Il consigliere Zitoli lascia “Fratelli d’Italia”

Rivolgimenti in atto nel Consiglio comunale e nella politica coratina che si scopre improvvisamente terra di conquista

Il consigliere Zitoli lascia D'Introno
Da sinistra Giuseppe Cannillo di Fratelli d'Italia, Ninni Gemmato, Pasquale D'Introno

Il consigliere Cosimo Damiano Zitoli lascerà “Fratelli d’Italia”. Lo fanno trapelare fonti opposte ma convergenti. È accaduto che all’appello del Sindaco dimissionario ai cittadini e soprattutto ai consiglieri con il cui sostegno e voto D’Introno spera di superare tutti gli ostacoli, ha fatto eco, ma per contrasto, l’azione del padre nobile del Centrodestra coratino, Luigi detto Gino Perrone che agisce in termini specularmente opposti, sfilandogli via i consiglieri e i voti.

A fare le spese dell’azione di Perrone è proprio “Fratelli d’Italia”, la lista del Sindaco Pasquale D’Introno sul punto di perdere il consigliere Cosimo Damiano Zitoli che transiterà verso “Direzione Italia” creando un “Gruppo misto” nel quale sarà il primo transfuga. Forse anche l’unico, ma intanto toglie un voto alla Maggioranza che di voti ne ha già perduti 8, quelli di “Direzione Italia” indisponibile a votare alcunché, se non dopo l’accettazione da parte di D’Introno del perroniano Pasquale Pomodoro come vicesindaco.

È il tempo dei calcoli. Necessari a decidere della prima questione che aprirà e -c’è da giurarlo- chiuderà anche a meno di un colpo di scena, la seduta del Consiglio comunale: l’elezione del suo presidente. Dalla ex Maggioranza di 15 consiglieri bisogna sottrarre gli 8 di “Direzione Italia” e Zitoli. Si arriva così a 7 e con 7 non si riesce ad assicurare nulla. Però ai 7 si possono aggiungere i 3 della lista “Amorese”, cioè Vincenzo Labianca e Graziella Valente che subentrerà a Claudio Amorese, dell’ “UDC”, e Simona Miscioscia di “Sud al centro”. E così si risale a 10. Per fare Maggioranza servono altri due voti. Da dove verranno? Il consigliere Emanuele Lenoci ha già affermato in più di una occasione che su singoli temi è disponibile a sostenere il governo cittadino, e potrebbe essere lui perciò uno dei preziosissimi portatori d’acqua. Ma ci vuole un altro voto. I consiglieri della Opposizione che resterebbe sono Michele e Vito Bovino, De Benedittis, Loizzo e Longo. Non restano che loro. Ma per loro soccorrere una Maggioranza che non esiste più sarebbe letale più che per gli altri.

Semplificherebbe tutta la situazione un accordo che intervenisse anche all’ultimo minuto a mettere pace tra D’Introno e Perrone. Ma c’è una leadership da conquistare o da confermare, quindi nessuno dei due indietreggerà. E se è vero che le truppe di D’Introno cominciano a mostrare qualche falla, è pure vero che il Sindaco sente di avere le spalle molto ben coperte dai Gemmato di Terlizzi, Ninni Sindaco e Marcello deputato, entrambi di “Fratelli d’Italia”. Mentre Perrone non avrebbe più nemmeno l’appoggio di Raffaele Fitto eletto al Parlamento europeo con i voti di Giorgia Meloni di “Fratelli d’Italia”. Ma potrebbe trovare le braccia aperte di Michele Emiliano con cui ha da tempo un ottimo rapporto e che aiuterebbe nella ricandidatura alla Regione contro Ninni Gemmato che gliela contende.

Ecco perché Perrone non può permettersi di perdere questa partita. Per vincerla potrebbe anche puntare -perché no?- sulla Sinistra o sul Centrosinistra, visto che ormai si festeggia il trentennale della caduta del Muro di Berlino, e che le Grandi Narrazioni sono crollate più o meno assieme al Muro.

Improbabili fantasie? L’elettorato di “Sinistra” è molto appetibile: Sinistra e Centrosinistra hanno dimostrato che possono vincere le elezioni amministrative e che possono perderle a causa delle loro divisioni e malgrado l’evidente logoramento del vecchio Centrodestra. La migliore condizione possibile per chi abbia voglia e sappia scorrazzare per le vaste praterie della politica.

 

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