Il blu del “Tannoia” per la Giornata della consapevolezza dell’autismo

Alla manifestazione nel centro cittadino insieme con tante altre comunità scolastiche, è seguita poi l’illuminazione blu della scuola ma realizzata senza luci. Di blu erano vestiti gli studenti e i loro docenti

Il blu del “Tannoia” per la Giornata della consapevolezza dell’autismo
Il blu del “Tannoia” per la Giornata della consapevolezza dell’autismo

L’autismo è Blu. Ascoltate. “Blu. Come il colore che Picasso utilizzò per connotare le sue tele in un periodo cupo e travagliato della sua esistenza. Blu. Come il mare quando si va troppo in giù – la profondità –, o come la notte quando si mangia i contorni di tutte le cose. Blu non è nero ma non è neanche azzurro. E le famiglie con persone autistiche stanno lì in mezzo, in un sentiero fatto di fatiche quotidiane, di desiderio di capire e di speranza. Blu è la solitudine delle famiglie con persone autistiche, in un Paese dove si investe ancora troppo poco sulla ricerca, dove manca una assistenza qualificata che prenda per mano le persone che vivono questa condizione e le loro famiglie, dove gli insegnanti non hanno mezzi e preparazione adeguati per contribuire allo sviluppo e all’integrazione dei ragazzi autistici. Blu è la vita spezzata delle famiglie con persone autistiche, dei genitori che si svegliano ogni mattina per combattere contro i fantasmi dell’Autismo con l’unica speranza di arrivare salvi la sera insieme ai loro figli, per poi ricominciare daccapo il giorno dopo. Ho sempre immaginato per questo che le famiglie con persone autistiche fossero grate alla notte e al sonno, quando tutto si ferma e puoi finalmente chiudere gli occhi e immaginare una vita diversa. Blu sono le emozioni, le attese e le parole di chi vive accanto a persone autistiche. Perché ditemi voi che colore mai possano avere i “non ce la faccio più”, “non so più cosa fare“, “sono distrutto” ma anche “oggi Elisa mi ha fatto un sorriso” oppure “Tommaso mi ha detto mamma”. Blu è la nostra consapevolezza sull’Autismo, che spesso ha le tinte forti della paura e del pregiudizio”. Le parole sono di Antonella Fumarola, intellettuale, artista, promotrice culturale nel web e fuori del web.

E il 2 aprile il mattino si è tinto di blu, e la sera ha brillato di blu. Di un blu anche festoso ma che non è una festa. Lo è diventata una festa la Giornata mondiale della consapevolezza dell’autismo perché bambini, e adolescenti di tutte le scuole d’Italia hanno saputo renderla tale attraverso la relazione e la condivisione. Perché relazione e condivisione sono quasi sempre la ragione che ci rende felici. Persino nelle congiunture sfavorevoli.

L’ITET “Tannoia” ha dato il suo contributo alla riflessione sull’autismo privilegiando la partecipazione quale espressione viva della sua comunità di apprendimento. Come cerca sempre di fare: coniugando il sapere con il saper fare. E soprattutto con la condivisione. Secondo la visione diffusa dal Dirigente scolastico prof.ssa Nunzia Tarantini. Così alla manifestazione nel centro cittadino insieme con tante altre comunità scolastiche, è seguita poi l’illuminazione blu della scuola ma realizzata senza luci. Di blu erano vestiti i ragazzi del “Tannoia” e i loro docenti, perché l’autismo non è un pensiero ma una condizione, un modo di stare al mondo. L’equipe dei docenti specializzati nella vasta gamma dei disturbi dell’apprendimento e del comportamento, insieme con il prof. Giuseppe Barbone, ha guidato con delicatezza lo svolgimento di una azione formativa complessa e informale, condotta all’interno della scuola. Senza nascondere dietro la festa della condivisione la drammaticità della condizione dei ragazzi che sono nello spettro autistico e delle loro famiglie.

Dell’autismo si sa che è un disturbo costituito da una varietà di disturbi simili ma di diversa entità e qualità: ciò ha convinto i ricercatori del Ministero della Salute a promuovere percorsi integrati, che comprendono interventi pedagogici e abilitativi, e terapie farmacologiche per i sintomi associati. “Al centro del percorso -si legge nei documenti ministeriali- ci sono i bambini e le loro famiglie, coinvolte attivamente nella gestione del trattamento con il supporto di specialisti di diverse professionalità, tra cui neuropsichiatri infantili, pediatri, medici di medicina generale, psicologi, educatori professionali, logopedisti, terapisti della neuro e della psicomotricità. Quali interventi non farmacologici sono più efficaci? Gli interventi mediati dai genitori si sono dimostrati efficaci. In questo tipo di approccio i genitori vengono guidati dai professionisti ad apprendere e ad applicare nella quotidianità le modalità di comunicazione e gli interventi utili per favorire lo sviluppo e le capacità comunicative del figlio. Questi interventi sono utili sia per i bambini, che possono migliorare le proprie capacità di comunicazione e alcuni comportamenti tipici dell’autismo, sia per i genitori, perché li aiutano a interagire con i figli e così riducono il senso di impotenza e l’angoscia che sono spesso presenti. (…)  In generale, l’efficacia degli interventi indicati aumenta se tutte le persone che interagiscono con i bambini adottano le stesse modalità di comunicazione e di comportamento. Ecco perché è importante che i genitori e le persone che passano molto tempo con questi bambini siano sempre attivamente coinvolti e guidati dai professionisti.”

L’ha istituita l’ONU la Giornata Mondiale della Consapevolezza dell’Autismo nel 2007, e la Fondazione Italiana Autismo  ha lanciato la Campagna di sensibilizzazione #sfidAutismo19. In Italia l’Osservatorio Nazionale per il monitoraggio dei disturbi dello spettro autistico informa che 1 bambino su 77, di età tra i 7 e i 9 anni, presenta un disturbo dello spettro autistico con una prevalenza maggiore nei maschi: i maschi sono colpiti 4,4 volte in più rispetto alle femmine. 

Inclusione lavorativa, transizione dall’età evolutiva all’età adulta, strutture residenziali e semiresidenziali, sono i punti su cui lavorano in sinergia Regioni e Istituto Superiore di Sanità.

 

 

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