I diritti negati delle spose bambine

spose bambineOgni giorno, in tutto il mondo, vengono perpetrate tantissime violazioni dei diritti umani, spesso inghiottite nel più cupo silenzio. Per tale motivo, a partire dal 21 dicembre 2010, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha istituito la Giornata mondiale del diritto alla verità su gravi violazioni dei diritti umani e alla dignità delle vittime, la cui ricorrenza ricade il 24 marzo, giorno in cui è avvenuto l’assassinio dell’arcivescovo di San Salvador Oscar Arnulfo Romeo, un sacerdote che ha dedicato tutta la sua vita alla salvaguardia dei diritti umani.

Celebrare e onorare questo diritto significa comunicare chiaramente che non si può continuare a tollerare che le violazioni rimangano impunite, soprattutto quelle perpetuate ai danni dei più piccoli. Ancora oggi, infatti, i diritti dei bambini e degli adolescenti vengono calpestati e milioni di essi sono vittime di abusi e sfruttamento. Eppure, è nella fase dell’infanzia che si pongono le basi per la realizzazione della vita da adulto: garantire un’infanzia felice e libera da preoccupazioni e problemi significa assicurare al bambino o alla bambina la possibilità di diventare un adulto o un’adulta felice e responsabile. 

Il dramma delle spose bambine è una delle tante sfaccettature dei diritti negati, uno dei tanti episodi in cui si nega ad un bambino di essere bambino. Considerato normalmente un’occasione di festa ed un momento significativo della vita di ciascuno, il matrimonio per queste bambine diviene un momento lontanissimo dal giorno tanto desiderato, relegato nella loro mente ad un futuro più lontano. 

«L’idea di realizzare un incontro di approfondimento su questa difficile tematica – ha evidenziato Teodora Procacci, socia FIDAPA BPW Italy – Sezione di Corato, nonché Componente della Commissione Internazionale “Arte e Cultura” – è nata a Zurigo, in occasione del congresso europeo della FIDAPA BPW, mentre ascoltavo la relazione della past president nazionale Giuseppina Seidita. Questi momenti di incontro trasformano l’informazione in formazione costruttiva per ciascun individuo». Conoscenze utili in un mondo che si evolve velocemente assecondando i mutamenti introdotti dai flussi migratori.

La consuetudine di far sposare ragazze di giovanissima età è molto diffusa nell’Africa subsahariana e in Asia meridionale, come evidenziato dalle seguenti percentuali: India (47%), Burkina Faso (48%), Sierra Leone (48%), Madagascar (48%), Malawi (50%), Mozambico (52%), Mali (55%), Repubblica Centroafricana (61%), Guinea (63%), Bangladesh (66%), Ciad (72%), Nigeria (75%). 

«Il diritto di acconsentire liberamente e pienamente al proprio matrimonio – ha esposto Eufemia Ippolito, past president nazionale FIDAPA BPW Italy e rappresentante BPW International presso il Consiglio d’Europa – è riconosciuto dalla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo del 1948 (art. 16) ed in molti successivi strumenti per i diritti umani». In molti paesi, però, il matrimonio precoce si colloca in una zona grigia dell’ordinamento giuridico e, «semmai proibito dal vigente diritto civile o comune, può essere condonato dalle leggi religiose o dalla consuetudine». 

Nel contesto della vasta gamma di interventi internazionali per porre fine al matrimonio infantile, è necessario coinvolgere un’ampia varietà di soggetti, tra cui il terzo settore, con progetti di tipo volontaristico capaci di sostenere le istituzioni nella lotta per la prevenzione dei matrimoni forzati e per l’adozione dei principi di empowerment. «Le associazioni delle donne – ha concluso l’Ippolito – risultano fondamentali per ideare e mettere in atto politiche di sostegno ed integrazione “al femminile”, per educare le ragazze e le comunità sugli effetti negativi a livello economico, sociale e sanitario legati alla pratica del matrimonio precoce».

«Durante il 28° Congresso Internazionale BPW, tenutosi a Jeju, nel maggio 2014 – ha raccontato Giuseppina Seidita, past president nazionale FIDAPA BPW e chair Commissione Internazionale BPW Progetti – è stata approvata una risoluzione sui matrimoni precoci, presentata dalla BPW Nigeria». 

Obiettivi della BPW, infatti, sono di promuovere l’istruzione e aumentare la consapevolezza del valore dell’istruzione, attuare progetti di educazione alla salute, creare progetti per promuovere la formazione delle donne, mettere in atto azioni legali per difendere i diritti delle spose bambine. «Occorre – ha aggiunto la Seidita – continuare a promuovere una campagna di informazione e sensibilizzazione sul fenomeno, nonché realizzare un monitoraggio su come il problema viene percepito in Italia e in Europa». 

Dello stesso parere è stato Michele Corriero, presidente Unicef Puglia e giudice onorario presso il Tribunale dei Minori, il quale ha sostenuto il “bisogno di contaminazione culturale” nella costruzione dei processi educativi utili a mutare i fenomeni sociali in atto. Lodevole in questa occasione è stata la presenza, sul “posto occupato”, dedicato a quelle donne e bambine vittime di violenza, di due pigotte, bambole di pezza create dall’Unicef per acquistare un kit salvavita comprendente le vaccinazioni essenziali, utili anche per anagrafare i bambini. 

L’evento si è concluso con gli interventi di Michele Fattibene, responsabile dell’Ambulatorio di Ginecologia dell’Infanzia e dell’Adolescenza dell’Ospedale di Andria, e Rosy Paparella, già Garante dei Minori della Regione Puglia, che hanno condiviso la necessità di condurre un approccio multidisciplinare e condiviso nel quotidiano per combattere queste pratiche affinché, pian piano, possano progressivamente ridursi. La sfida, infatti, è quella di seguire le generazioni di adolescenti, schiacciate dai conflitti interfamiliari e interculturali, per renderle risorse utili al Paese, ponendo i volontari in una condizione di ascolto, con spirito amorevole ed entusiastico, e a difesa dei diritti umani fondamentali. 

«È necessario – ha concluso Fiammetta Perrone, presidente FIDAPA BPW Italy – Distretto Sud Est, che ha patrocinato l’iniziativa con la partecipazione di 14 sezioni – riaffermare tre grandi principi: la libertà nel rispetto della diversità, l’amore della famiglia, la salute come fonte di benessere personale».

 

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