad una imposta di scopo, così come previsto dalla legge. Si faccia avanti colui che non rinuncerebbe volentieri ad una pizza ed una birra pur di sapere al sicuro centinaia di bambini. E non temano i nostri politici di perdere il consenso chiedendo alla città un piccolo sforzo: ci guadagnerebbero in credibilità.

La misura è colma. E se fin ora si è tollerato lo sprofondare di strade, il continuo allagamento del sottopasso di via Gravina, l’acqua alta nella zona delle lame, la messa in sicurezza della scuola non può più attendere. Altrimenti si abbia il coraggio di chiuderla» scrivevamo il 14 giugno 2014.

Il grido è lo stesso. Lo ripetiamo anche oggi, tale e quale, sperando che alla nostra si uniscano tante altre voci.

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Miky
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Miky

avremmo scritto una delle più terribili pagine della cronaca cittadina….per 7 cm di acqua?

nicola
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nicola

e basta con questi piagnistei… spiace dirlo ma nessuno aveva detto niente quando si erano costruite case e scuole sulla lama (altrimenti il posto non si sarebbe chiamato “lago”)… ora si vuole risolvere il problema, ma come? innalzare nuovi muri di altro cemento che metta in sicurezza il tutto? non dimentichiamoci che stiamo vivendo uno strano periodo dal punto di vista meteo che sta creando problemi in tutto (dico tutto) il mondo… perciò basta inutili piagnistei… e spero che questo commento venga pubblicato! saluti…

Antonio
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Antonio

In effetti per quattro gocce d’acqua basterebbe introdurre, nella normale dotazione dell’alunno di scuola elementare, dei comodi stivali tuttocoscia per la pesca in lago e tutto sarebbe definitivamente risolto.