In ricordo di padre Emilio D’Angelo, fondatore de LO STRADONE

Nel primo pomeriggio del 26 febbraio di 18 anni fa, il suo cuore cessava di battere in una stanza dell'ospedale di Corato

In ricordo di padre Emilio D'Angelo, fondatore de LO STRADONE
In ricordo di padre Emilio D'Angelo, fondatore de LO STRADONE

Nel pomeriggio del 26 febbraio 2001, il cuore di padre Emilio D’Angelo, compianto fondatore e primo direttore de LO STRADONE, cessava di battere in una stanza dell’Ospedale Umberto I di Corato, ma il suo spirito, a distanza di 18 anni, aleggia ancora forte in redazione.

In occasione dell’anniversario della sua morte vogliamo ricordarlo affinché la sua figura continui ad essere faro che illumina il cammino di tutti noi, esempio di coerenza indiscussa, valore fondante non negoziabile che fu pietra angolare della sua esistenza.

Va detto che il suo commiato dalla città – che egli aveva voluto dotare nel 1979 di un vivace organo di informazione, a complemento delle varie radio e tv locali – avvenne in quasi totale solitudine.

Il giorno dopo, martedì 27 febbraio – mentre il feretro era allestito in Chiesa Matrice, dov’era stato Rettore – lungo il corso, per le strade e in piazza Cesare Battisti, imperversavano colori e suoni delle maschere del Carnevale Coratino.

Le spoglie  di padre Emilio D’Angelo riposano nella cappella del Capitolo del nostro camposanto e, sulla sua lapide, non manca mai un fiore fresco, deposto da qualche mano affettuosa.

Nonostante i 22 anni di permanenza a Corato, però, furono pochi gli intimi presenti alle esequie celebrate il mercoledì delle ceneri: i nipoti giunti da Roma e qualche affezionato coratino.

I suoi articoli giornalistici, mirati a denunciare malefatte di ogni tipo, avevano suscitato rancore in molti: politici, imprenditori, classe benestante, cittadini comuni e persino il clero.

Alto, curvo ed ossuto, l’aspetto ieratico e la voce flebile, quando fu trasferito a Corato dietro richiesta di don Vitantonio Patruno – con il quale aveva condiviso, da giovane, il percorso di Missionario del Sacro Cuore – nessuno avrebbe mai immaginato quanto grande sarebbe stata la sua forza, quanto alacre il suo ingegno, con quale piglio battagliero avrebbe guidato il giornale fino agli inizi del 2001, quando la malattia, a partire dal 1999, lo costrinse a limitare i suoi compiti.

Memorabili i suoi “Foglietti impertinenti”, la rubrica “Voi dite dite, io scrivo scrivo” e le affilate postille in risposta alle numerose lettere giunte in sede.

Un lungo ed articolato approfondimento sulla figura di padre Emilio D’Angelo sarà pubblicato su LO STRADONE in edicola a Marzo.

Perché l’avventura iniziata 40 anni fa da un “piccolo” prete di provincia prosegue inarrestabile con lo stesso scopo per cui è nata: consolidare legami, favorire il dialogo e il confronto, proporsi come elemento propulsore in tutti i settori della vita cittadina, insomma «Trasformare Corato – come lui diceva – da “città mucchio” a “città comunità”».

Grazie padre Emilio!

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