Il PD implode:i renziani della prima ora rassegnano le dimissioni dal coordinamento cittadino

L’unità del Partito Democratico è giunto al capolinea.

Sette membri del coordinamento cittadino, Francesco Edmondo Stolfa, Giuseppe Scaringella, Anna Leuci, Luigi Zucaro, Angelica Loiodice, Alfredo Bernocco e Antonio De Marinis, depositeranno nel corso della mattinata di oggi la propria lettera di dimissioni irrevocabili nelle mani del segretario cittadino Natalino Petrone e delle segreterie provinciali e regionali.

Un gesto collettivo che vuole evidenziare «la logica di chi si piega al piccolo cabotaggio quotidiano».

Il motivo ultimo della frizione tra la segreteria ed il gruppo che sostenne Francesco Edmondo Stolfa come segretario cittadino è da ricercarsi nella scelta del partito di assumere la presidenza della commissione urbanistica che, si ricorderà, è stata affidata a Tommaso Loiodice anche con i voti dei consiglieri di maggioranza.

I sette firmatari si interrogano sull’opportunità politica di assumere tale presidenza e non altre, alla luce di un presunto conflitto di interesse del segretario del partito, ingegnere di professione.

I dissapori, comunque, sembrano provenire da lontano, ossia dalle elezioni dello scorso maggio che videro il Partito Democratico portare a casa un risultato non certamente lusinghiero.

A completare il quadro quel “ponte” lanciato dal senatore Perrone nel noto comizio del 1 giugno sul quale, stando alle parole dei dimissionari, la segreteria avrebbe camminato portando a casa un « accordicchio stile “Nazareno dei poveri”».

«Riportiamo di seguito il testo integrale della missiva che i firmatari inoltreranno alle segreterie cittadine, provinciali e regionali.

Non si può più fare finta di niente!

E noi – almeno noi – non faremo più finta di niente!

Abbiamo pazientemente atteso che, dopo il voto amministrativo dello scorso maggio, gli organismi dirigenziali del PD coratino prendessero atto pubblicamente dell’ennesimo rovescio elettorale che crudamente i numeri stanno a dimostrare.

Abbiamo prudentemente atteso i primi atti che il Partito avrebbe posto in essere nelle Istituzioni e nella Città.

Ma la nostra pazienza e la nostra prudenza non sono state ben riposte!

E, infatti, quale è stato il primo atto politicamente significativo del PD targato Loiodice-Petrone? Un accordicchio stile “Nazareno dei poveri”, di cui non sono chiare – anzi, di cui sono particolarmente oscure – genesi, contenuti ma, soprattutto, finalità, che ha portato il suo capogruppo consiliare alla presidenza della Commissione “Urbanistica”, con il voto determinante della maggioranza di Centrodestra.

Sia chiaro, al Centrodestra non si può muovere alcun addebito: ha tatto e fa la “sua parte”,  dimostrando la disponibilità ad interloquire per gli interessi della Città con le altre forze politiche presenti in Consiglio Comunale.   

È il PD targato L-P che, invece, deve dire alla Città a quali logiche, a quali scelte politiche, a quale strategia complessiva corrisponde un atto così impegnativo.

È il PD targato L-P che deve spiegare cosa è cambiato rispetto alle sussiegose e sdegnose parole con cui ci si era affrettati, all’indomani del voto, a rispedire al mittente le “aperture” del Senatore Perrone.

È il PD targato L-P a dover chiarire perché la “scelta” non è caduta sulla Commissione “Affari Istituzionali”, certo più consona al ruolo di controllo che le minoranze devono esercitare, o su quella “Attività Produttive e Agricoltura”, temi sui quali l’ex-candidato sindaco Loiodice aveva impostato tutta la sua campagna elettorale.

È il PD targato L-P, insomma, che deve dire perché proprio “quella” Commissione, che si occupa di questioni così delicate e sensibili, in odore peraltro di un latente conflitto di interessi relativamente alla sua massima rappresentanza cittadina.

È il PD targato L-P, infine, che deve spiegare perché, in tal modo, ha avvallato la penosa conventio ad excludendum verso altre componenti delle minoranze consiliari, tra l’altro, ben più consistenti dal punto di vista numerico e a cui a va la nostra piena solidarietà.

C’è ancora qualcuno in Città che sia così ingenuo da aspettarsi che tali risposte arrivino?

Ormai, pensiamo di no e l’afasia è tale da sembrare connivenza con interessi e strutture di potere che si dice di volere combattere solo nei proclami.

Noi “non ci stiamo più” perché non intendiamo più essere “associati” a tali indifendibili scelte che – giustificando ogni cosa pur di assecondare piccoli interessi personali e di bottega – sono prive di qualunque prospettiva politica e mortificano ogni aspettativa di costruire, con il PD, quella profonda alternativa di governo di cui la Città ha disperatamente bisogno.

Ecco perché chi scrive rassegna – insieme a tutti coloro che hanno sostenuto la mia candidatura a Segretario nello scorso autunno – le proprie irrevocabili dimissioni dal Coordinamento cittadino, pur continuando convintamente e orgogliosamente a rivendicare la propria appartenenza al Partito Democratico.

Con questo gesto collettivo esprimiamo, dunque, il nostro radicale dissenso rispetto alla conduzione del Partito a Corato, che evidenzia sempre più – semmai ce ne fosse stato bisogno – la logica di chi si piega al piccolo cabotaggio quotidiano.

Di tutto questo, infine, noi investiamo anche le istanze superiori del nostro Partito, affinché ci aiutino a sollevare il PD coratino dallo stato di prostrazione profonda in cui versa ormai da tempo immemorabile e affinché il PD, anche a Corato, sia quello che è e che merita di essere: un grande partito».

 

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