La rucola

Questa ricetta prevede l’utilizzo di una pianticella erbacea perenne dai fiori gialli o bianchi e dalle saporitissime foglie: la Rucola o Ruchetta selvatica. Cresce spontanea nei campi, per cui una ritemprante passeggiata autunnale lungo le dolci lande scoscese della nostra Murgia, dove il terreno arido le conferisce un sapore più piccante e ricercato, ne permette di portare a casa, senza spesa, una grossa quantità da utilizzare in maniere diverse.

Tuttavia molti sono soliti coltivarla negli orti o, addirittura, in vasi sul balcone, dove il suo sapore diventa più amabile, per dare un tocco più gustoso alle insalate.

Diffusa nell’antichità, non mancava mai sulle tavole dei Romani: lo testimoniano poeti come Orazio e Marziale che ne parlano come di erba magica. Era, infatti, considerata simbolo dell’unione fisica per le sue accertate virtù di rinvigorire il desiderio dei sensi. Si racconta che, durante le processioni dedicate a Priapo, divinità dell’eros, fauni e satiri si cingevano il capo con ghirlande di rucola. Bisogna ricordare, però, che la “libidinosa ruchetta” (come la chiamava Orazio) deve essere mangiata cruda per mantenere le sue promesse.

Ha, inoltre, proprietà diuretiche e depurative e, come tale, è utile per disintossicare l’organismo dopo i bagordi estivi, depurare il sangue e ridurre la ritenzione idrica che incide sul volume del nostro corpo.

Per le sue proprietà emollienti trova posto anche nella cosmesi, in trattamenti del cuoio capelluto ed in lozioni idratanti e toniche per la pelle.

Il piatto che vi andiamo a proporre vi darà una sferzata di energia e favorirà la ripresa psico-fisica, ottima per vincere l’astenia delle ultime giornate di caldo ed il conseguente senso di spossatezza che prende molte persone al rientro delle vacanze.

Da gustare

capunti con rucolaCapunti, ruche e recotta asc-cuante

 (Capunti, rucola e ricotta forte)

Ingredienti: capunti (detti anche quattro dita, per il modo di incavare la pasta fresca, tagliata a tocchetti) pomodorini “appennute” (al filo di ferro), rucola, aglio, olio extravergine di oliva, “recotta asc-cuante” (ricotta forte: preparazione casearia tipica murgiana, che veniva fatta riutilizzando la ricotta non consumata fresca. Ora la si produce deliberatamente facendola fermentare a lungo in ambienti freschi, necessari a conferire al prodotto gusto piccante ed aroma unici).

Pulire la rucola staccando le foglie più tenere dalla pianta, lavarle accuratamente, tuffarle in acqua salata e bollente. Dopo pochi minuti aggiungere i capunti. A parte, in una padella larga, far appena imbiondire in quattro cucchiai di olio uno spicchio d’aglio intero e schiacciato. Aggiungere una decina di pomodori “appennute” e farli “sc-cattà”, abbrustolendo la pellicina. Una volta che capunti e rucola sono cotti, scolarli e spadellarli nel sughetto aggiungendo una cucchiaiata di “recotta asc-cuante”.

Deciàine l’andiche

Quanne u vènde stè vacande nan ze sone e nan ze cande; quanne la panze stè chjàine e bone, tanne se cande e tanne se sone (Quando la pancia è vuota, non si suona e non si canta. Quando la pancia è piena e si sta bene, allora si canta e si suona. Dopo un digiuno prolungato a nessuno vien voglia di cantare o suonare; si festeggia, si ride, si scherza e ci si diverte solo a pancia piena)

Lascia un commento

Lasciaci il tuo parere!

Notificami
avatar
wpDiscuz