Il silenzio dell’onda

Nell’affrontare il tema “la metamorfosi”, mi è da subito apparsa la scelta più ideale, citare il libro “il Silenzio dell’Onda” di Carofiglio, personalmente da me ritenuto non il migliore, ma probabilmente tra i più avvincenti che il magistrato Barese ha pubblicato, edito da Rizzoli.

Nei suoi libri Carofiglio mi ha sempre abituato a una certa ridondanza dei personaggi, che, però, gli garantiscono e gli permettono nello svolgimento del romanzo, di poter dar loro una diversa configurazione nonché trasformarli totalmente man mano che la storia prende forma e le vicende si alternano tra di loro.  Proprio questa è la caratteristica tipica della metamorfosi, il protagonista vive una situazione di fortissimo disagio interiore, che con lo scorrere delle pagine si trasforma man mano in un vecchio e oscuro ricordo; sembra quasi che si stesse assistendo all’uscita dal bozzolo di un insetto, dapprima larva e poi farfalla, raggiungendo quindi la sua forma perfetta e corretta.

Nel “silenzio dell’onda” il protagonista altri non è se non un brillantissimo carabiniere, Roberto Marìas, il quale, da mesi, è ormai in cura presso uno psicologo per riuscire a cacciare i suoi “mostri”, quelli che non gli consentono di dormire o che non gli permettono più di approcciarsi con il mondo esterno: “ Guardando i cani Roberto pensò alle ore d’insonnia trascorse per strada a fumare e a camminare attraverso la notte. I cani randagi, appunto; i gabbiani, gli ultimi clienti che escono dai ristoranti aperti fino a tardi, i poliziotti, i carabinieri, i netturbini, i camioncini con i giornali appena usciti dalle tipografie, il silenzio dell’ora in cui non c’è proprio nessuno, i primi che escono a correre nel freddo e nel buio, i primi che escono per andare al lavoro e poi gli altri, e poi il giorno dove nascondersi era più difficile”.

 Molti di noi probabilmente hanno combattuto almeno una volta nella loro vita con questi fantasmi, molti di noi hanno cercato e trovato soluzioni diverse su quali siano effettivamente i modi migliori per riuscire a debellare i cattivi pensieri che albergano nella nostra mente.

Roberto ci riesce grazie a una donna, Emma, che  si scoprirà essere anch’ella una paziente dello studio. Grazie a questa donna, egli riesce a ritrovare il significato nei piccoli gesti quotidiani, così spesso ripetuti e così inconsapevolmente sottovalutati : “ Poi, otto mucchi di camicie lavate e non stirate, magliette, calze spaiate, mutande con l’elastico slabbrato, qualche cravatta fuori uso, scovò per miracolo una camicia nuova, ancora avvolta nel suo involucro di plastica. Scartò la camicia e la indossò; poi si infilò un paio di jeans che più o meno sono sempre uguali anche se ce li hai sa un sacco di tempo; infine recuperò la giacca più presentabile che trovò nell’armadio[…] si sentì meglio

All’interno del romanzo, Carofiglio propone però un altro protagonista, Giacomo attorno al quale aleggia un alone di mistero, poiché i capitoli nei quali egli appare, sono sostanzialmente incentrati su conversazioni immaginarie con il suo cane Scott. Solo sul finire del libro le due storie si intrecceranno, ma, al momento, il lettore mi perdonerà se non continuo nella esposizione della storia, poiché altro non farei se non rovinargli l’intero romanzo.

 Mi sentirei di consigliare questo libro a tutti coloro che amano trascorrere momenti di sana tranquillità dedicandosi alla lettura di un semplice ma coinvolgente romanzo. Per coloro i quali poi siano appassionati del genere romanzo, con particolari riferimenti al settore giuridico, consiglierei anche la lettura dei testi di John  Grisham.

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