“La Mattina degli Auguri”: la vigilia si colora delle luci dell’alba

Da "La matin de la Chiàzz" alla "Mattina degli Auguri", Corato celebra la propria Vigilia di Natale fin dalle prime luci dell'alba

"La Mattina degli Auguri": la vigilia si colora delle luci dell'alba

L‘alba della vigilia si rinnova, nel cuore di Corato. A partire dalle 5.30 di questa mattina, infatti, le strade del centro storico hanno accolto “La Mattina degli Auguri”, organizzata dalla Pro Loco “Quadratum” e dall’Amministrazione Comunale.

A dare il via alla mattinata di eventi e manifestazioni che hanno animato il centro città, l’inaugurazione dell’ormai consueto Presepe curato dal Liceo Artistico “Federico II Stupor Mundi”, presso il chiostro del Palazzo di Città. Un’installazione suggestiva e originale, fruibile a trecentosessanta gradi, che reinterpreta la Natività in chiave fortemente contemporanea.

Subito dopo, è stato dato spazio ai più piccoli, con la parata delle tanto amate mascotte Disney. Non poteva mancare la casetta di Babbo Natale, accompagnato dai fedeli elfi, pronto ad accogliere in Largo Plebiscito i bambini coi loro desideri.

Alle 6.00, in un’affollata chiesa Matrice, il Natale è stato arricchito dalle note del coro gospel “Vox Libera Gospel”. Un’esibizione che prende spunto dalla tradizione del secolo scorso dei canti religiosi di origine popolare afro-americani. E poi, ancora, musica in Piazza Di Vagno: l’ascesa del sole è stata accompagnata dalla “Conte Max Cover Band Gazzè“.

A chiudere il programma di eventi, alle 8.30, il raduno dei “maglioni brutti di Natale” e la proclamazione con premiazione del più assurdo. Degli stand in Piazza Sedile hanno offerto un boccone dolce a grandi e piccini, in attesa che la luce rischiarasse tutta la città, rimettendola in moto. Una brioche calda e un caffè espresso hanno  chiosato, nella maggior parte dei casi, la mattinata di manifestazioni.

C’è stata una Corato che, lentamente, si è risvegliata alle prime luci dell’alba e una Corato che non è mai andata a dormire. Così questa vigilia torna a essere un’occasione per riunirsi, per godere dei timidi colori dell’aurora tra le strade del nostro centro storico. Ri-scoprire la propria città, con sfumature differenti, è una maniera per mettere in discussione anche se stessi, per lasciarsi suggestionare da ogni nuance.

Così, la storica “Matin de l chiàzz” cambia veste, adattandosi all’evoluzione dei tempi. Piazza di Vagno non è più centro nevralgico commerciale della vigilia, come ci racconta Gerardo Strippoli, Presidente della Pro Loco “Quadratum”. «Dobbiamo guardare in faccia la realtà. Corato è cambiata. La discesa parabolica della “Matin de la chiàzz” è iniziata anni fa, pareva anacronistico continuare a chiamarla così. Abbiamo, perciò, deciso di tenere viva la tradizione adattandola ai tempi e mantenendo la tradizione del consueto scambio di auguri prima del Natale.»

Ciò che si è perso nel tempo è un preciso modo di vivere la Piazza: «Nessuno ha voluto accadesse. Si tratta, piuttosto, di adeguarsi all’evoluzione spinta dal procedere al passo coi tempi e dovuta anche a scelte delle varie amministrazioni che si sono avvicendate.»

E, nonostante i tentativi di riportare, seppur per una sola mattina, il folklore della “chiazz” di ieri, gli impedimenti logistici non consentono un ritorno alla tradizione così com’era.

«Il bilancio di questa mattinata è positivo, per quanto ci riguarda – continua il Presidente della Pro Loco – La chiesa era gremita, c’era gente in giro, le varie iniziative dedicate ai bambini, siamo rimasti contenti. Dobbiamo ringraziare la sensibilità del Commissario Straordinario Dott.ssa Rossana Riflesso, che ha permesso ai coratini di non perdere il senso di comunità che questa mattina fa rivivere in noi.»

Se la “chiazz”, ormai, non esiste più, risulta decisamente anacronistico aggrapparsi a un’idea di vigilia scivolataci – ahi noi – dalle mani. Ma non per questo la Pro Loco “Quadratum” ha accettato che la tradizione dello scambiarsi gli auguri per l’imminente festività potesse spegnersi silenziosamente. Alla mattina di festa è stata data nuova linfa mantenendo il nucleo originario del passato a cui orgogliosamente siamo legati.

Certo, passeggiando per le strade del nostro centro storico è mancato un pizzico di puro e ancestrale folklore e ciò lo si ammette non senza un po’ di amaro in bocca. Il rischio è che il Natale venga vissuto esclusivamente attraverso motivi ricorrenti nell’immaginario collettivo odierno, tra elfi, cori gospel e mascotte Disney. Aspetti che non nascono assieme alle tradizioni e al folklore ma che in essi si innestano, inflazionandosi.

Aprirsi al nuovo, a una dimensione natalizia che ormai si è insediata nel quotidiano, può certamente convivere con il recupero di qualche tradizione – culinaria, musicale o culturale in senso stretto – che, siamo certi, accontenterebbe anche il più nostalgico dei nostalgici. Almeno per una notte, per qualche ora, mentre la tenerezza dell’alba accompagna uno dei momenti più magici dell’anno

 

 

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