Felice Spaccavento presenta a Corato “Io, medico”

Il 47enne anestesista-rianimatore, in un volume che raccoglie otto anni di post scritti sul suo profilo Facebook, racconta le quotidiane battaglie dolci-amare che si combattono negli ospedali del nostro territorio

Felice Spaccavento presenta "Io, medico - storie di ordinaria sanità" presso la Sala Verde del Comune di Corato

Si è tenuta nel pomeriggio dello scorso giovedì 7 febbraio la presentazione del libro “Io, Medico – Storie di ordinaria sanità” del dott. Felice Spaccavento, presso un’affollatissima Sala Verde del Comune di Corato.

A partire dalle ore 18.30, infatti, il dirigente medico presso il Servizio di Anestesia e Rianimazione dell’ospedale di Corato ha dialogato, in un incontro commosso e coinvolgente, con Mariella Sivo, medico, lettrice e scrittrice, Antonio Cusmai, medico oncologo, e Mario Albrizio, editor del libro. L’iniziativa, sostenuta dall’AVIS Corato, è stata organizzata in collaborazione con la libreria Mondadori. A dare voce ad alcuni brani tratti dal volume sono stati Ergerta Cuko e Antonio Mazzone.

Io, medico” raccoglie tra le sue pagine otto anni di post pubblicati dal dott. Felice Spaccavento sul suo profilo Facebook, in cui racconta le tante storie con cui quotidianamente entra in contatto. Sono, queste, storie di vite che si intrecciano e si abbracciano, storie pulsanti di dolore, rabbia, ingenua tenerezza. Il tutto rivelato con un’empatia e un’immediatezza disarmanti.

«A questo libro non ci si deve approcciare come fosse un puro prodotto editoriale», sottolinea Mariella Sivo: «Io stessa inizialmente ne ho contestato la punteggiatura e la forma, sbagliando. Ho poi compreso come il linguaggio diretto usato da Felice si faccia spazio nelle nostre anime, accarezzandone la sensibilità, o come l’uso affannoso dei punti di sospensione rappresentasse il suo essere in bilico continuo tra la vita e la morte».

Il progetto nasce all’indomani dell’incidente ferroviario del 12 luglio del 2016: «Dopo quel tragico evento, che ha tolto un po’ di innocenza a ognuno di noi, mi sono casualmente imbattuto in una lettera scritta da Felice al governatore della regione. Elegante, schietta, diretta. Mai mi ero imbattuto in un medico pronto ad alzare la propria voce», ha raccontato Mario Albrizio.

In quella lettera, rivolgendosi a Michele Emiliano, Felice chiedeva di rivedere il piano di riordino ospedaliero, con l’idea di riunire le eccellenze sanitarie del territorio in un unico centro nel nord barese. «I nostri medici si muovono in strutture impoverite, private anche di strumentazioni fondamentali. Felice, in questo libro, ci mostra senza veli quali siano le reali condizioni dei nostri ospedali», sottolinea Mariella Sivo.

Davanti alle pagine di “Io, medico“, inchiodati da un’irruente schiettezza, i lettori riescono a percepire sulla propria pelle i brividi e le emozioni dolci-amare che percorrono i corridoi degli ospedali del territorio, “di frontiera“, come definiti dallo stesso Felice: «Questa mia definizione spesso infastidisce, ma è un complimento enorme verso tutti quei professionisti della sanità che mantengono in piedi i nostri ospedali, nonostante le difficoltà. Occorre – continua Felice – che la politica non ci lasci da soli, non lasci da solo noi medici e il territorio».

Dietro ogni cartella clinica si cela una storia fatta di speranze, desideri, parole mai dette e progetti futuri. Durante la presentazione, largo spazio è stato dato al valore della comunicazione tra medico e paziente. Racconta ancora il dott. Spaccavento: «Vorrei che ciò che scrivo possa servire per far capire, in questo periodo storico dove i pazienti si allontanano dai medici, che è importante creare uno stato di empatia e connessione. Il mio cuore è pieno di cicatrici. Tutti i pazienti che ho perso non li ho potuti dimenticare; quando sono morti, è morta una parte di me. Il mio legame con loro era troppo forte».

A intervenire nel corso della serata anche Antonio Cusmai, dirigente del Dipartimento di Oncologia dell’ospedale San Paolo di Bari, riconosciuto lo scorso anno come uno tra i cinque medici italiani che nei Centri di senologia hanno dimostrato particolare umanità e vicinanza alle pazienti con tumore al seno: «Noi medici non possiamo barricarci dietro alle nostre scrivanie. Il primo passo per affrontare una malattia è entrare in contatto singolarmente con ogni paziente».

Armonia, verità, empatia. Il risultato è puro e coinvolgente, un libro dalle finalità etiche. Come spiegano Felice e il suo editor Mario Albrizi, infatti, il ricavato sarà devoluto per attività di formazione, promozione e per l’acquisto di materiale sanitario da devolvere nelle strutture pubbliche: «Vogliamo entrare nel territorio con le nostre piccole possibilità», aggiungono.

Forse un folle. Forse un sognatore, un utopista. Così hanno definito Felice. Eppure, ciò che lo spinge a metterci la faccia è l’amore: «Penso che tutta questa forza derivi dall’amore che provo verso gli altri. È pura energia, potenza, gravità. E spero, da stasera, di poter essere contagioso». 

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