La mediazione civile: quali risvolti per il cittadino?

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Lo scorso 21 marzo, è entrata in vigore la disciplina sulla mediazione civile obbligatoria, per le questioni in materia di diritti reali, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento del danno derivante da responsabilità medica e da diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità, contratti assicurativi, bancari e finanziari.

Per le controversie in materia di condominio e risarcimento del danno derivante dalla circolazione di veicoli e natanti, invece, l’entrata in vigore è stata rinviata al 20 marzo 2012. Pertanto, il cittadino che avesse bisogno di tutelare i suoi diritti, anziché rivolgersi, per esempio, direttamente al Giudice di Pace, dovrà prima attivare la procedura di mediazione.

 

Con la nuova normativa, l’avvocato, al quale ci si è rivolti, ha l’obbligo di informare il suo assistito della necessità di ricorrere alla mediazione.

Essa consiste in un’attività professionale svolta da un soggetto estraneo e imparziale, il mediatore, appunto, e finalizzata ad assistere due o più soggetti sia nella ricerca di un accordo amichevole per la composizione di una controversia, sia nella formulazione di una proposta per la risoluzione della stessa.

La mediazione può effettuarsi presso enti pubblici o privati, che sono iscritti nel registro tenuto presso il Ministero della giustizia e che svolgono la mediazione nel rispetto della legge, del regolamento ministeriale e del regolamento interno di cui sono dotati, approvato dal Ministero della giustizia. L’ente dove il mediatore presta la sua opera è vigilato dal Ministero della Giustizia.

La mediazione si avvia con una semplice domanda all’ente, scelto liberamente tra quelli iscritti nel citato registro. Il mediatore organizza uno o più incontri finalizzati alla soluzione amichevole della controversia. L’accordo raggiunto con la collaborazione del mediatore è omologato dal giudice e diventa esecutivo. Nel caso di mancato accordo, il mediatore può fare una proposta di risoluzione della lite, che le parti sono libere di accettare o meno. Per legge, il tentativo di mediazione civile ha una durata massima di quattro mesi.

I costi della procedura, da 65€ a 9200€, sono prestabiliti dal Ministero, in proporzione al valore della lite. Comunque la mediazione è gratuita per quei soggetti meno abbienti che, nell’eventuale processo, avessero diritto al gratuito patrocinio.

Se nelle intenzioni del legislatore c’era la volontà di creare uno strumento per velocizzare la giustizia ed offrire un’alternativa alle aule di tribunale, quali sarebbero i risvolti negativi di tale disciplina?

Notevoli. Tanto che essa ha destato numerosi dubbi.

L’aspetto più delicato è legato al fatto che per le parti coinvolte dalla mediazione non è prevista la necessaria assistenza da parte di un avvocato, che le rappresenti e le consigli anche in questa fase. Come può una persona giuridicamente impreparata formulare un’istanza di avvio della mediazione o valutare i risvolti di un accordo nella materia contesa? Decifrarne materialmente le conseguenze nel suo mondo giuridico? Certo si può pensare di risparmiare sui costi dell’onorario dell’avvocato. Ma che succederebbe poi se, per esempio, una parte si presentasse in mediazione assistita da una avvocato di fiducia, mentre l’altra ne fosse sprovvista? Anche per questo motivo si lamenta la lesione del sacrosanto diritto di difesa.

Inoltre, qualora la mediazione non vada a buon fine, i costi sostenuti si sommerebbero a quelli del vero e proprio processo.

Dunque, stante l’obbligatorietà di questa disciplina, al cittadino resta solo la scelta di affidarsi o meno ad un avvocato di fiducia.

RISVOLTI POSITIVI SULLA MEDIAZIONE CIVILE

In seguito all’incontro del 10 maggio tra il ministro Alfano e i vertici istituzionali dell’avvocatura, è stata introdotta l’assistenza necessaria dei legali nei procedimenti di mediazione obbligatoria, ottemperando così alla garanzia costituzionale del diritto di difesa dei cittadini.

Continueranno gli incontri tesi a riformare la legge sulla mediazione e la disciplina dello smaltimento dell’arretrato civile, nell’ottica della maggiore tutela dell’utenza e della garanzia dell’imparzialità dei mediatori.


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