Il gruppo teatrale ARCA va in scena con “La Presidentessa”

La commedia brillante in tre atti di C.M.Hennequin e P. Weber nella riduzione e regia di Aldo Mosca sarà presentata al Teatro Comunale di Corato, sabato 30 e domenica 31 marzo

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Il gruppo teatrale ARCA, sabato 30 e domenica 31 marzo al Teatro Comunale di Corato, presenta “La Presidentessa” commedia brillante in tre atti di C.M.Hennequin e P. Weber nella riduzione e regia di Aldo Mosca.

Il testo teatrale, scritto dai due Autori francesi nel 1912, è stato rappresentato con successo nei teatri più prestigiosi ed ha entusiasmato le platee di gran parte dell’Europa. In Italia la commedia è stata rappresentata e diretta dalle firme più note del teatro italiano. Memorabile la versione diretta da Gigi Proietti al Brancaccio con Sabrina Ferilli protagonista. Innumerevoli anche le trasposizioni cinematografiche: nel 1952 con Silvana Pampanini con la regia di Pietro Germi; nel 1977 con Mariangela Melato con la regia di Luciano Salce.

La protagonista della commedia, nel testo originale, è Gobette, diva del caffè-concerto al tempo della “Belle Epoque” parigina, che seduce un ministro ed ottiene l’avanzamento di carriera per il suo finto marito, un oscuro magistrato di provincia.

Hennequin e Weber ritraggono con spassosa ironia le pieghe nascoste del potere tra equivoci, scambi di persone e porte che si aprono e si chiudono.

Nel nostro adattamento Gobette diventa la scandalosa Lulù, stella del varietà, soubrette della rivista “L’Arca delle donne perdute”, una donna sensuale e libera da scrupoli perbenistici, una donna che ha fatto dell’amore una ” missione “.

Siamo alla fine degli anni ’50, nell’epoca dell’avanspettacolo, metafora dell’Italia che, lasciandosi alle spalle gli anni bui della guerra, vuole tornare a vivere e a sorridere in modo libero ed anche trasgressivo, nonostante l’etica sociale ancora chiusa e bigotta. La nostra Lulù insidia la stagionata virtù dell’anziano ed austero giudice Lomartire, costringendolo ad assecondare le sue diaboliche bugie. Anche il ministro di Grazia e Giustizia cade nella rete della irresistibile seduzione di Lulù e, pur rischiando una crisi di governo, concede favori e promozioni.

Il racconto teatrale ci conduce nei meandri del Potere e smaschera, con la forza dell’ironia e della caricatura, i grumi di ipocrisia morale e i pericoli di corruzione che si intravedono nelle istituzioni della giovane democrazia repubblicana.

Insomma c’è da ridere ma anche da riflettere.

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