La crisi politica e la paura di restituire la parola ai cittadini

Chi ha paura della crisi amministrativa?

la crisi. Il Sindaco Pasquale D'Introno in una pausa della seduta del Consiglio comunale
Il Sindaco Pasquale D'Introno in una pausa della seduta del Consiglio comunale quando i consiglieri di Direzione Italia lo frequentavano

Nel mezzo della crisi, mentre il Sindaco posta una foto che lo mostra al lavoro con la sua Giunta, scendono in campo le liste di Corrado De BenedittisRimettiamo in moto la città” e “Demos“, insieme con lo stesso consigliere comunale, per ribadire una serie di concetti ripetuti fino alla noia nelle numerose sedute di Consiglio comunale fin qui susseguitesi. Gli stessi, con qualche piccola variazione di accento, delle altre Minoranze.

“Sei consigli comunali senza esito –si legge nel comunicato-, una coalizione di Centro-destra che non decide. Il costo per la Città sarà alto. Lo pagheremo tutti, cittadini e cittadine, famiglie, imprese, artigiani, commercianti e soprattutto i giovani e le giovani vittime di un inesorabile declino cittadino che non dà prospettive e che spalanca loro la strada dell’emigrazione”. E ancora: “Si assiste gradualmente alla crisi delle istituzioni democratiche vilipese dall’assenteismo e dalla diserzione. Non condividiamo politicamente ed eticamente questo comportamento che segna lo sgretolarsi del rispetto per le cariche istituzionali: si è eletti per presidiare e difendere le istituzioni democratiche, non certo per disertarle o abbandonarle. Con fermezza, ribadiamo l’urgenza che Corato venga governata nel pieno rispetto del risultato elettorale. Prendiamo atto, però, che non c’è maggioranza e dunque l’alternativa drammatica è l’immediato ritorno al voto con la piena responsabilità del Sindaco e della sua coalizione di centrodestra. Con passione civile, siamo e saremo sempre dalla parte della nostra amata Corato e della sua gente. Siamo e saremo sempre per la difesa e il rigoroso rispetto delle istituzioni democratiche di cui ne garantiremo, ad ogni costo, l’agibilità”.

Stigmatizzato il comportamento da “disertori” degli altri consiglieri comunali dell’Opposizione, il “cartello” di De Benedittis però converge con le altre Minoranze nell’espressione di dolore che le porta tutte a strapparsi i capelli per quella che prevedono essere la vicina caduta del Sindaco D’Introno. Dolore sofferto in nome di una responsabilità nei confronti della città di cui non si comprende bene la natura. Tutte le Minoranze meno due: il Polo di Centro che pure aveva lasciato intravedere un’apertura verso il Sindaco e il suo tentativo di dar vita a una Maggioranza alternativa, e il consigliere Paolo Loizzo col suo gruppo che ha saputo tenersi lontano dai machiavellismi.

Perché è forte la sensazione che sia ancora al lavoro un machiavellismo che fa correre il rischio alle Minoranze di essere scavalcate dalla Maggioranza nel mostrare che restituire ogni scelta alla volontà popolare sia la cosa più saggia.

Di quale responsabilità si sentono investite le liste di Corrado De Benedittis e quelle di Emanuele Lenoci, le liste civiche e il Pd a sostegno di Vito Bovino, e il Movimento Cinque Stelle di Niccolò Longo? La responsabilità di metter fine a una Consiliatura nata male e che fa presagire il peggio? Quella di chiudere una esperienza amministrativa inconcludente, che, se dovesse trovare il modo di durare, non farebbe che ritardare la soluzione dei problemi e la decisione sulle scelte che la politica deve affrontare a Corato?

Ieri anche Longo ha scritto di essersi convinto che sia meglio auspicare il male minore -il commissariamento- che il protrarsi di una legislatura insensata che non trova un sussulto di vita. Insensata non, o non soltanto, per l’irragionevolezza dei protagonisti, ma soprattutto a causa di una campagna elettorale condotta attraverso scelte insensate. Di uomini e di rassemblement. E l’insensatezza perdura nella retorica delle parole che evocano i grandi princìpi e malamente cerca di nascondere la semplice verità: non si sono mai viste Opposizioni preoccupate che la Maggioranza cada. Eppure non siamo in guerra né sotto un attacco terroristico. Una Maggioranza che per di più non esiste ma che l’attendismo di tutti -convinto o inconsapevole- forse riuscirà a resuscitare nella forma del mostro di Frankenstein.

Ogni proposta è ormai tardiva e insufficiente di fronte a uno spettacolo come quello offerto dalle sei inutili sedute di Consiglio -che hanno avuto la sola “utilità” di mettere qualche soldino nelle tasche dei consiglieri-, e da un Sindaco smentito dalla sua Maggioranza e che, anche se oggi fosse una vittima, ha la responsabilità di essersi candidato nel ruolo che occupa con una coalizione che lo ha eletto, e che egli dunque conosceva perfettamente al momento di accettare l’offerta della candidatura. Tardivo è il recupero di iniziativa delle Opposizioni che -non tutte- hanno deciso ieri di assumere l’iniziativa abbandonando l’Aula. Hanno compreso che occorreva un gesto politico che rappresentasse plasticamente e con chiarezza la situazione. Solo la chiarezza, quella che mostra la realtà così com’è, può assecondarne una evoluzione positiva.

Ci saremmo risparmiati il dovere di ricordare ai protagonisti della storia infinita di questa crisi amministrativa, che il richiamo alla democrazia e alla difesa dei suoi valori non può mai significare la paura di restituire ai cittadini la scelta attraverso le elezioni.

 

 

 

 

 

 

CONDIVIDI
Articolo precedenteUltima ora – Incendio divampa nelle campagne di Calendano
Prossimo articoloNuova melodia per l’Inno a San Cataldo
Fondatore e presidente di Controradio 1980, radio libera di Urbino, giornalista dal 1988, redattore del "Messaggero" di Roma, caporedattore della "Gazzetta di Pesaro", collaboratore della "Gazzetta del Mezzogiorno", "Il Quotidiano di Puglia" e altre Testate nazionali. Direttore tecnico dello "Stradone" nel 1996, Direttore responsabile di "Salute e Prevenzione" organo dei Tecnici della prevenzione d'Italia. Ha pubblicato studi su Italo Svevo, e sulla cultura e gli autori degli anni Venti e Trenta per l'Università di Urbino, e studi di Storia per le riviste nazionali "Critica Sociale" e "Agorà". Relatore in vari convegni universitari. Consulente per l'informazione e la cultura per la Regione Marche 1991 e 1992. Consigliere comunale di Urbino 1990-94.

Lascia un commento

avatar
  Subscribe  
Notificami