Il finocchio selvatico

Lo si incontra lungo le strade di campagna, con i suoi gracili fusti, di color verde bluastro, svettanti sulle altre piante. Il suo aroma fresco si diffonde tra gli ulivi ed i rovi, allarga il respiro e l’olfatto ne gode. Quando appare, in primavera, si distingue per le sue eruzioni soffici e spumeggianti dal verde fogliame filamentoso, poi, nel chiarore estivo, si apre in minuscole infiorescenze gialle ad ombrello. In autunno queste lasciano il posto ai semi, anch’essi minuscoli, scuri e affusolati.

Una leggenda di Plinio, vecchia di 2000 anni, asserisce che il serpente, dopo il letargo invernale, riesce a spogliarsi della sua vecchia pelle grazie all’umore del Finocchio ed inoltre se ne ciba per schiarirsi la vista offuscata dal lungo sonno del letargo.

Un infuso di semi di Finocchio è utile per richiamare il flusso del latte nelle madri (o balie) in cui scarseggia. Provoca però un’alterazione del gusto del latte materno e può non essere gradito ai lattanti. Ad evitare ciò si consiglia di procedere per gradi, iniziando con dosi minime.

La pianta fresca, sminuzzata a cotta, si applica sui seni infiammati per lenire gli ingorghi mammari.

Oltre questi, numerosissimi sono i suoi utilizzi, così come spiritosamente raccontato in un’antica ballata:

Il seme del finocchio sciolto nel vino

rianima, rieccita un’animo preso dall’amore.

Del vegliardo ringiovanito sa destare l’ardore,

dal fegato e dai polmoni scaccia il dolore.

Dallo stesso seme, l’uso salutare,

bandisce dal ventre il vento che lo devasta.

Il Finocchio possiede infatti proprietà aromatiche, aperitive, digestive, diuretiche, antispasmodiche, antisettiche e galattogene. I semi si raccolgono in agosto-settembre, si recidono le ombrelle, si legano in mazzi, si fanno asciugare a testa in giù all’ombra, si separano dalle ombrelle per battitura e setacciatura. Si conservano in recipienti di vetro al riparo dalla luce. Un decotto con 3 g. di semi in 100 ml. di acqua, da bersi 2 o 3 volte al dì, sconfigge la ritenzione idrica durante il periodo premestruale.

I semi e i rametti del Finocchio si usano per aromatizzare carni e pesci. I rami inseriti al posto delle interiora in orate o spigole da cuocere alla brace, esaltano l’aroma del pesce permettendo un uso minore di condimenti (bastano una “croce” di olio extravergine di oliva coratino e una spruzzata di limone). Tranciato sottilmente rende deliziosa la più insipida delle insalate. Gli si adattano molto bene pomodori freschi e patate bollite all’olio. Le foglie facilitano la digestione dei farinacei. Cospargetene sui fagioli bolliti, conditi con un po’ di prezzemolo e vedrete la differenza. Più frequentemente le massaie coratine lo utilizzano per aromatizzare le olive verdi in salamoia.

 Da gustare

Alive nn’acque

Raccogliere le olive ancora verdi (verso fine agosto le cosiddette agostane), versarle in una tinozza e coprirle totalmente di acqua. Lasciarle riposare mezz’ora. Scolarle e versare nella stessa acqua un etto di saponino per ogni Kg. di olive. Mescolare fino a scioglimento della sostanza. Rimettere le olive a bagno e lasciarle da 6 a 9 giorni nella soluzione. Ogni giorno rimescolare il tutto. Controllare, tagliando la polpa dell’oliva, se il colore scuro arriva alla metà del frutto (non deve raggiungere il nocciolo). Togliere le olive dalla soluzione e rimetterle a bagno in acqua fresca. Cambiare ogni giorno per 15 giorni l’acqua fino a quando resta limpida. Scolare le olive, versarle in un boccaccio di vetro, coprirle di nuova acqua, aggiungere sale grosso (circa 50 gr. per ogni litro) e un mazzetto abbondante di finocchio. Dopo circa un mese togliere il finocchio. Le olive saranno pronte per il consumo verso le festività natalizie.

 Deciàine l’andiche

Mange a gguste tu e vìeste a gguste de l’alte

(Quando mangi nessuno ti vede, quindi puoi soddisfare i tuoi gusti, il vestito lo vedono tutti e devi rispettare anche i gusti degli altri per non incorrere in critiche) 




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1 Comment on "Il finocchio selvatico"

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fcaras_fc
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Ma per la riproduzione? Sarebbe interessante approfondire l’argomento.

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