I frutti di Buoncampo al Meeting del Volontariato 2019

Illustrate le iniziative del portale promosso da Fondazione Casillo che mette in rete persone, risorse e enti no profit per coltivare progetti

Buoncampo di Fondazione Casillo
Un anno di Buoncampo al Meeting del Volontariato

Con il convegno intitolato “Entra in Campo: c’è Rete!”, tenutosi giovedì 19 settembre, presso la Nuova Hall nella Sala Convegni della Fiera del Levante di Bari, in occasione della 12ᵃ edizione del Meeting del Volontariato, la Fondazione Casillo ha presentato le iniziative del primo anno di attività di Buoncampo, il portale che mette in rete persone, risorse e enti no profit per coltivare progetti, assieme alle nuove idee per il futuro.

Il Meeting del Volontariato, organizzato dal CSV San Nicola dal 14 al 22 settembre presso la Fiera del Levante, col titolo “Nuove GenerAzioni”, ha guardato ai giovani e alle loro capacità di portare sguardi nuovi sul presente.

A raccontare le sinergie nate nel primo anno di attività di Buoncampo, sono intervenuti Cardenia Casillo, consigliere delegato della Fondazione, Claudio Leone, in rappresentanza del Corato Open Space e IfInApulia, Martina Fariello, volontaria Caritas e di Buoncampo e Giulia Romagnolo, volontaria Buoncampo.

Buoncampo fondazione casillo
Lo stand della Fondazione Casillo

Il convegno ha visto anche gli interventi di alcune associazioni che hanno fatto rete attraverso Buoncampo, come l’Associazione di volontariato Centro Aperto Diamoci Una Mano e il Teatro delle Molliche di Corato, e le associazioni Gli amici di Carlo di Gioia del Colle, Anto Paninabella di Bari, Poliferie nata a Roma e pronta a mettere in atto un progetto con gli studenti delle scuole di Bari di preparazione all’inserimento nel mondo del lavoro, in collaborazione con Buoncampo.

Nato dalla necessità di dialogare fra diverse realtà sociali e unire le forze, Buoncampo ha già messo a frutto il suo primo anno di attività «L’anno scorso abbiamo lanciato proprio qui il progetto pilota e oggi possiamo raccontare ciò che  siamo riusciti a realizzare, con la convinzione che dal piccolo si possa sempre costruire qualcosa di grande – ha dichiarato Cardenia Casillo, sottolineando l’ambizione di far crescere sempre di più la rete – siamo partiti da Corato e dalle province di Bari e Bat ma speriamo che la nostra esperienza venga duplicata anche in altri territori e, chissà, magari anche a livello nazionale».

Sono circa 25 le associazioni che si sono iscritte a Buoncampo in questo anno, assieme a una decina di coltivAttori volontari che dedicano il proprio tempo all’incontro con le varie associazioni cercando di creare nuove sinergie. Ad incontrare le associazioni è Martina Fariello, coratina, già volontaria Caritas, che è entrata a far parte della rete dopo aver espresso, sulla bacheca pubblica del portale www.buoncampo.it, il sogno di dare una opportunità di crescita e integrazione attraverso il gioco ad una comunità di bambini macedoni, 22 per l’esattezza, residenti a Corato. Da qui, la sinergia col Teatro delle Molliche, l’elaborazione di un laboratorio teatrale di impegno civile per i bambini e la rappresentazione teatrale dello scorso 19 giugno “Così si fa” (approfondimento sul numero di luglio 2019 de Lo Stradone). Il progetto vedrà una continuazione, verrà esteso anche a minori di diverse nazionalità e coinvolgerà anche le periferie della città. «Buoncampo è una grande famiglia in cui persone si tendono la mano per arrivare insieme ad una determinata destinazione, l’importante è credere che sia possibile» ha commentato Martina Fariello, cui si è aggiunto Francesco Martinelli, direttore del Teatro delle Molliche che ha sottolineato l’importanza di fare integrazione sociale ponendo i genitori e le famiglie come punto di partenza per poter lavorare assieme in un percorso educativo.

Altro progetto portato a termine grazie a Buoncampo è il laboratorio di cucito Sbag, che ha unito il Laboratorio Urbano Corato Open Space e l’associazione di volontariato Centro Aperto Diamoci Una Mano di Corato. «Abbiamo cercato di mettere a disposizione dei bisogni del CADUM, che offre pasti gratuiti ai meno abbienti ogni giorno, le nostre potenzialità – ha spiegato Claudio Leone – e dall’esigenza del CADUM di abbattere i costi dei sacchetti per la distribuzione dei pasti, sia per motivi economici che ecologici, è nato il progetto Sbag: la realizzazione di borse con tessuti di scarto grazie alla passione di Immanuel Ifeanyi, una delle risorse del Corato Open Space col sogno di creare una sartoria, le macchine da cucire messe a disposizione dalla Fondazione Casillo e il coinvolgimento anche di Harambé, associazione che si occupa di inclusione sociale».  Anche questo progetto troverà continuità attraverso l’alternanza scuola-lavoro che il Corato Open Space avvierà con l’ITET “Tannoia” di Corato.

Dopo aver trascorso il quarto anno liceale di esperienza a Borgo Rondine, in Toscana, in provincia di Arezzo, presso l’associazione Rondine, grazie ad una borsa di studio messa a disposizione da Fondazione Casillo, Giulia Romagnolo, la più giovane coltivattrice di Buoncampo, darà invece forma ad un progetto mirato alle nuove generazioni. In collaborazione con Fondazione Casillo, associazione Rondine e l’associazione barese Anto Paninabella, Giulia ha presentato il suo Ei Program (Emotional Intelligence program). «La scuola può offrire di più delle competenze nozionistiche, può insegnare a vivere nel mondo, introducendo l’educazione all’intelligenza emotiva, lavorando, quindi, su quella forza interiore che ognuno di noi ha, studiando il tessuto sociale nel quale avviene la crescita e la formazione dell’adolescente, fino ad intervenire con un programma specifico. – ha spiegato Giulia – A livello di ricaduta sociale, questo comporterebbe cittadini più consapevoli della propria società, e la gestione delle proprie emozioni potrà aiutare anche a gestire la propria vita personale e professionale».

Nel prossimo futuro, invece, in una domenica di ottobre da definirsi, Buoncampo sosterrà il Clean Up Day, progetto dell’associazione Tree Place di Andria in collaborazione con Corato Open Space, Harambè e associazione Francesco Ludovico Tedone.

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