Il bene torna ad essere “comune”

Verso il Bando Storico-Artistico e Culturale 2014

Un invito rivolto a Enti pubblici e privati del Sud Italia, proprietari di immobili di valenza storico-artistica e culturale, a mettere a disposizione i beni.

Un bando rivolto alle Organizzazioni non profit meridionali che individuerà le proposte di progetto migliori per la valorizzazione dei beni disponibili e finanziato con 4 milioni di euro.

Rispetto alle precedenti edizioni la Fondazione CON IL SUD ha deciso di adottare una procedura sperimentale, con due fasi distinte: un invito, corredato dell’apposita manifestazione di interesse, per individuare i beni e un bando per richiedere le proposte di progetto.

L’Invito è rivolto agli Enti pubblici locali e agli Enti privati proprietari di immobili di rilevanza storico–artistica e culturale, che potranno manifestare il loro interesse a candidare il bene alla valutazione della Fondazione entro il 9 settembre, proponendolo come luogo da restituire alla comunità attraverso modalità che il territorio stesso sarà in grado di identificare. La documentazione richiesta relativa al bene dovrà essere inviata esclusivamente online. Gli immobili proposti saranno valutati dalla Fondazione sulla base di specifici criteri come le condizioni generali, il potenziale utilizzo per attività socio-culturali economicamente sostenibili, l’accessibilità e la fruibilità.

Il Bando, rivolto alle Organizzazioni del Terzo settore e del Volontariato di Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia, sarà pubblicato successivamente dalla Fondazione sul proprio sito web: le Organizzazioni potranno presentare proposte di progetto per la valorizzazione degli immobili selezionati dalla Fondazione nella prima fase.

Le proposte dovranno prevedere attività socio-culturali economicamente sostenibili, capaci di favorire la piena fruizione da parte della collettività dei beni individuati.

Nel bando, che metterà a disposizione 4 milioni di euro, saranno evidentemente descritti modalità e termini di partecipazione.

L’idea progettuale ha origine dal contesto Italia.

Si riporta quanto evidenziato nell’invito.

L’Italia è il paese con la più alta densità di beni culturali per chilometro quadrato, tanto da essere normalmente definito un “museo a cielo aperto”.

Questo patrimonio resta, tuttavia, una risorsa ancora non sufficientemente valorizzata in termini socio-culturali.

La sua mancata cura e valorizzazione rischia di procurare danni sia materiali, con la perdita di importanti testimonianze della storia dei luoghi e della nazione, sia immateriali, impoverendo le identità locali e sottraendo alle generazioni future una preziosa eredità.

È allora necessario che il patrimonio culturale, espressione più alta delle capacità creative di un popolo, sia tutelato e valorizzato dalle istituzioni e con la partecipazione attiva dei cittadini, contribuendo a rafforzare la coesione sociale delle comunità e a creare le migliori condizioni per lo sviluppo socio-economico dei territori.

La recente crisi economica ha causato un’ulteriore riduzione degli investimenti per contrastare il degrado del patrimonio culturale e reso più difficile il sostegno dei costi di gestione dei numerosi beni già restaurati.

L’assenza di una visione chiara sulle destinazioni d’uso dei beni, in una logica di integrazione con il contesto, amplifica, inoltre, il rischio di disperdere le già esigue risorse disponibili.

È pertanto opportuno prevedere funzioni d’uso in grado di realizzare pienamente le potenzialità del patrimonio culturale, attraverso attività economicamente sostenibili e strategiche per l’equilibrato sviluppo delle comunità di riferimento.

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