E Pino Roselli? Il toto nomine per la Giunta municipale è diventato una sorta di gioco di ruolo in cui le persone assumono i ruoli che spettano ad altri immaginando di impersonarli e facendo previsioni sulle prossime mosse dei loro beniamini. Intanto i partiti e le forze del Centrodestra cominciano a smentire se stessi, come fa Idea che in un comunicato che abbiamo pubblicato ieri ha voluto “sanare alcune delle inesattezze riportate nel comunicato diffuso a nome della coalizione di cui Idea fa parte“, salvo poi venire clamorosamente contraddetta dal proprio coordinatore regionale qualche ora dopo. Ieri abbiamo informato di questa commedia degli equivoci.

In questo gioco favorito dalla lentezza con la quale la coalizione uscita vincente dalle elezioni sta procedendo (?) alla costruzione del nuovo governo cittadino, un nome è fino ad oggi rimasto fuori. Un nome non certo di secondo piano quello di Giuseppe detto Pino Roselli, politico di lungo corso, e per un po’ di tempo nell’occhio del ciclone per una condanna in primo grado a due anni di reclusione e interdizione dai pubblici uffici “per tentata concussione e tentata induzione indebita a dare o avere”. Condanna, come si sa, fatta cadere dal giudizio in Appello che ha assolto pochi giorni fa Roselli con formula piena.

La disavventura conclusasi bene ebbe conseguenze immediate sulla vita politica di Roselli che nel 2012, quando venne formulata l’accusa nei suoi confronti, era assessore al Personale per il gruppo di Forza Italia. Roselli si autosospese dall’assessorato e lasciò anche Forza Italia nel 2014, nella quale, alla fine del 2015, rientrò. Sotto la spada di Damocle del processo in corso non ha potuto partecipare direttamente però alle recenti elezioni comunali. È riuscito comunque a dare il suo contributo sostenendo la candidatura in Consiglio comunale di Filippo Tatò di Direzione Italia, ex assessore nella Giunta Mazzilli. Si ricorderà che Forza Italia e Lega, con imperizia che ha dello straordinario, si erano autoescluse dalla competizione a causa di un vizio formale che aveva compromesso la presentazione delle loro liste elettorali.

Roselli ha dunque compiuto una personale via crucis in fondo alla quale potrebbe esserci un ritorno in un ruolo politico pubblico: su una poltrona assessorile o su quella di un ente, di una società partecipata o di un’azienda municipale.

A meno che la coalizione di Centrodestra ritenga di poter concedersi di tenerlo fuori dal gioco.

 

 

 

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