In Consiglio la Maggioranza sfiducia il proprio Sindaco

Filippo Tatò e Ignazio Salerno smentiscono il Sindaco che resta in silenzio

Il Consiglio comunale di Corato dalla parte della gente
La folla di persone questa mattina in Consiglio comunale

Sono volati gli stracci e al Sindaco dimissionario si è aggiunta, nella tragicommedia rappresentata in Consiglio comunale, anche la figura del sindaco sfiduciato, quello con la “s” minuscola. È accaduto nella seduta del Consiglio comunale di Corato questa mattina.

La cronaca più tardi. Ora un primo racconto dei fatti che, come questo Consiglio comunale ci sta abituando a registrare, cominciano dalla coda. Anche questa volta la cosa si è ripetuta se si esclude l’episodio iniziale che riguarda il consigliere Cosimo Damiano Zitoli. Quest’ultimo, come abbiamo anticipato nella mattinata, ha lasciato il gruppo di “Fratelli d’ Italia” ma ha sottolineato di continuare ad appoggiare la Maggioranza, confermando quanto aveva scritto Lo”Stradone”.

Il fatto è che non c’è più alcuna Maggioranza, né al presente né si intravede nel prossimo futuro. Dopo le iniziali schermaglie della Opposizione sui princìpi etici e tecnici, dopo i distinguo e le prese di distanza interne ai vari raggruppamenti, Filippo Tatò prende la parola in rappresentanza di “Direzione Italia” e chiede al Sindaco D’Introno, senza mezzi termini, di chiarire la situazione. Al mutismo di D’Introno reagisce Ignazio Salerno, più di venti anni nella politica attiva e 7 consiliature alle spalle, che comincia a leggere i messaggi in chat in cui il Sindaco, poco prima di dare le dimissioni, confermava ai vari gruppi della coalizione il proprio gradimento per la conduzione delle trattative per la Giunta municipale.

Panem et circenses per la folla assiepata in un’aula stracolma -in cui qualcuno a un certo punto urla che bisogna collocare più sedie per gli spettatori- ma che bisognerebbe assecondare questa volta perché è una folla che vuole capire. E non basta qualche applauso e qualche “Bravo!” urlato alla volta di qualche consigliere della Opposizione che chiede con forza a Maggioranza e Sindaco di informare sui loro rapporti, per definirla anti-democratica o magari peggio. Le diamo l’evidenza che merita nella immagine di copertina perché stamattina ha rappresentato la dimensione civile della Città.

E così non dal Sindaco ma dalla sua ex Maggioranza il chiarimento è finalmente venuto: da una Maggioranza formata da “Direzione Italia”, “Idea” e il consigliere Zitoli, che non riconosce più il suo Sindaco. Risultato paradossale che è stato puntualmente confermato dalle tre finali votazioni per l’elezione, anche questa volta mancata, del presidente del Consiglio comunale: solo i 4 esponenti di “Fratelli d’Italia” hanno votato Gabriele Diaferia, il nome designato nelle trattative e in forza alla stessa “Direzione Italia” che gli ha ancora una volta -si fa per dire: le occasioni sono già 6- negato il suo favore.

Questa volta è proprio finita e non si capisce la ragione della volontà di procrastinare una legislatura uccisa ancora prima che avesse inizio. Dare continuità a una situazione dopo i fatti di questa mattina irrimediabilmente compromessa dalle dichiarazioni di Salerno e di Tatò da un lato, e dal mutismo in cui si è calato Pasquale D’Introno, dall’altro, non ha più alcun senso.

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Fondatore e presidente di Controradio 1980, radio libera di Urbino, giornalista dal 1988, redattore del "Messaggero" di Roma, caporedattore della "Gazzetta di Pesaro", collaboratore della "Gazzetta del Mezzogiorno", "Il Quotidiano di Puglia" e altre Testate nazionali. Direttore tecnico dello "Stradone" nel 1996, Direttore responsabile di "Salute e Prevenzione" organo dei Tecnici della prevenzione d'Italia. Ha pubblicato studi su Italo Svevo, e sulla cultura e gli autori degli anni Venti e Trenta per l'Università di Urbino, e studi di Storia per le riviste nazionali "Critica Sociale" e "Agorà". Relatore in vari convegni universitari. Consulente per l'informazione e la cultura per la Regione Marche 1991 e 1992. Consigliere comunale di Urbino 1990-94.

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