I Santi del Giudizio Universale di Michelangelo in Vaticano

Nell’affresco è possibile riconoscere tra la moltitudine di personaggi accalcati intorno a Maria e a Cristo alcuni dei santi con gli strumenti del proprio martirio o con un proprio simbolo

I Santi del Giudizio Universale di Michelangelo in Vaticano
I Santi del Giudizio Universale di Michelangelo in Vaticano. A cura di Franco Leone

Per la festività di Tutti i Santi, lo spazio de “Lo Stradone” dedicato all’arte, a cura di Franco Leone, intinge i colori nell’opera più sublime di Michelangelo Buonarroti: il Giudizio Universale della Cappella Sistina in Vaticano.

Nell’affresco è possibile riconoscere tra la moltitudine di personaggi accalcati intorno a Maria e a Cristo alcuni dei santi con gli strumenti del proprio martirio o con un proprio simbolo:

  • Lorenzo con la graticola,
  • Andrea con la croce a X,
  • Bartolomeo con il coltello e la pelle scuoiata (in cui è possibile identificare il ritratto dello stesso Michelangelo),
  • Pietro con le chiavi,
  • Paolo con il pallio (drappo) rosso,
  • Filippo con la croce,
  • Simone con la sega,
  • Caterina d’Alessandria con la ruota dentata,
  • Sebastiano con le frecce,
  • Biagio con i pettini di metallo,
  • Il Cireneo con la croce di Gesù,
  • Le sorelle Prassede e Pudenziana sono vestite di azzurro e di verde,
  • Cecilia in rosso riversa con il viso al suolo, nella posizione in cui fu ritrovata da morta.

Affido la descrizione di questo capolavoro assoluto ai versi di una mia poesia attinta dal mio libro “Cercando l’Italia, itinerari d’arte in versi” pubblicato dalla Casa Editrice Secop nel 2015.

I SANTI DELLA CAPPELLA SISTINA di Franco Leone

Sotto la volta di azzurro dipinta

dalla maestria del genial Buonarroti,

viene una turba di santi sospinta,

insieme a sante e profeti remoti,

intorno al Cristo formando una cinta

che lascia spazio nel blu a pochi vuoti.

Alza il suo braccio Gesù a giudicare

chi fece bene o chi volle peccare.

 

Sulla sua destra la Madre vediamo,

poi Sant’Andrea con la croce inclinata,

Giovan Battista ed Isacco notiamo

con corpi dalla prestanza slanciata.

In verde sopra di loro scorgiamo

Elisabetta sul capo velata.

Lorenzo in basso non teme il giudizio

con la graticola del suo supplizio.

 

Bartolomeo lo fronteggia e sorregge

la pelle che fu al suo corpo sottratta.

In quella pelle sospesa si legge

anche l’effige del viso contratta

del Buonarroti che tra rughe e schegge

giammai fu resa più turpe e disfatta.

Così il pittor in quell’umil ritratto

davanti a Dio conseguì il suo riscatto.

 

Sulla sinistra imponente c’è Pietro

che ha in man le due chiavi d’oro e d’argento.

In rosso è Paolo a lui poco più dietro.

Entrambi mostran il volto irruento,

gli sguardi han torvi che paion di vetro.

Filippo è sotto San Pietro ed a stento

porta la croce ove fu giustiziato,

col piede che è sopra un nembo poggiato.

 

E su tal nuvola audace si sporge

con una sega tagliente Simone.

Sull’altra nube vicina si scorge

pur Caterina che non si scompone

mentre la ruota dentata ci porge.

Par Sebastiano al suo fianco un adone:

lui si erge fiero impugnando dei dardi.

Biagio i suoi pettini ostenta beffardi.

 

Sulla sinistra stan chine tre sante:

son Pudenziana, Cecilia e Prassede.

Sopra di lor vi è la croce ingombrante

che ha il Cireneo come simbol di fede.

Reggon le braccia quel legno pesante

col passo che tra le nuvole incede.

Mostra gli oggetti qui ognun del supplizio:

mai fu dipinto più bello il Giudizio.

 

Ottave in endecasillabi con rime ABABABCC.

 

 

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