La “Corato che riparte” comincia dal borgo antico

Con tale sigla gli operatori economici del centro storico hanno dato vita ad un'associazione di fatto che si pone l'obiettivo di favorire e incentivare a Corato lo sviluppo delle attività commerciali e turistico ricettive

La
La "Corato che riparte" comincia dal borgo antico

Hanno resistito ai disagi delle restrizioni imposte dall’attivazione della ZTL e a quelli del cantiere allestito per i lavori di ammodernamento di Piazza di Vagno; ora gli operatori economici del centro storico di Corato vogliono rendersi protagonisti del proprio futuro e si sono riuniti in un’associazione di fatto sotto il nome di “Corato che riparte”.

Lo hanno fatto qualche mese fa, dotandosi di regolare atto costitutivo e statuto, entrambi debitamente sottoscritti e registrati, in cui sono elencati gli scopi principali che si prefiggono di portare avanti.

Un’iniziativa che porta l’impronta risoluta di Sergio Mastrapasqua, titolare dell’Ostaria Povero Pesce, e l’adesione di un gruppo di commercianti, ultra convinti della bontà dell’idea, che svolgono la propria attività in piazza Di Vagno e nelle sue adiacenze.

A costoro si è aggiunta, in breve tempo, un’altra trentina di esercenti, concentrati all’interno del borgo antico.

“L’associazione – si legge nello statuto – con sede in Corato in via Arco Ripoli n. 17, è apartitica e apolitica e persegue i seguenti scopi:

1 – tutelare e valorizzare l’immagine e i diritti dei commercianti del centro storico di Corato;

2 – occuparsi della sicurezza delle attività dei soci, nonchè degli avventori, in tutta la zona del centro storico di Corato;

3 – intrattenere rapporti diretti con le pubbliche amministrazioni al fine di proporre e ottenere delibere in favore di tutta la categoria dei commercianti, come ad esempio la realizzazione di servizi igienici pubblici nelle piazze, la rivisitazione degli orari della ZTL ed ogni altra attività atta a valorizzare l’utilizzo di tutto il centro storico;

4 – proporsi come luogo di incontro e di aggregazione nel nome di interessi culturali assolvendo alla funzione sociale di maturazione e crescita civile e commerciale, attraverso l’ideale dell’educazione permanente;

5 – porsi come punto di riferimento per quanti, commercianti e non, possano trovare nelle varie sfaccettature, un sollievo al proprio disagio nell’esercizio della propria attività”.

Attualmente presieduta dal commercialista biscegliese Bartolomeo Storelli, garante della massima neutralità ed equanimità, l’associazione è aperta a tutti coloro che, interessati alla realizzazione delle sue finalità, ne condividono lo spirito e gli ideali.

Nell’immediato i soci si propongono di:

  1. a) chiedere una più incisiva attività di controllo e di pattugliamento da parte delle forze dell’ordine (Polizia di Stato e Carabinieri), nonchè la presenza fissa di un agente di Polizia Locale, il cosiddetto “vigile di quartiere” inteso non come figura repressiva, ma capace di prevenire le situazioni negative, come previsto in tante altre città italiane ed estere. «Nello specifico– spiega Mastrapasqua – sono stato oggetto di minacce da parte di alcune persone evidentemente ubriache ed armate di coltello. Fortunatamente, all’ora in cui si è verificato l’episodio, il ristorante era privo di avventori, ma erano presenti i dipendenti. Siamo riusciti a risolvere la situazione dopo un estenuante e delicato scambio di battute. Ma eravamo tutti molto preoccupati»;
  2. b) l’installazione di servizi igienici chimici a struttura mobile, poichè i bagni pubblici di Via Galileo Galilei (nei pressi della chiesa Incoronata), Piazza Vittorio Emanuele (ex gestione Costantino) e Largo Abbazia svolgono il proprio servizio in orari troppo restrittivi, soprattutto al pomeriggio: nel periodo estivo (aprile-ottobre) dalle 18,00 alle 21,00; nel periodo invernale (novembre-marzo) dalle ore 17,00 alle ore 20,00.

«È chiaro – sottolinea Storelli – che, al di fuori di tale lasso di tempo, il passante che si trova a dover espletare urgentemente un “bisogno”, si sente autorizzato a rivolgersi a qualche gestore (impegnato in attività di somministrazione di alimenti e bevande) il quale, per quanto possa essere gentile, non può certo trasformarsi in tenutario di latrine, non essendovi obbligo di legge. Quindi, in caso di rifiuto, l’incivile di turno ricorre ai vicoletti del centro storico. Sarebbe un servizio utile non solo in estate, quando lo struscio serale si protrae fino ad ora tarda, bensì in qualunque stagione, soprattutto in concomitanza di eventi e spettacoli musicali e culturali che l’associazione si propone di promuovere, a cadenza regolare ed in ogni periodo, per rendere costantemente dinamica e vitale la zona»;

  1. c) definire la questione “dehors” per la stagione invernale intendendo adattare il regolamento vigente alle esigenze degli associati. «Anche questo è un modo per rendere più effervescente il borgo antico», aggiunge Mastrapasqua;
  2. d) rivedere gli orari invernali delle limitazioni imposte dalla ZTL, principalmente in quelle giornate in cui le condizioni climatiche sono avverse. «Basta un po’ di pioggia– evidenzia Storelli – per scoraggiare gli avventori e desertificare la zona. La clientela del centro storico non è costituita solo da giovani, ma anche da famiglie con bambini e anziani che necessitano di appressarsi alle attività, almeno per il tempo necessario a far scendere i propri congiunti dall’auto, e poi provvedere a parcheggiarsi in zone appositamente regolamentate. Questo lo chiediamo solo in alcuni giorni, come sopra specificato. Ci sembra esagerato e anche un po’ ridicolo prolungare il divieto di accesso fino alle ore 3,00 nel periodo invernale, poiché già poco dopo la mezzanotte quasi più nessuno circola nel paese ».

L’attività di programmazione è dunque in fermento, ma non si escludono altri progetti in itinere su proposta degli associati.

 

Lascia un commento

Lasciaci il tuo parere!

avatar
  Subscribe  
Notificami