I riti della Settimana Santa: tradizioni, cultura, innovazione, turismo

Settimana Santa: tra fede, storia e tradizione
Settimana Santa: tra fede, storia e tradizione

settimana santa 2017 (1)“Il Cammino della Passione. I riti della Settimana Santa a Corato”, organizzato dall’amministrazione comunale, in sinergia con le confraternite di San Giuseppe e Santa Maria Greca, è stato un convegno a più voci, moderato dalla giornalista Lucia De Mari, incentrato sulla valorizzazione dello splendido patrimonio immateriale che la nostra città, assieme ad altre poche nel mondo, custodisce e vuole tramandare alle nuove generazioni.

Le processioni del Venerdì e Sabato Santo non solo come espressione della pietà popolare ma anche tradizioni millenarie nelle quali si salda il senso di appartenenza alla comunità e per le quali la nostra città può concretamente divenire luogo di attrattiva turistica. Questo il succo di una mattinata a teatro.

Custodire, valorizzare e tramandare sono le parole d’ordine dell’amministrazione che negli ultimi tre anni ha operato, in primis, per favorire la comunicazione tra le due Confraternite coratine custodi dei riti processionali promuovendone anche la condivisione dell’organizzazione. In un secondo momento ha aderito al progetto di “Puglia Autentica” della “Settimana Santa in Puglia”, promosso dal dott. Gaetano Armenio, presente al convegno, e quest’anno di coinvolgere le scuole.

Protagonisti indiscussi, infatti, sono stati i ragazzi delle scuole alle quali viene consegnato questo patrimonio religioso, sociale e culturale dei riti della Settimana Santa – come ha più volte sottolineato il sindaco Massimo Mazzilli –  che, in effetti, non sono stati solo spettatori attenti e partecipi di un’iniziativa da applaudire ma, anzi, sono saliti sul palco a interpretare il messaggio forte e centrale della Passione di Cristo: la Sua morte e la sofferenza di Sua Madre Maria.

In particolare, quattro studenti del Liceo artistico, tre ragazzi e una ragazza (Vincenzo Di Gioia, Francesco Colia, Hugo Ferreira Da Silva e Carol De Sario), seguiti dal prof. Riccardo De Feo, hanno interpretato un testo teatrale di Dario Fo, ridotto e tradotto in italiano per l’occasione, proprio sulla “Passione di Cristo” che ha evidenziato il dolore di Maria che vede, si adira e soprattutto soffre assieme al Suo unico Figlio mentre appeso alla Croce sta per spirare.

settimana santa 2017 (8)Un rapporto mamma-figlio che si staglia dal contesto dei riti solo per un attimo per dare spazio all’autenticità dei sentimenti che le processioni ispirano. A mettere l’accento su questo aspetto uno dei quattro studenti, Francesco, che dopo aver interpretato Gesù ha condiviso con la platea alcune riflessioni personali. Da ateo convinto, come si è definito, ha affermato che il dolore di una mamma che vede morire il proprio figlio senza poter far nulla per impedirlo è ciò che delle processioni della Settimana Santa maggiormente lo colpisce. Il dolore di Maria Addolorata per suo figlio è lo stesso dolore che tutte le mamme del mondo e di tutti i tempi hanno provato o proverebbero perdendo un figlio. Trattasi dunque di un messaggio che prescinde la religione.

I Misteri, infatti, ha poi aggiunto il prof. De Feo, propongono temi, come quello della morte e dell’emarginazione, insiti nell’esistenza umana e attuali come non mai, attraverso un linguaggio comprensibile a tutti. Il dolore e la resistenza ai traumi della vita in attesa della “risurrezione” sono i concetti che emergono dalle processioni.

Gli altri ragazzi che si sono messi in gioco per la realizzazione del convegno sono gli studenti dell’Alberghiero che hanno preparato squisitezze tipiche della Pasqua, degustate a conclusione del convegno.

Anche l’aspetto gastronomico, relativo ai giorni della Pasqua e Pasquetta, non è stato tralasciato.

Alla prof.ssa Rossella De Benedittis è stato affidato il compito di illustrare la simbologia dei cibi tipici delle festività pasquali: l’uovo che significa rinascita, dunque risurrezione, l’agnello per il sacrificio del Cristo e la mandorle che si rifanno al mistero della vita, sono solo alcuni esempi.

Sembrano rinascere anche le statue che negli ultimi dieci anni sono state tutte restaurate, a partire dal gruppo scultoreo della Pietà nel 2008, dalla restauratrice Loredana Acquaviva alla quale è stato dato spazio nella terza parte del convegno.

settimana santa 2017 (3)Partendo dall’assunto di Cesare Brandi, ovvero “l’opera d’arte condiziona il restauro e non il contrario”, la restauratrice ha ribadito che lei ha sempre operato in accordo con i diversi responsabili territoriali della Soprintendenza, attualmente la dott.ssa Daniela De Bellis, e che rispettando anche le loro indicazioni ha riportato alle origini le antiche statue portate in processione a Corato il Venerdì e Sabato Santo.

«Tranne due, ovvero la Veronica e il Calvario attribuibili al tranese Capone e risalenti al 1950 – ha affermato la restauratrice –  sono tutte risalenti al 1600 e 1700 e di buona fattura. Dopo un’attenta e lunga fase di pulitura sono tornate a splendere nei loro colori originari, sia per quanto riguarda l’incarnato sia per le tonalità degli panneggi o sangue sul volto e corpo delle statue rappresentanti Gesù».

Rivelando alcuni dettagli, che saranno prossimamente illustrati in una presentazione ufficiale dei restauri delle statue, come la bellezza del viso dell’angelo che affianca Gesù nell’orto degli ulivi che pare rifarsi alla scuola del Caretta e il manto di S. Pietro originariamente decorato in foglia argento, la dott.ssa Acquaviva ha riportato l’attenzione della platea sulla rilevanza artistica delle statue della Settimana Santa.

settimana santa 2017 (4)Dunque, valorizzazione delle origini guardando al futuro, coniugazione di tradizioni e innovazione per promuovere un turismo di qualità senza rinunciare ad affermare i contenuti religiosi che inevitabilmente le processioni penitenziali del Venerdì e Sabato Santo contengono.

«Papa Francesco – ha dichiarato Don Sergio Pellegrini guida spirituale della Confraternita S. Maria Greca – rilancia la pietà popolare come espressione dell’incarnazione del Vangelo nella cultura, in quanto il Vangelo è un reagente, ma invita a non fare della pietà qualcosa di staccato dalla spiritualità. I riti delle processioni sono mezzi di evangelizzazione e mi auguro che tutti, ma in particolare i ragazzi, possano estrapolare dalle processioni occasioni di approfondimento della Parola di Dio».

Lascia un commento

avatar
  Subscribe  
Notificami