I fuochi di San Cataldo nel segno di una comunità che non vuole dimenticare

Stiamo leggendo in questi giorni, attraverso i social network, del disappunto di alcuni cittadini circa la scelta dell’amministrazione comunale e del comitato feste patronali di proporre, come di consueto, lo spettacolo pirotecnico in onore di San Cataldo, presso la stazione Bari Nord.  Una scelta ritenuta “irrispettosa” nei confronti delle vittime del disastro ferroviario del 12 luglio, avvenuto proprio sui binari di quella ferrovia. È comprensibile l’amarezza che oggi si prova pensando a quella strage che, per usare le parole del vescovo di Andria Mons. Mansi, «non si sarebbe mai dovuta verificare se tutti, ai loro livelli, avessero fatto il proprio lavoro». La ferita è ancora aperta e chissà se mai potrà rimarginarsi del tutto. In virtù di ciò, però, ci chiediamo: potrà mai il silenzio lenire un così grande dolore? Forse il non vedere, quest’anno, il cielo colorarsi in onore del Santo Patrono potrà davvero omaggiare la memoria di chi ha perso la vita nel tragico scontro?

La tragedia del 12 luglio è riuscita a stringere la Puglia e l’Italia intera in un profondo abbraccio, a dimostrare la forza e la dignità di una terra, purtroppo bistrattata dinanzi all’opinione pubblica. E non è giusto che si chieda alla nostra terra di “rialzare la testa”, perché quella testa non l’ha mai abbassata, anzi, ha affrontato con coraggio e onore il dolore di un disastro senza precedenti.

Ecco, ci piace pensare che quei fuochi quest’anno possano avere il significato che hanno avuto le 23 lanterne che sono volate nel cielo, all’indomani del terribile incidente. Ci piace pensare che quei colori possano essere, invece, il segno di una comunità che non vuole dimenticare e che non vuole abbassare la testa; di una comunità che chiede giustizia e non vuole fermarsi. Ci piace pensare che, sollevando gli occhi al cielo per ammirare lo spettacolo pirotecnico, riusciremo a indirizzare il nostro pensiero a quelle vite spezzate e ai loro cari, coloro che oggi hanno maggiormente bisogno del nostro abbraccio.

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