In attesa di Perrone “con” Emiliano, “Direzione Italia” si decida

Tra grandi e piccole manovre l'attesa occupa tutto il campo della politica coratina

In attesa gino perrone con emiliano
L'ex senatore Gino Perrone

Attesa. Tutti attendono: i coratini che attendono di sapere se la Città sarà governata o commissariata. Attendono le forze politiche: che la Prefettura comunichi il suo parere sull’istanza promossa dal consigliere Giuseppe D’Introno, “Fratelli d’Italia”, per sapere se il primo punto all’ordine del giorno delle sedute del Consiglio comunale, riguardante l’elezione del Presidente del Consiglio, si possa scavalcare in modo da poter affrontare gli altri punti. Che alla prossima seduta convocata dal Sindaco per l’8 agosto, saranno gli stessi delle ultime sedute: l’elezione del presidente del Consiglio comunale, appunto, il giuramento del Sindaco e poi la nomina degli assessori, quella della commissione elettorale e del Collegio dei revisori dei conti, le nomine infine negli enti, nelle istituzioni e nelle aziende partecipate dal Comune.

Attende di sapere se dovrà rientrare nei ranghi più modesti, ma non per questo meno rilevanti di consigliere comunale, il consigliere anziano Gabriele Diaferia, che il ruolo di presidente dell’Assise lo sta comunque giocando in attesa di una nomina che proprio non vuole arrivare.

Soprattutto attende il Sindaco Pasquale D’Introno. Attende di capire se la notizia resa pubblica in questi giorni -e non smentita- della entrata dell’ex senatore Gino Perrone nelle liste “Con” tramite le quali il governatore Michele Emiliano sta già rilanciando la propria candidatura alla Regione, cambierà i rapporti interni alla sua coalizione. Se insomma “Direzione Italia” gli darà il lasciapassare necessario per sopravvivere. Emiliano ha infatti offerto a Gino Perrone una occasione da non perdere e dunque Perrone potrebbe lasciare al loro destino gli attuali problemi politici in cui è catturata Corato: in realtà che possa finire il matrimonio tra l’ex senatore e la comunità che ha contribuito a plasmare da alcuni decenni ormai, nessuno lo crede.

Allora non più di tre sono le possibilità che un agire politico corretto e salutare ha davanti a sé, dopo tanta attesa: la prima è che il Sindaco confermi le dimissioni, la seconda è che “Direzione Italia” la smetta di sfogliare la margherita -basta con i “voglio, non voglio”: decida in un senso o nell’altro-, la terza è che tutta l’Opposizione faccia mancare la sua presenza in Consiglio comunale costringendo la coalizione che ha vinto le elezioni a scegliere finalmente.

Una sola certezza, l’attesa, appunto. E per favore, si lasci in pace Beckett e il suo citatissimo Godot, tanto atteso ma così poco letto: qui si attende soltanto che si voglia smettere di scherzare.

CONDIVIDI
Articolo precedenteTarantini presidente del Parco, c’è l’ok di Camera e Senato
Prossimo articoloRugby Corato: tre nomi per rinnovarsi
Fondatore e presidente di Controradio 1980, radio libera di Urbino, giornalista dal 1988, redattore del "Messaggero" di Roma, caporedattore della "Gazzetta di Pesaro", collaboratore della "Gazzetta del Mezzogiorno", "Il Quotidiano di Puglia" e altre Testate nazionali. Direttore tecnico dello "Stradone" nel 1996, Direttore responsabile di "Salute e Prevenzione" organo dei Tecnici della prevenzione d'Italia. Ha pubblicato studi su Italo Svevo, e sulla cultura e gli autori degli anni Venti e Trenta per l'Università di Urbino, e studi di Storia per le riviste nazionali "Critica Sociale" e "Agorà". Relatore in vari convegni universitari. Consulente per l'informazione e la cultura per la Regione Marche 1991 e 1992. Consigliere comunale di Urbino 1990-94. Insegna presso l'Itet Tannoia di Corato.

Lascia un commento

avatar
  Subscribe  
Notificami