Il Lunedì dell’Angelo di Calendano

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Il cerchio si è chiuso: dal mistero dell’Annunciazione al mistero della Tomba vuota. Ruvesi e coratini li hanno celebrati entrambi dedicando il lunedì dell’Angelo alla Beata Vergine dell’Annunziata. Come? Recandosi in massa presso l’omonimo Santuario, meglio conosciuto come Santa Maria di Calendano.

Se negli anni ‘70 il luogo pullulava in quel giorno di tovaglie stese sull’erba all’ombra di alberi frondosi, “fornacelle” dove cuocere alla brace salsicce ed agnello e bimbi garruli che inseguivano un aquilone (secondo la moda semplice e frugale dell’epoca) ora è diventato un borgo di villette moderne ed eleganti dove tutti festeggiano la Pasquetta nelle proprie equipaggiate dimore. Salvo poi uscire il pomeriggio per assistere, come quest’anno, alla processione della Vergine benedicente campi e raccolti. Un antico rituale romano, retaggio pagano trasfuso alla religione cristiana e serbato da quella cattolica, che ancora commuove.

Con questo rito i fedeli esprimono la loro riconoscenza per i benefici ricevuti da Dio che ha creato con ineffabile amore l’universo e ne ha affidato la cura all’uomo perché, attraverso il lavoro assiduo, possa assicurare ai fratelli il necessario per la vita. Così il lavoro dell’uomo viene santificato dalla preghiera e la benedizione del Signore accompagna l’alternarsi delle stagioni e le attività ad esse corrispondenti.

Numerosi coloro che vi hanno assistito e che hanno apprezzato le note soavi del neonato Inno dedicato alla Vergine di Calendano, scritto dal Maestro concertatore Gennaro Sibilano.

Ruvese di nascita, ma coratino di adozione si è diplomato in clarinetto nel 1981, proseguendo gli studi musicali di composizione e strumentazione per Banda con i maestri Raffaele Miglietta e Giovanni Misasi.

Nell’85 segue un corso di musica corale e direzione di coro presso la Polifonica di Ravenna e si iscrive alla SIAE.Nel 1998 svolge tirocinio per la direzione d’orchestra presso l’Orchestra “Alfaterna” di Salerno dove riceve positivi consensi frequentando il 7° corso per direzione di Banda ad Acireale.

Da circa un ventennio è direttore del complesso strumentale “Città di Ruvo di Puglia” e dal 2003 direttore artistico dell’associazione musicale e orchestra sinfonica “Pasquale Vilella” di Corato.

Oltre ad aver composto e trascritto numerosi brani per banda e vari gruppi musicali, si è classificato ai primi posti al concorso di composizione di musica sacra indetto dal Santuario Madonna dei Martiri di Molfetta. Da allora, concerti di successo e componimenti musicali memorabili costellano la sua feconda carriera.

Al termine della sacra cerimonia, sul piazzale antistante l’antica chiesetta: musica, danze e fuochi d’artificio hanno concluso la lieta giornata, seppur spazzata da un insolito, gelido vento di tramontana, inasprito dalla neve caduta durante la notte su Basilicata e Gargano.

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Maria Labartino (nota come Marina) - Ex Direttore Responsabile. Esordisce su LO STRADONE nel 1986. Laurea in Scienze della Formazione. Iscritta all'ODG dal 1998. Presentatrice occasionale. Da oltre 30 anni scrive di tutto e su tutto con sete di verità, consapevole di "sapere di non sapere" (cit. Socrate). Vincitrice del Premio Michele Palumbo 2019 come "Editorialista dell'Anno" al concorso dell'Ordine dei Giornalisti di Puglia "I fatti, le idee, le opinioni" organizzato dal Circolo della Stampa BAT
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